Ray Donovan

Ray Donovan è una serie televisiva creata da Ann Biderman per Showtime, trasmessa dal 30 giugno 2013, con il talentuoso Liev Schreiber nei panni del protagonista. Conta nove candidature agli Emmy, di cui uno vinto da Hank Azaria, e un Golden Globe per Jon Voight (che interpreta il padre di Ray).

Si è conclusa nel 2020, dopo sette stagioni. Molti di voi forse la conosceranno ma altri probabilmente no, nonostante la sua popolarità non se ne parla mai abbastanza. Purtroppo la serie è stata cancellata, con grande sorpresa dei fan e degli stessi produttori che pensavano già ad un’ottava stagione, fatto perfettamente intuibile dal cliffhanger nel finale.

Un rewatch necessario

Perché parlare di Ray Donovan? Perché ci troviamo davanti ad uno dei rari casi in cui una serie televisiva riesce a sostenere un buon ritmo narrativo per sette stagioni, il che non è scontato, soprattutto quando si raggiunge una certa lunghezza. 

Ray Donovan è un faccendiere di Hollywood, si occupa dei problemi di personalità di spicco a Los Angeles: attori, cantanti, uomini d’affari o atleti. È un uomo pratico, diretto ed estremamente abile nel suo lavoro.

Tuttavia il fulcro della narrazione è proprio la sua complicata vita privata, la sua famiglia e i demoni che si porta sulle spalle da quando era un bambino. Vediamo l’attore Liev Schreiber in uno dei ruoli più affascinanti che abbia mai interpretato, riuscendo a mostrare con magistrale abilità le contraddizioni del protagonista.

Ray ha vissuto un’infanzia difficile, lui e i suoi due fratelli Terry (interpretato Eddie Marsan) e Bunchy (Dash Mihok) sono molto legati e il loro rapporto è uno dei più interessanti da scoprire nella serie. 

Tutto nella vita di Ray inizia a cambiare quando suo padre Mickey Donovan (Jon Voight) viene scarcerato. Mickey è certamente una delle figure centrali e più controverse della storia, è stato un pessimo padre ed è in cerca di redenzione, ma tutto ciò che tocca finisce per sfaldarsi, nonostante le buone intenzioni iniziali.

Ogni singolo personaggio viene delineato e approfondito a dovere – segno dell’ottima scrittura della serie – rivelando psicologie complesse e non solo. Gli sceneggiatori mostrano anche il lato più oscuro e ipocrita del mondo di Hollywood, rappresentato dalle figure che Ray si ritroverà ad aiutare, risolvendo i problemi più macabri e assurdi che possiate immaginare.

Una menzione speciale va anche all’attrice Paula Malcomson che interpreta Abby Donovan, la moglie di Ray. Il rapporto tra Ray e la moglie Abby è un altro dei pilastri centrali del racconto. Abby è una donna decisa, un’irlandese che sa il fatto suo, lei e Ray sono due personalità forti che si scontreranno diverse volte. 

Questa serie non ha nulla da invidiare ai grandi cult, è sicuramente un’opera che andrebbe vista almeno una volta, non solo per la qualità della scrittura, ma soprattutto per un cast d’eccellenza che ha saputo dare vita alle emozioni più conflittuali dei personaggi della storia.

I fan che speravano di poter vedere qualcosa in più su Ray Donovan sono stati in parte accontentati con il film-finale andato in onda su Showtime a gennaio 2022. Voi cosa aspettate ad addentrarvi nei lati più oscuri di Hollywood? 

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Giulia Arcoraci Author Framed Magazine
Nata a Milano il 05/05/1997, laureata in Scienze dei beni culturali e ora studentessa della magistrale in scienze storiche all’Università di Pavia. Il museo è la mia seconda casa, mastico cultura da quando sono bambina. In particolare sono appassionata di arte (principalmente arti extraeuropee), storia, videogiochi e anche un po’ di cinema. Cerco di vivere al meglio la vita culturale di Milano, senza perdermi mostre d’arte o altri eventi. Credo nell’importanza della storia come memoria, un continuo monito a non ripetere gli errori del passato, oggi spesso sottovalutata, mi occuperò di mantenerla viva attraverso la scrittura. Dai miei lavori potrete aspettarvi professionalità, qualche strambo aneddoto storico e, perché no, tante mostre d’arte!

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