Matteo Garrone per Dior 2021
Matteo Garrone per Dior 2021

Maria Grazia Chiuri (direttore artistico Dior) si affida ancora una volta alla poesia cinematografica di Matteo Garrone per introdurci nel mondo della collezione haute couture primavera estate 2021.


Dopo un viaggio nell’arboreo ed etereo mondo delle ninfe (per la collezione autunno-inverno 2020), il regista ci conduce nel mondo misterico degli Arcani (maggiori, ossia le figure delle carte dei tarocchi).

Questo il tema della nuova collezione su cui Garrone e il suo team (Andrea Tagliaferri e Chiara Leonardi) lavora. L’ambientazione è il Castello di Sammezzano (Firenze), le sue stanze diventano un percorso iniziatico per la protagonista alla scoperta di sé stessa. Sarà la Morte ad accompagnare all’incontro finale con sé e sancire la rinascita tramite l’elemento dell’acqua (in una vasca, non a caso, ottagonale come un battistero). Bisogna spogliarsi del passato per potersi rivestire di un’essenza nuova. Tra vapori mistici ci sarà la compenetrazione di due corpi femminili, per dare vita a una creature nuova, ibrida e consapevole.

Inconfondibile il tocco di Garrone: certamente, complice la colonna sonora e l’ambientazione, non può non ricordare il mondo de Il Racconto dei Racconti. Tuttavia è un gusto talmente sublime che non stanca: lo stile di Garrone ti inebria con il suo incanto, ci si perde nelle immagini e il tempo rallenta.

Il riferimento sono i bellissimi tarocchi quattrocenteschi di Bonifacio Bembo. Il pattern geometrico dello sfondo è ripreso nei pannelli che incorniciano gli abiti-costumi nella parte finale del video. Ma se il riferimento visivo sono queste miniature lombarde, Garrone dipinge la luce con la pulizia dei quadri fiamminghi.


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Sono un ragazzo di campagna con la testa tra le nuvole immerso tra mille progetti, se fossi una canzone sarei Confessioni di un malandrino di Branduardi. Dopo la laurea in Scenografia a Brera ho intrapreso un corso di specializzazione presso i laboratori della Scala. Quello che più mi piace è raccontare punti di vista: lo faccio disegnando, scrivendo, progettando. Più che le storie mi attraggono le persone, la loro psicologia, come vengono resi sullo schermo o su un palco il loro dramma interiore e la loro personalità (fantasticando su come le renderei io).

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