
Follemente è il nuovo film di Paolo Genovese, al cinema dal 20 febbraio. Si è tenuta lo scorso 7 febbraio a Roma, presso il Cinema Barberini, la conferenza stampa di presentazione, a cui hanno partecipato il regista Paolo Genovese e tutto il suo cast: Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo e Claudio Santamaria.
In quanti siamo nella nostra mente?
Paolo Genovese ci parla dell’enorme fatica della mente, ma non per fare o pensare chissà che cosa. Si riferisce quella fatica dei pensieri più semplici, che si rivelano poi i più difficili. «Alla mattina, al bar, anche la scelta del cornetto è faticosa!» dice il regista.
La confusione mentale, quella sensazione che ti fa sembrare un po’ come un GPS rotto che ti porta in giro senza una meta precisa. È come avere mille finestre aperte nel cervello, e chi le chiude poi? C’è sempre quella sensazione di essere a metà tra un brillante e felice momento di illuminazione e una crisi di panico.
Eppure, c’è anche un lato divertente. La confusione mentale ti rende davvero un esperto di improvvisazione. E niente batte la soddisfazione di guardare qualcuno, che magari ci piace, e con un’espressione completamente confusa affermare: «Certo che sì, concordo, sono come te!» quando in realtà non hai capito nulla, ma l’importante è fare colpo.
Questo è ciò che fanno i due protagonisti del film, Edoardo Leo e Pilar Fogliati, che si trovano a combattere con i loro pensieri nel bel mezzo di una prima cena.
L’incontro tra uomo e donna: un’escape room, una partita a scacchi o un mistero?
«Come ti è venuta in mente questa bellissima follia?», è la prima domanda rivolta a Genovese, che afferma di aver avuto il desiderio di raccontare di personaggi pluriabitati, descrivendo la confusione mentale in un momento ben specifico di vita, il primo appuntamento. Il primo appuntamento è quell’occasione in cui il tuo cervello decide di fare il suo show comico, e tu, povero malcapitato, ne sei il protagonista inconsapevole. È come se avessi scritto una sceneggiatura per un film, solo che sei proprio tu a dimenticare le battute e a inciampare su ogni possibile cliché. Tanto come fai sbagli.
«È impossibile la convivenza tra i sessi?» Il regista afferma: “È complicata. Ora viene rimesso tutto in discussione. L’incontro tra uomo e donna è spesso un’escape room, sbagli e sei fuori. Chi versa il vino? Chi dà il primo bacio? Chi paga? Paga l’uomo? Sei maschilista! Paga lei? Sei un pidocchio! Fai a metà? Sei un approfittatore!».
Edoardo Leo interviene, aggiungendo che in merito alla ridefinizione dei ruoli ormai se ne parla da secoli, ma ciò che rimane immutabile è proprio il primo appuntamento: “Ti devi mostrare, devi apparire e nascondere le fragilità oppure ci devi giocare, è come una partita a scacchi tra uomo e donna. Bisognerebbe sempre mostrarsi per come si è. L’ansia da primo appuntamento si ha sempre, a 15 anni come a 70.”
Secondo Pilar Fogliati, speranzosa sulla convivenza dei sessi, tra uomo e donna vi è un enorme mistero, se il mistero si mantiene tale si sarà sempre attratti l’uno dall’altra. È questo il bello tra uomo e donna, non scoprirsi mai davvero e sorprendersi.

L’umorismo e l’ironia del e nel film
Emanuela Fanelli e Marco Giallini dichiarano di non essere ancora usciti dall’immersione nei loro personaggi, che sono caratterizzati da un’ironia vitale, capace di alleggerire i pensieri. «Anche io stessa, nella realtà, utilizzo l’ironia per sopravvivere», dice l’attrice.
A proposito di umorismo, Genovese, con un interessantissimo intervento offre la chiave del film, sottolineando la differenza tra umorismo di situazione e umorismo di battuta: “La commedia di situazione è difficile, perché devi costruire una situazione che fa ridere. La battuta la capisci, sai che funziona. La situazione invece è sempre un’alchimia, un gioco di prestigio che speri riesca con il pubblico. Lo stile diventa sarcastico dove i meccanismi funzionano, e se il gioco è riuscito te ne accorgi solo in sala».
L’armonia che nasce dalla fantasia
Il cast ha definito i momenti delle riprese avvolti da un clima professionalmente festoso, e questo ha generato una fortissima armonia.
Genovese racconta: «Ho immaginato il cast, ho scelto personaggi che magari non rispecchiavano per niente le personalità degli artisti. La sceneggiatura non va schiacciata sul personaggio, altrimenti si pecca di fantasia».
La fantasia è come la vogliamo, perché viene creata da noi. Non ha paura di osare, è l’immenso spazio dove tutto è possibile. È la libertà più grande di cui possiamo appropriarci quando vogliamo, è un viaggio senza meta tutto nostro, che ci arricchisce ogni volta che lo percorriamo. Questo è Follemente.
Follemente è una produzione Lotus Production, una società Leone Film Group, con Rai Cinema in collaborazione con Disney+ in associazione con Vice Pictures. Prodotto da Raffaella Leone e Andrea Leone.






