
Quest’anno Alice nella città, festival giunto alla 23ª edizione, si svolgerà in maniera autonoma e parallela alla Festa del Cinema di Roma, sempre dal 15 al 26 ottobre, tra l’Auditorium Parco della Musica, l’Auditorium della Conciliazione e il Cinema Adriano.
Sono in tutto 11 i film del concorso internazionale e 6 i titoli fuori concorso. Altri 6 film compongono la sezione Panorama Italia. Verrano inoltre presentate le anteprime di tre serie televisive: La Preside con Luisa Ranieri, Un professore 3 con Alessandro Gassmann e Appartamento sold out di Francesco Apolloni e Giulio Manfredonia.
Tra gli ospiti che terranno le masterclass anche Carla Simón (a cui è dedicata una retrospettiva) e Daniel Day-Lewis. A novembre è atteso anche Robert De Niro per un evento speciale fuori dalle date del festival.
Il film di apertura di Alice nella città 2025 è l’horror Good Boy di Ben Leonberg. Film di chiusura è la commedia Una famiglia sottosopra di Alessandro Genovesi, con Luca Argentero, Valentina Lodovini, Licia Maglietta.
Il concorso
- LA TORTA DEL PRESIDENTE ⋅ Iraq, Usa, Qatar ⋅ 2025 ⋅ 105′ di Hasan Hadi
- MY FATHER’S SHADOW⋅ UK, Nigeria ⋅2025 ⋅ 94′ di Akinola Davies Jr.
- THE OTHER SIDE OF SUMMER⋅ Repubblica Ceca, Croazia ⋅2025 84’ di Vojtěch Strakatý
- LA PICCOLA AMELIE ⋅ Francia ⋅Animazione, 2025 77’ di Liane-Cho Han e Maïlys Vallade
- REBUILDING ⋅ Stati Uniti ⋅2025 ⋅95′ di Max Walker-Silverman
- AMOEBA⋅Singapore, Paesi Bassi, Francia, Spagna,South Korea ⋅2025 ⋅ 98′ di Tan Siyou
- FORASTERA ⋅ Spagna, Italia, Svezia ⋅ 2025 ⋅ 97’ di Lucía Aleñar Iglesias
- MY DAUGHTER’S HAIR (RAHA)⋅ Iran ⋅ 2025 ⋅ 110’ di Hesam Farahmand
- DANCE OF THE LIVING (LA LUCHA)⋅ Spagna, Colombia ⋅ 2025 ⋅ 92′ di José Alayón
- SUNDAYS ⋅ Spagna, Francia ⋅ 2025 ⋅ 115′ di Alauda Ruiz de Azúa
- ANEMONE ⋅ Uk, Stati Uniti ⋅ 2025 ⋅ 121′ di Ronan Day-Lewis
Cosa aspettarsi da Alice nella città 2025
Non ci sono film italiani in concorso ad Alice nella città 2025 e questo perché secondo Bettini e Giannelli nessun film italiano quest’anno incontrava il tema e il filo conduttore della rassegna. Una forte presa di posizione, soprattutto rispetto alle varie dichiarazioni ministeriali, prima di Sangiuliano e poi di Giuli, per un cinema più largo possibile, orientato al mercato.
Questo è ciò che Alice nella città invece dichiara: «Quando il mondo smette di essere chiaro, il cinema diventa una bussola. Segna i punti di tangenza tra il prima e il dopo per guardare oltre, per tracciare una nuova rotta. Segue il suo istinto, guardando al territorio e non alla mappa, in cerca di altri occhi e altri pensieri, per stare dentro la complessità. Non può accettare le mode del mercato, lo sguardo rassicurante e addomesticato di una lingua che balbetta, che tradisce, che ti abbandona. Ma proprio in questi momenti dà il meglio di sé, quando accetta il corpo a corpo con il racconto e le sue realtà. Soprattutto ora che assistiamo all’orrore della perdita di tutto ciò che è umano. Organizzare queste idee intorno al festival è il nostro modo di pensare insieme. Non è molto, ma è già qualcosa. Forse non risponde alle esigenze di chi aspira sempre al primato della sala piena e vorrebbe un mondo fatto di film “larghi”. Oggi quella scommessa non ci interessa. O perlomeno non ci sembra l’unica».
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