Look Back di Hirokazu Koreeda
Look Back di Hirokazu Koreeda

A distanza di sei anni dalla sua ultima partecipazione al Festival, il regista e sceneggiatore giapponese Hirokazu Koreeda, torna al Lido con il suo nuovo lungometraggio: Look Back. Presentato nella sezione in Concorso per il Leone D’Oro, il lungometraggio vede nel cast Natsuki Deguchi, Aju Makita, Furi Nanase, Rokka Okada e Masaki Suda.

Amicizia, memoria e dolore

Fujino (Natsuki Deguchi) è una bambina all’ultimo anno di elementari che si diletta nel disegno realizzando alcune vignette per il giornalino della scuola, con il sogno di diventare, un giorno, una mangaka (disegnatrice di manga). Nel frattempo, anche Kyomoto (Aju Makita), una bambina schiva e solitaria che non frequenta le lezioni, pubblica i propri lavori sullo stesso giornalino. Quando Fujino scopre il talento di Kyomoto, incuriosita, desidera conoscerla; da quel momento, tra le due, si instaura un profondo legame di amicizia che sfocerà nella nascita di un importante percorso creativo che durerà tredici anni.

Tratto dall’omonimo manga one-shot scritto e disegnato da Tatsuki Fujimoto, diventato in seguito un mediometraggio anime diretto da Kiyotaka Oshiyama nel 2024, Look Back di Koreeda è un racconto profondamente vero, malinconico e sincero, a testimonianza che non serve altro che una buona scrittura per poter emozionare. Dove risiede la forza di Look Back? Senza dubbio nella sua capacità di saper parlare di sentimenti complessi senza mai forzarli, prediligendo una narrazione essenziale, delicata e silenziosa.

Il cuore del racconto risiede tutto nelle sue protagoniste, Fujino e Kyomoto, e nella loro profonda amicizia. Attraverso l’analisi di questo rapporto, il lungometraggio racconta il bisogno di essere visti e riconosciuti, la paura ma al contempo la voglia di fidarsi dell’altro (anche se sconosciuto), il timore del confronto ma contemporaneamente la possibilità di trovare nell’altro uno stimolo e una direzione. Look Back è una storia di crescita, di talento e di perdita, in cui il gesto artistico è sia un mezzo per esprimersi, che un modo per dare forma al dolore, alla memoria e, in seguito, alle possibilità mancate. 

Look Back, esprimersi attraverso l’arte

Uno degli elementi chiave della storia di Look Back, oltre all’amicizia tra le due protagoniste, è senza dubbio il disegno e il trattamento ad esso dedicato. Sia Fujino che Kyomoto trovano nell’arte del disegno la loro forma massima di espressione e libertà, anche se in modi tra loro estremamente diversi. Da un lato troviamo Fujino, più schietta e più estroversa, che con il disegno dona forma e vita alle proprie idee, senza mai porsi alcun limite; dall’altro lato abbiamo invece Kyomoto che, nella sua timidezza e chiusura, trova nel disegno un vero e proprio rifugio dal mondo. Le due continuano a disegnare perché è proprio tramite quelle linee che esprimono ciò che a parole non riescono.

Il disegno si trasforma quindi in un linguaggio intimo, uno spazio in cui le due ragazze riescono a incontrarsi davvero, comprendendosi, anche quando sembrano appartenere a due mondi diversi. Koreeda, non a caso, predilige il silenzio, gli sguardi, i disegni che prendono vita su carta, invece che i dialoghi. È proprio in questa sua semplicità che il film trova la sua dimensione più vera e profonda. Fujino e Kyomoto non esistono solo attraverso le loro parole, ma esistono soprattutto grazie alle loro azioni: attraverso il disegno lasciano una traccia che non potrà mai essere cancellata, dando vita ad un rapporto che nasce prima sulla carta e, solo in seguito, si sviluppa nella vita reale.

Un altro merito da sottolineare è senza dubbio quello di saper raccontare la creazione artistica non come un qualcosa di idealizzato e immediato, ma come un processo fatto di fatica, di alti e bassi, confronto, insicurezze, rifiuti e desideri. Se Fujino disegna per poter essere riconosciuta, per essere vista e apprezzata dal mondo, Kyomoto disegna per costruirsi un rifugio, per rimanere al riparo. Nonostante queste differenze, le due trovano nell’arte il loro punto di contatto, una vera e propria lingua tramite la quale comprendersi.

In breve

Con Look Back Koreeda torna a raccontare una storia profondamente intima e reale, dove l’anima del racconto risiede nella complicata semplicità di una vera amicizia. Look Back parla di arte, crescita, perdita e memoria senza mai cadere nella banalità di un qualcosa di già raccontato. Una storia essenziale, felice ma dolorosa, intensa e silenziosa, capace di lasciare una traccia emotiva profonda. 

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
9
Rebecca Fulgosi
Mi chiamo Rebecca, classe 2000 e ho una passione smisurata per il mondo della settima arte. Studio alla facoltà di Beni Culturali con il sogno di diventare critica cinematografica, perché guardare film è una delle cose che mi riesce meglio. Il mio genere preferito è L’horror insieme ai cinecomic di cui sono appassionata sin da piccola. Tra i miei film preferiti: "La La Land", C’era una volta a ...Hollywood", "A Star is Born", "Jojo Rabbit" e "Titanic". Le mie serie preferite, "American Horror Story" e "La casa di carta".
look-back-di-hirokazu-koreeda-recensioneCon Look Back Koreeda torna a raccontare una storia profondamente intima e reale, dove l’anima del racconto risiede nella complicata semplicità di una vera amicizia.