
La piscina è un film del 1969 diretto da Jacques Deray, interpretato da Romy Schneider, Alain Delon, Jane Birkin, Maurice Ronet. Un cast stellare per una co-produzione francese e italiana che riscosse un grande successo in entrambi i Paesi. La trama è semplice: Marianne, interpretata da Romy Schneider, e Jean-Paul, interpretato da Alain Delon, stanno trascorrendo le vacanze estive in una villa nella campagna di Saint Tropez, quando Marianne riceve la telefonata di un amico, Harry, e decide di ospitare lui e sua figlia Pénélope, nella villa. La tranquillità lascerà il posto a gelosie e vecchi rancori.
Courrèges e Deray, moda e cinema
Se la bellezza degli interpreti è già un motivo più che valido per guardare il film, il guardaroba delle due protagoniste, fatto di look classici, semplici da ricreare e da cui è facile prendere ispirazione, continua a essere citato dalle riviste di moda e condiviso sui social come esempio di stile estivo chic e senza tempo. A vestire il cast è stato André Courrèges, tra gli stilisti più visionari di sempre. A cinquantasei anni di distanza, La piscina, considerato insieme a Borsalino il film più famoso di Jacques Deray, è l’unione perfetta tra il mondo del cinema e della moda.
Un film diventato pubblicità
Marianne e Jean-Paul passano molto tempo a casa, lontani dalla vita mondana della Costa Azzurra. I loro look più iconici, immortalati anche in molte immagini scattate sul set, sono quelli in cui indossano il costume da bagno. Se la bellezza raffinata di Romy Schneider è esaltata da interi e bikini a tinta unita, neri o bianchi, i pantaloncini aderenti a fantasia di Alain Delon sono tra i look più memorabili della sua filmografia.
Nel 2009 immagini de La piscina sono diventate la pubblicità di Eau Sauvage, l’iconica fragranza di Dior di cui Delon incarnava alla perfezione la mascolinità elegante e senza tempo.
Romy Schneider, eleganza e sensualità
Marianne indossa classiche camicie maschili e comodi pantaloni nei colori estivi per eccellenza, il bianco e il blu. Per la sera, anche se trascorsa in casa, i suoi look sono più ricercati. Schneider indossa gioielli e abiti in vari modelli, come quello a fantasia verde, lungo e largo ma aperto sulla schiena, quello giallo, accollato e scollatissimo allo stesso tempo, e quello di lurex multicolore. Le sue scarpe sono basse e comode, che siano calzature formali, scarpe da ginnastica, o espadrilles.
Nelle ultime scene del film l’attrice indossa abiti dalla linea ad A (aderenti in vita e svasato fino all’orlo), un modello distintivo dello stile di Courrèges.
Lo stile iconico di Jane Birkin
Pénélope, interpretata da Jane Birkin, entra in scena con un look quasi da collegiale: camicia bianca, gonna a quadretti Vichy (tessuto oggi chiamato Gingham), cintura nera e scarpe basse. I suoi look sembrano uscire dal guardaroba dell’attrice: jeans e pantaloni indossati con cinturoni, t-shirt, un abito crochet, lavorazione tornata di gran moda questa estate, bikini, e l’abito più mini mai indossato per un funerale cinematografico.
Pénélope utilizza la borsa a secchiello di vimini, accessorio di cui Jane Birkin si lamenterà anni dopo durante un viaggio aereo, seduta accanto a Jean-Louis Dumas, presidente di Hèrmes. Il resto è storia della moda.
Lo stile di Ronet e Delon, sottili dettagli
Lo stile dei protagonisti maschili non è memorabile come quello delle colleghe di set, a eccezione dei già citati costumi da bagno di Jean-Paul.
Il guardaroba dei due uomini è simile, fatto soprattutto di camicie, indossate sbottonate, e pantaloni lunghi, ma sono i dettagli a definire i personaggi. Mentre Jean-Paul indossa vestiti dal fit più comodo, quelli di Harry sono più aderenti, più alla moda, come se fossero stati appena comprati, magari confezionati su misura.
Se Jean-Paul, scrittore in crisi, si trova professionalmente in difficoltà, Harry è un produttore musicale di successo, come dimostra – oltre gli abiti – anche la sua costosa macchina.
Schneider e Delon, la sintonia di un amore finito
Se un’immagine può racchiudere l’atmosfera di un film, sono Romy Schneider e Alain Delon, bellissimi e abbracciati a bordo piscina, prima che la loro tranquilla solitudine venga interrotta da Harry e Pénélope, a rappresentare il film di Deray. Fu Delon a volere Schneider nel ruolo di Marianne, che segnò la svolta adulta nella carriera dell’attrice, fino a quel momento conosciuta soprattutto per il ruolo di Sissi, Principessa e Imperatrice d’Austria.
La sintonia tra Delon e Schneider è tale che sembra impossibile che i due non fossero più, già da alcuni anni, una delle coppie più belle e talentuose del cinema.
Il remake di Luca Guadagnino
È del 2015 A Bigger Splash, remake de La piscina diretto da Luca Guadagnino e interpretato da un cast stellare: Tilda Swinton, Matthias Schoenaerts, Ralph Fiennes, Dakota Johnson. Trama quasi identica, ma atmosfera diversa.
Se Guadagnino ha scelto come location la brulla isola di Pantelleria, ne La piscina la villa immersa nel verde di Saint Tropez è quasi un personaggio del film, luminosa di giorno e buia di sera, con mura e colonne che sembrano dividere i personaggi, tra detto e non detto e sguardi allusivi e malinconici. All’inizio del film luogo spensierato, diventa pian piano un elemento cupo della storia.
André Courrèges, un ingegnere visionario
André Courrèges si laurea in ingegneria civile per volere del padre e partecipa alla Seconda Guerra Mondiale come pilota dell’aeronautica francese. Non rinuncia a perseguire una carriera nel settore della moda, così si trasferisce a Parigi, dove fa apprendistato da Jeanne Lafaurie e Cristobal Balenciaga. Nel 1961 apre insieme alla moglie la sua omonima casa di moda, oggi proprietà della holding Artémis.
La sua visione futuristica lo porta a utilizzare nuove fibre e fantasie, rendere popolari le collant pesanti, disegnare il famoso abito ad A, pantaloni couture, i go-go boots, gli stivaletti bassi ispirati a quelli indossati dagli astronauti.
Minigonna couture, il logo sugli abiti e LWD
Se l’invenzione della minigonna è attribuita a Mary Quant, fu comunque lui a inserirla in collezioni couture. E se l’abitino passe-partout nero, il famoso LBD, lo dobbiamo a Chanel, Courrèges concepisce il LWD, l’abitino bianco altrettanto versatile, o quasi.
Tra le sue idee visionarie c’è l’uso del logo su capi e accessori, dettato dall’esigenza di rendere le sue creazioni distinguibili dalle numerose imitazioni. Il logo, una A e una C stilizzate, rappresenta non solo le sue iniziali. La C sta anche per Coqueline, soprannome dell’amata moglie (nata Jacqueline), socia, e musa, visionaria e creativa tanto quanto André.






