Alessio Tommasoli

Chiamatemi pure trentenne, giovane adulto, o millennial, se preferite. L'importante è che mi consideriate parte di una generazione di irriverenti, che dopo gli Oasis ha scoperto i Radiohead, di pigri, che dopo il Grande Lebowsky ha amato Non è un paese per vecchi. Ritenetemi pure parte di quella generazione che ha toccato per la prima volta la musica con gli 883, ma sappiate che ha anche pianto la morte di Battisti, De André, Gaber, Daniele, Dalla. Una generazione di irresponsabili e disillusi, cui è stato insegnato a sognare e che ha dovuto imparare da sé a sopportare il dolore dei sogni spezzati. Una generazione che, tuttavia, non può arrendersi, perché ancora non ha nulla, se non la forza più grande: saper ridere, di se stessa e del mondo assurdo in cui è gettata. Consideratemi un filosofo - nel senso prosaico del termine, dottore di ricerca e professore – che, immerso in questa generazione, cerca da sempre la via pratica del filosofare per prolungare ostinatamente quella risata, e non ha trovato di meglio che il cinema, la musica, l'arte per farlo. Forse perché, in realtà, non esiste niente, davvero niente  di meglio.

Ghostbusters: Legacy | Come raccogliere l’eredità di un mito con l’aiuto di Stranger Things

Tre scienziati ricercatori universitari sono messi alla porta dalla Facoltà. Per sopravvivere inventano un mestiere inedito e “particolare” col quale ottengono un enorme successo. No, non è la trama di Smetto quando...

ALL THAT GLITTERS IS GOLD (?) | I singoli della settimana

Una rubrica per segnalare alcuni dei nuovi singoli in uscita ogni settimana Quelli che sentirete (passivamente) per radio o che dovrete lasciar scorrere su Spotify e YouTube quando lo smartphone sarà troppo lontano...

Lester Bangs | L’uomo che osò stroncare i Led Zeppelin

Chiuso nel suo studiolo disordinato, sommerso dalle migliaia di dischi in vinile che ha perlopiù stroncato, Lester Bangs è sdraiato sul tappeto. Accanto ha una bottiglia di whiskey raffinato che di tanto...

I’M OPEN, COME IN – Intervista a Paul Giorgi

Per la nostra rubrica dedicata agli incontri con giovani talenti del panorama musicale italiano, parliamo oggi con Paul Giorgi: alcune essenziali domande per iniziare ad entrare nel suo mondo. Chi è Paul Giorgi? Paul Giorgi è...

Top 5 FRAMED | I brani più interessanti dell’estate (secondo noi)

E allora, qualche giorno fa ci siamo trovati a stilare la Top 5 dell’estate di Spotify. Un articolo redatto in chiave ironica, dato il valore commerciale della playlist. Forse, anche -lo ammettiamo...

Beeswing di Richard Thompson, memorie della rivoluzione musicale – Jimenez Edizioni

Spesso quando si pensa al rock, soprattutto a quello tra la fine degli anni ’60 e i ’70, si viaggia automaticamente con la mente dall’altra parte dell’oceano, negli Stati Uniti. E ci...

Top 5 Spotify | I brani più ascoltati dell’estate

E anche quest’anno, l’estate è finita. Si torna in città, allo studio, al lavoro. Ci si torna come sempre, con quel pizzico di nostalgia per un’estate che avremmo voluto non finisse mai....

“Iperuranio. L’ipermarket delle idee”: quando la filosofia serve (concretamente) per vivere e sorridere

La filosofia non serve a nulla, è vero. Tranne che a permetterci di vivere.  E bastano 7 minuti a dimostrarlo. I 7 minuti del cortometraggio, Iperuranio. L'ipermarket delle idee di Pietro Traversa. Una storia...

Alessio Tommasoli

Chiamatemi pure trentenne, giovane adulto, o millennial, se preferite. L'importante è che mi consideriate parte di una generazione di irriverenti, che dopo gli Oasis ha scoperto i Radiohead, di pigri, che dopo il Grande Lebowsky ha amato Non è un paese per vecchi. Ritenetemi pure parte di quella generazione che ha toccato per la prima volta la musica con gli 883, ma sappiate che ha anche pianto la morte di Battisti, De André, Gaber, Daniele, Dalla. Una generazione di irresponsabili e disillusi, cui è stato insegnato a sognare e che ha dovuto imparare da sé a sopportare il dolore dei sogni spezzati. Una generazione che, tuttavia, non può arrendersi, perché ancora non ha nulla, se non la forza più grande: saper ridere, di se stessa e del mondo assurdo in cui è gettata. Consideratemi un filosofo - nel senso prosaico del termine, dottore di ricerca e professore – che, immerso in questa generazione, cerca da sempre la via pratica del filosofare per prolungare ostinatamente quella risata, e non ha trovato di meglio che il cinema, la musica, l'arte per farlo. Forse perché, in realtà, non esiste niente, davvero niente  di meglio.