Sotto le nuvole, Gianfranco Rosi. Courtesy of La Biennale 2025
Sotto le nuvole, Gianfranco Rosi. Courtesy of La Biennale 2025

Venezia 82, i film che abbiamo visto il 30 agosto alla Mostra del Cinema di Venezia 2025

The Last Viking, Anders Thomas Jensen (Fuori concorso)

Una favola animata di tribù e vichinghi introduce la storia di due fratelli, e diventa poi reale. Non ci sono, però, villaggi in cui esercitarsi con l’ascia, solo l’età adulta, in cui i traumi sono stati rimossi, sebbene ne rimangano i segni visibili. Anker torna a casa dopo 15 anni di carcere per ricongiungersi a suo fratello Manfred, che è affetto da un disturbo mentale che lo accompagna sin da piccolo, e che ha nascosto una borsa piena di soldi tempo prima. L’incontro tra i due solleva un articolato discorso a proposito dell’identità, e di come la realtà dovrebbe adattarsi a essa, anziché il contrario. Il risultato è tragicomico e intelligente, e supportato da personaggi non scontati.

Frankenstein, Guillermo del Toro (Concorso)

Partiamo da un presupposto: Jacob Elordi nel ruolo della creatura di Frankenstein è ciò che di migliore c’è nel nuovo, e attesissimo, adattamento dal romanzo di Mary Shelley firmato da Guillermo del Toro. Il film, con un accurato impianto gotico in cui la fantasia del regista messicano regala il suo meglio, tra corpi di sangue e nervi di nuovo in vita, e angeli di fuoco, racconta dell’aspirazione a correggere gli errori di Dio, ma vuole solo raggiungere il cuore del legame padre-figlio, che ne attraversa il senso più intrinseco, fino all’ultima scena.

Oscar Isaac nel ruolo di Victor Frankenstein in “Frankenstein” di Guillermo del Toro.
Oscar Isaac nel ruolo di Victor Frankenstein in “Frankenstein” di Guillermo del Toro. Photo Credit: Ken Woroner / Netflix

Se la prima parte è la più riuscita, e due punti di vista raccontano la stessa storia rendendola uno spunto di riflessione sulla vita e la morte e sul concetto di onnipotenza, è sul finale che un trionfo di buoni sentimenti è infilato a forza per cancellare tutto il male che ci è stato mostrato, rispettando i dettami Netflix e preparandosi alla visione in streaming. Film riuscito? Solo in parte, perché non attualizza come vorrebbe il racconto della creatura nata dalla penna di Shelley, si limita a rispolverarla con puntuale adeguatezza.

Silvia Pezzopane

Sotto le nuvole, Gianfranco Rosi (Concorso)

Presentato in Concorso, Sotto le nuvole è il nuovo documentario di Gianfranco Rosi che fonde nella sua narrazione, anche se all’apparenza possa sembrare troppo semplice, il passato e il presente. Nonostante sembrino essere tra loro distanti, il passato e il presente si intrecciano costantemente e le tragedie passate si intersecano a quelle in corso, seppur su piani tra loro differenti. Scene di vita quotidiana, alcune al limite del tragicomico, si accompagnano al ricordo di tragedie lontane, che si scontrano però con circostanze attuali impossibili da ignorare. Unico e onnipresente testimone di quanto il documentario intende raccontare, è un silenzioso osservatore: il Vesuvio.

Rebecca Fulgosi

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