Alessio Tommasoli

Chiamatemi pure trentenne, giovane adulto, o millennial, se preferite. L'importante è che mi consideriate parte di una generazione di irriverenti, che dopo gli Oasis ha scoperto i Radiohead, di pigri, che dopo il Grande Lebowsky ha amato Non è un paese per vecchi. Ritenetemi pure parte di quella generazione che ha toccato per la prima volta la musica con gli 883, ma sappiate che ha anche pianto la morte di Battisti, De André, Gaber, Daniele, Dalla. Una generazione di irresponsabili e disillusi, cui è stato insegnato a sognare e che ha dovuto imparare da sé a sopportare il dolore dei sogni spezzati. Una generazione che, tuttavia, non può arrendersi, perché ancora non ha nulla, se non la forza più grande: saper ridere, di se stessa e del mondo assurdo in cui è gettata. Consideratemi un filosofo - nel senso prosaico del termine, dottore di ricerca e professore – che, immerso in questa generazione, cerca da sempre la via pratica del filosofare per prolungare ostinatamente quella risata, e non ha trovato di meglio che il cinema, la musica, l'arte per farlo. Forse perché, in realtà, non esiste niente, davvero niente  di meglio.

Krist Novoselic: la rinuncia che salvò quel che resta di Kurt Cobain

Krist Novoselic e il suo modo di salvare la memoria di Kurt Cobain, salvando un amico dopo non essere riuscito a salvargli la vita.

Unlimited Love: i Red Hot tornano alla calma piatta, regalandoci una splendida onda

Recensione di "Unlimited Love", nuovo album dei Red Hot Chili Peppers

Sundown di Michel Franco e quel gioco sconvolgente dello Straniero di Camus

Recensione di Sundown, nuovo film di Michel Franco con Tim Roth e Charlotte Gainsbourg

I’M OPEN, COME IN – Intervista a Vinnie Marakas

Per la nostra rubrica dedicata agli incontri con artisti emergenti del panorama musicale italiano, stavolta parliamo con Vinnie Marakas

I’M OPEN, COME IN – Intervista a Lorenzo Pasini. Dai Pinguini Tattici Nucleari al debutto solista

Per la nostra rubrica sul panorama musicale italiano parliamo con Lorenzo Pasini, dei Pinguini Tattici Nucleari del suo debutto solista

Mark Lanegan | Se il destino è tutt’altro che una punizione

Il timbro di Mark Lanegan, capace di esprimere rabbia e dolore insieme, gli permette di portare il grunge nel nuovo secolo.

Leonora Addio: le ceneri di Pirandello nell’assurdità della vita

Recensione di "Leonora addio", film di Paolo Taviani ispirato al racconto "Il chiodo" di Luigi Pirandello. Premio Fipresci alla Berlinale

I’M OPEN, COME IN – Intervista a Giulia Pratelli

Intervista a Giulia Pratelli, di cui è uscito su tutte le piattaforme streaming il nuovo album, "Nel mio stomaco".

Alessio Tommasoli

Chiamatemi pure trentenne, giovane adulto, o millennial, se preferite. L'importante è che mi consideriate parte di una generazione di irriverenti, che dopo gli Oasis ha scoperto i Radiohead, di pigri, che dopo il Grande Lebowsky ha amato Non è un paese per vecchi. Ritenetemi pure parte di quella generazione che ha toccato per la prima volta la musica con gli 883, ma sappiate che ha anche pianto la morte di Battisti, De André, Gaber, Daniele, Dalla. Una generazione di irresponsabili e disillusi, cui è stato insegnato a sognare e che ha dovuto imparare da sé a sopportare il dolore dei sogni spezzati. Una generazione che, tuttavia, non può arrendersi, perché ancora non ha nulla, se non la forza più grande: saper ridere, di se stessa e del mondo assurdo in cui è gettata. Consideratemi un filosofo - nel senso prosaico del termine, dottore di ricerca e professore – che, immerso in questa generazione, cerca da sempre la via pratica del filosofare per prolungare ostinatamente quella risata, e non ha trovato di meglio che il cinema, la musica, l'arte per farlo. Forse perché, in realtà, non esiste niente, davvero niente  di meglio.