Alessio Tommasoli

Chiamatemi pure trentenne, giovane adulto, o millennial, se preferite. L'importante è che mi consideriate parte di una generazione di irriverenti, che dopo gli Oasis ha scoperto i Radiohead, di pigri, che dopo il Grande Lebowsky ha amato Non è un paese per vecchi. Ritenetemi pure parte di quella generazione che ha toccato per la prima volta la musica con gli 883, ma sappiate che ha anche pianto la morte di Battisti, De André, Gaber, Daniele, Dalla. Una generazione di irresponsabili e disillusi, cui è stato insegnato a sognare e che ha dovuto imparare da sé a sopportare il dolore dei sogni spezzati. Una generazione che, tuttavia, non può arrendersi, perché ancora non ha nulla, se non la forza più grande: saper ridere, di se stessa e del mondo assurdo in cui è gettata. Consideratemi un filosofo - nel senso prosaico del termine, dottore di ricerca e professore – che, immerso in questa generazione, cerca da sempre la via pratica del filosofare per prolungare ostinatamente quella risata, e non ha trovato di meglio che il cinema, la musica, l'arte per farlo. Forse perché, in realtà, non esiste niente, davvero niente  di meglio.

Yesterday, o meglio: e se i Beatles non fossero mai esistiti? (spoiler: sarebbe un bel casino)

Yesterday di Danny Boyle è una commedia dolceamara che usa l’assenza dei Beatles per farci rendere conto di quanto ci mancherebbero

Tutto è finto tranne le lacrime: David Lynch e quella scena di Mulholland Drive

Silencio. This is all a tape recording. No hay banda! And yet… we hear the band. It is an illusion. A presto, David Lynch

I 3 migliori album rock del 2024

Forse non tutti l'hanno notato, ma nel 2024 il rock si è evoluto: qui i tre migliori album del 2024, tra ritorni alle origini e innovazione

Mai fidarsi di una rock band: gli Oasis di nuovo insieme, sul palco e al cinema

Nel quindicesimo anniversario del loro forfait a Parigi, Liam e Noel Gallagher hanno annunciato il loro ritorno in scena. Come andrà a finire?

Il supervissuto: il racconto Netflix tradisce Vasco

La docuserie originale Netflix in cinque episodi ha il titolo perfetto, ma non coglie l'essenza di Vasco Rossi

The White Lotus: dalla prima alla seconda stagione, un viaggio sensoriale nel cringe

A partire dalla sigla, The White Lotus è un viaggio sensoriale nel cringe, che dà il meglio con la seconda stagione ambientata in Sicilia

La quattordicesima domenica del tempo ordinario | Pupi Avati si racconta confondendo sogno e realtà 

La quattordicesima domenica del tempo ordinario: il nuovo film di Pupi Avati che confonde la realtà personale con la fantasia

I’M OPEN, COME IN – Intervista a Colombo

Per la nostra rubrica dedicata agli incontri con artisti emergenti del panorama musicale italiano, parliamo con Colombo

Alessio Tommasoli

Chiamatemi pure trentenne, giovane adulto, o millennial, se preferite. L'importante è che mi consideriate parte di una generazione di irriverenti, che dopo gli Oasis ha scoperto i Radiohead, di pigri, che dopo il Grande Lebowsky ha amato Non è un paese per vecchi. Ritenetemi pure parte di quella generazione che ha toccato per la prima volta la musica con gli 883, ma sappiate che ha anche pianto la morte di Battisti, De André, Gaber, Daniele, Dalla. Una generazione di irresponsabili e disillusi, cui è stato insegnato a sognare e che ha dovuto imparare da sé a sopportare il dolore dei sogni spezzati. Una generazione che, tuttavia, non può arrendersi, perché ancora non ha nulla, se non la forza più grande: saper ridere, di se stessa e del mondo assurdo in cui è gettata. Consideratemi un filosofo - nel senso prosaico del termine, dottore di ricerca e professore – che, immerso in questa generazione, cerca da sempre la via pratica del filosofare per prolungare ostinatamente quella risata, e non ha trovato di meglio che il cinema, la musica, l'arte per farlo. Forse perché, in realtà, non esiste niente, davvero niente  di meglio.