Alessio Tommasoli

Chiamatemi pure trentenne, giovane adulto, o millennial, se preferite. L'importante è che mi consideriate parte di una generazione di irriverenti, che dopo gli Oasis ha scoperto i Radiohead, di pigri, che dopo il Grande Lebowsky ha amato Non è un paese per vecchi. Ritenetemi pure parte di quella generazione che ha toccato per la prima volta la musica con gli 883, ma sappiate che ha anche pianto la morte di Battisti, De André, Gaber, Daniele, Dalla. Una generazione di irresponsabili e disillusi, cui è stato insegnato a sognare e che ha dovuto imparare da sé a sopportare il dolore dei sogni spezzati. Una generazione che, tuttavia, non può arrendersi, perché ancora non ha nulla, se non la forza più grande: saper ridere, di se stessa e del mondo assurdo in cui è gettata. Consideratemi un filosofo - nel senso prosaico del termine, dottore di ricerca e professore – che, immerso in questa generazione, cerca da sempre la via pratica del filosofare per prolungare ostinatamente quella risata, e non ha trovato di meglio che il cinema, la musica, l'arte per farlo. Forse perché, in realtà, non esiste niente, davvero niente  di meglio.

I’M OPEN, COME IN – Intervista a Decrow

Intervista a Decrow, artista romano classe 1995 alla scoperta del suo nuovo singolo Lake Placid (con IN6N)

Chaise Longue | Il nuovo singolo dei Verdena

Chaise Longue è il singolo che segna il ritorno dei Verdena: un ritorno dall'inferno che ci accoglie per poi stordirci.

I’M OPEN, COME IN – Intervista a Sena

Intervista a Sena, cantautrice italiana classe 1993, con il singolo "Toni Servillo" in uscita il 22 settembre

Un altro giorno d’amore (Giulia D’Amato, 2022)

Recensione di "Un altro giorno d'amore", documentario di Giulia D'Amato

LASCIAMI TOCCARE LA MUSICA – Andare a un concerto senza vederlo

Non è retorica: per chi ha un deficit visivo, la musica ha un altro valore, e di conseguenza anche un concerto.

I’M OPEN, COME IN – Intervista a dada sutra

Per la nostra rubrica dedicata agli incontri con artisti emergenti del panorama musicale italiano, stavolta parliamo con dada sutra. Ecco alcune essenziali domande per iniziare ad entrare nel suo mondo

Rammstein: altro che concerto, un maestoso spettacolo

Un thriller post apocalittico, quello messo in scena dai Rammstein, lo scorso 5 luglio a Nijmegen, piccola cittadina olandese.

Pearl Jam a Imola, un concerto lungo 2 anni

2 anni. 24 mesi, più di 700 giorni: tantissimi, soprattutto se avanzano molto più lentamente, in mezzo alla pandemia e al lockdown. Molti non ce l'hanno fatta a vederne la fine, molti...

Alessio Tommasoli

Chiamatemi pure trentenne, giovane adulto, o millennial, se preferite. L'importante è che mi consideriate parte di una generazione di irriverenti, che dopo gli Oasis ha scoperto i Radiohead, di pigri, che dopo il Grande Lebowsky ha amato Non è un paese per vecchi. Ritenetemi pure parte di quella generazione che ha toccato per la prima volta la musica con gli 883, ma sappiate che ha anche pianto la morte di Battisti, De André, Gaber, Daniele, Dalla. Una generazione di irresponsabili e disillusi, cui è stato insegnato a sognare e che ha dovuto imparare da sé a sopportare il dolore dei sogni spezzati. Una generazione che, tuttavia, non può arrendersi, perché ancora non ha nulla, se non la forza più grande: saper ridere, di se stessa e del mondo assurdo in cui è gettata. Consideratemi un filosofo - nel senso prosaico del termine, dottore di ricerca e professore – che, immerso in questa generazione, cerca da sempre la via pratica del filosofare per prolungare ostinatamente quella risata, e non ha trovato di meglio che il cinema, la musica, l'arte per farlo. Forse perché, in realtà, non esiste niente, davvero niente  di meglio.