
Seconda opera della regista italiana Carolina Cavalli, Il rapimento di Arabella è stato presentato nella sezione Orizzonti all’82ª Mostra del Cinema di Venezia. Nel cast Benedetta Porcaroli nel ruolo di Holly, Lucrezia Guglielmino come la piccola Arabella, Chris Pine, Roberto Zibetti, Roberta Da Soller e Marco Bonadei. Il film arriverà nelle sale italiane il 4 dicembre.
Il (non) rapimento di Arabella
Arabella (Lucrezia Guglielmino) è una bambina di otto anni, incompresa dalla sua disfunzionale famiglia, che desidera scappare da casa per allontanarsi da una realtà che non la rende felice. Arabella trova la sua occasione dopo l’incontro fortuito con Holly (Benedetta Porcaroli), una ragazza di 28 anni insoddisfatta della sua vita, che si convince di aver trovato in Arabella la versione di sé bambina. Mantenendo segreta la sua vera identità e assecondando Holly, Arabella scappa con lei, dando il via a un grottesco viaggio che permetterà alle due di comprendere meglio sé stesse.
Un rapimento-non rapimento, parte da qui la storia ideata, sceneggiata e diretta da Carolina Cavalli, che torna alla Mostra del Cinema di Venezia con un lungometraggio tanto ambizioso quanto particolare. Che cosa si è disposti a compiere pur di fuggire da una vita a cui non si appartiene pienamente? Ma soprattutto, occorre essere adulti per rendersi conto che la vita che stiamo conducendo non ci soddisfa? Il rapimento di Arabella si occupa di rispondere a queste domande e lo fa in modo provocatorio, portando in scena una storia che di convenzionale ha (intenzionalmente) poco.
Arabella e Holly, alla ricerca di sé
Arabella e Holly, colonne portanti del lungometraggio, sono una bambina e una donna. Due vie e due esperienze completamente diverse. In qualche modo, però, riescono a trovare una sintonia, perché condividono lo stesso desiderio. Da un lato infatti Arabella è obbligata a vivere all’interno di una famiglia che le costringe a comportarsi da adulta e che desidera ardentemente scappare per poter godere della sua infanzia. Dall’altro lato c’è invece Holly, una donna che sente di aver vissuto un’infanzia di costrizioni e aspettative che non la rispecchiavano e, convinta di trovarsi di fronte alla sé di vent’anni prima, è desiderosa di riscattarsi.
Seppur il loro viaggio si sviluppi inizialmente nella menzogna, esso permette alle due di conoscersi meglio e conoscere ciascuna la propria vera natura. Il climax finale, che riporta le due improvvisamente alla realtà, corrisponde alla piena accettazione di sé. Se il passato è impossibile da cambiare, il futuro è ancora da scrivere, occorre solo saperlo accogliere. Ecco, quindi, che il rocambolesco road trip di Holly e Arabella finisce con il dimostrarsi un interessante viaggio alla scoperta di sé stesse, del mondo e delle varie realtà che le circondano ma che non avevano mai avuto la prontezza di notare.
In breve
Il rapimento di Arabella è un lungometraggio che si focalizza su dinamiche intime e delicate, con uno stile preso in prestito dai classici road movie, ed è proprio questa impostazione che permette al film di mantenere il patto di sospensione della realtà, e risultare un’avventura credibile. Le bizzarre situazioni che le protagoniste si ritrovano ad affrontare si dividono tra commedia e dramma. In ciascuna, inoltre, lo spettatore è accompagnato a riflettere su ciò che vede e su ciò che le protagoniste vivono di giorno in giorno.
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