
Paolo Strippoli porta a Venezia 83, in Concorso, L’Estranea, il suo nuovo film scritto insieme a Salvatore de Chirico che vede nel cast degli interpreti principali Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi.
Prodotto da Marina Marzotto e Mattia Oddone per Propaganda Italia, con Rai Cinema e Dinamo Film, e coprodotto da Jean Christophe Raymond per Kazak Productions (FR) e da Joseph Rouschop e Eva Curia per Tarantula Film (BE), L’Estranea uscirà in sala l’8 Ottobre con 01 Distribution. Si è tenuta lo scorso 7 settembre la conferenza stampa di presentazione del film.
Il racconto di una famiglia normale
Una donna si presenta all’improvviso, sotto una pioggia battente, a casa della figlia. Una figlia che presumibilmente non vede spesso, e che non si aspettava che il genitore irrompesse a quell’ora, in quel momento. Quella madre così composta e misteriosa è lì per confessarle tutta la verità sulla loro famiglia.
A proposito delle origini del film, racconta il regista Paolo Strippoli: «Questa storia nasce tanto tempo fa dalla mia paura più grande, quella di perdere il controllo; sono ossessionato dal tema del controllo e anche per questo faccio il regista, perché mi lascia l’illusione, per il tempo di un set, di poter decidere delle cose della mia vita e di poter plasmare la realtà. Ma le cose accadono e non ci chiedono il permesso».
L’Estranea è un film che si pone in continuità con le sue opere precedenti, lui stesso afferma di comprendere Piove, La Valle dei Sorrisi e proprio quest’ultimo in quella che chiama la trilogia della pioggia, poiché tutti hanno fenomeni meteorologici preoccupanti, ma aggiunge: «qua io credo di essere riuscito in maniera più esatta a raccontare una cosa che mi preme profondamente raccontare, ovvero come in un nucleo familiare la società esterna, il mondo contemporaneo alle persone che ci vivono dentro, venga portato per la prima volta nella vita dei più giovani attraverso i genitori. I genitori sono lo spiraglio sul mondo esterno, e questo spiraglio è il filtro più importante che in qualche modo ci porteremo dietro per tutta la nostra vita. Credo che questo sia più centrato rispetto agli altri film, ed è qualcosa su cui mi interrogo continuamente».
Nel ruolo dei “genitori” ci sono Jasmine Trinca e Adriano Giannini, che portano nella storia esseri umani imperfetti, ma colmi d’amore per i propri figli, un amore sbagliato, come spiega Giannini a proposito del suo personaggio, che cerca di proteggerli attraverso il controllo. «Non c’è spazio per questi genitori di accogliere la fragilità dei figli, per quanto riguarda il mio personaggio non possiede proprio gli strumenti per leggerla nell’altro, ma benché meno in sé stesso» spiega l’attore.

Chi è l’estranea? «L’estranea è una figura che sembra venire da fuori, ma che evidentemente è una parte di noi che risuona fortemente», risponde Jasmine Trinca, precisando anche come le madri “perfette” possano fare paura, al cinema come nella vita reale.
«Non attacco la famiglia tradizionale, bensì la famiglia che mette davanti al mondo interno quello esterno» conclude Strippoli, dichiarando come volesse che il sentimento prevalente che doveva venir fuori da questo film fosse quello della tragedia, una tragedia che riflette la vita, in succedono cose bellissime mentre altre cose orribili si consumano.
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