
“King of cool”, come venne soprannominato, Steve McQueen (1930-1980), fu uno degli attori più pagati dalle produzioni e amati dal pubblico della sua epoca.
Attraverso i suoi ruoli in film d’azione, polizieschi, storici e western, McQueen incarnò il ruolo dell’eroe forte, laconico e competente, ma anche carico di un certa umanità e leggerezza. Fu un uomo d’azione, nella vita privata come nel cinema, appassionato di motociclette e auto da corsa; morì tragicamente a 50 anni per complicazioni dovute a un tumore.
Ripercorriamo oggi la sua breve e dirompente carriera attraverso cinque suoi ruoli iconici.
1- La grande fuga (1963, John Sturges)
Pur essendo già un nome abbastanza noto al pubblico, è interpretando Virgil Hilts, il capitano dell’aviazione americana, ribelle e indisciplinato prigioniero dei nazisti, che McQueen è entrato nella storia del cinema. Virgil, il suo ruolo più famoso e celebrato di sempre, è l’americano sornione che non perde il sorriso neanche quando tutto precipita; sempre latore di un sorriso di speranza per ciò che gli riserverà il futuro. Sue sono le scene più iconiche del film: il reiterato tiro della palla da baseball in cella, e il salto del filo spinato in motocicletta al confine con la Svizzera.
2 – Quelli della San Pablo (1966, Robert Wise)
Nella tragica parabola storico-esistenziale della cannoniera San Pablo, McQueen delinea un personaggio teso come una corda di violino, frustrato dal sistema militare e sociale con cui è in rotta, che vive in una sorta di auto-esilio nella sala motori della nave. Il suo Jake Holman è un eroe moderno, aperto al prossimo di ogni nazionalità, ma anche tragico, vittima delle forti correnti storiche e politiche della sua epoca, contro cui, pur lottando fino allo stremo, si ritroverà impotente.
In molti all’uscita del film ci videro un riflesso del conflitto in Vietnam, ed elogiarono l’interpretazione nervosa e arcigna di Steve McQueen.
3 – Bullitt (1968, Peter Yates)
Il mito del poliziotto che sfugge ai suoi assalitori con un lungo e ostico inseguimento in auto nasce con questo film e con il personaggio di Steve McQueen. Il tenente di polizia, Frank Bullitt, con la sua Ford Mustang, è il simbolo del poliziotto moderno, dotato di quattro ruote e di risoluta pazienza, che indaga con meticolosità sui suoi casi, ed oltre che provetto tiratore è anche un guidatore esperto; evoluzione dello sceriffo del West, pistolero e cavallerizzo.
L’inseguimento di circa 10 minuti in auto è ancora oggi ricordato come una della sequenze più emozionati mai girate e montate nella storia del cinema.
4 – Getaway! (1972, Sam Peckinpah)
McQueen nel cinema è stato da entrambe le parti della legge, e sempre in modo eccelso. Il suo Doc McCoy, è un criminale e assassino, ma con una certa dose di umanità e fortuna; solo McQueen era capace di rendere iconico un personaggio che forse durante tutto il film spara più colpi che battute.
In uno dei film d’azione più impressionanti degli anni ‘70, scritto da un giovane Walter Hill, McQueen domina la scena in ogni scontro a fuoco e verbale, e impugna la crescente tensione del film in modo cruento e meticoloso, ma con una dose non indifferente di charme ed eleganza che lo hanno sempre contraddistinto.
5 – Papillon (1973, Franklin J. Schaffner)
1933, Henri Charrière, detto Papillon, è un ladro francese condannato all’ergastolo nella remota Guyana Francese. È l’incipit di una storia di nervi tesi e sofferenze indicibili, in quello che rimane uno dei racconti cinematografici più crudi e spietati su una prigione.
Pur dividendo la scena con un peso massimo del cinema come Dustin Hoffman, è Steve McQueen a incarnare la vera sofferenza del prigioniero che tenta la fuga con ogni mezzo possibile. Seppur più remissivo e distrutto nel fisico e nella psiche del capitano Hilts, il Papillon di McQueen è comunque un uomo risoluto, deciso a fuggire da un sistema carcerario che sembra più l’inferno dantesco.
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