Omicidio a Easttown - Mare of Easttown - HBO

Omicidio a Easttown è il titolo riduttivo ma necessario della nuova miniserie HBO che, in versione originale, gioca invece volutamente con il nome della protagonista. Seppure l’omicidio da risolvere sia centrale, infatti, non è che un corollario nell’esistenza di Mare Sheehan (Kate Winslet), brillante detective di una piccola cittadina di provincia. Solo sette episodi bastano per entrare nel mondo di Mare, esplorarne il passato e capirne il presente. Nel frattempo, ci immergono nell’inquietudine e nell’oscurità di Easttown, svelando pesanti verità.

Una serie riuscita, tra immaginario diffuso e sprazzi di originalità

Una città della provincia statunitense e una ragazza uccisa nel bosco fanno pensare immediatamente una sola cosa: Twin Peaks. Eppure oltre questa iniziale coincidenza, la serie di Brad Ingelsby sceglie saggiamente di non ricalcare le orme di David Lynch. Spesso, tuttavia, si inserisce nella scia, forse meno familiare al grande pubblico ma molto precisa, della prima stagione di Broadchurch. Chi conosce la serie con Olivia Colman e David Tennant troverà qui una simile dinamica tra Kate Winslet ed Evan Peters, a ruoli invertiti. Alla dolcezza di Colman si sostituisce la schiettezza brutale di Winslet, che a sua volta incarna la personalità pungente di Tennant, in opposizione al serafico e ingenuo Peters. In entrambi i casi rimane il contesto claustrofobico della provincia, insieme ai segreti e ai traumi sepolti nel passato, che riaffiorano per scardinare un apparente equilibrio.

Evan Peters e Kate Winslet in Omicidio a Easttown - Credits: HBO/Sky
Evan Peters e Kate Winslet in Omicidio a Easttown – Credits: HBO/Sky

La trama poliziesca di Omicidio a Easttown, in sé, regge bene i sette episodi, si dipana, si interseca e si complica al punto giusto, creando desiderio e aspettativa nel pubblico, soprattutto nella prima metà. Gli episodi iniziali presentano tutti i personaggi secondari, indugiando quanto basta per considerarli tutti potenziali assassini o spaesati innocenti, senza vie di mezzo. La ricetta perfetta per un giallo ricco di colpi di scena.

Come già accennato, però, non è l’omicidio di Erin (la ragazza del bosco) l’unico nucleo della serie. Ed è proprio il frequente cambio di fuoco a disorientare e a spezzare la tensione che i primi episodi creano con facilità. L’attenzione del pubblico si sposta contemporaneamente su diversi aspetti, lasciando che l’epilogo passi in secondo piano rispetto al percorso compiuto per arrivarci. Un percorso che è soprattutto psicologico per Mare. E se da un lato questo è un ottimo presupposto per un grande personaggio, dall’altro è ciò che forse penalizza il lato thriller della serie, passata un po’ in sordina.

Mare of Easttown – Il ruolo della protagonista

Dura, brutale, schietta e senza dubbio ribelle, la prima impressione che dà Mare è quella di una donna libera: dal giudizio e dallo sguardo altrui. Proprio questa sensazione l’avvicina al pubblico, conquistandolo e respingendolo contemporaneamente, poiché rifiuta di farsi incasellare in un’immagine di facile lettura. Man mano che gli episodi si addentrano nel suo passato, lasciando anche in secondo piano la trama poliziesca, scopriamo gli eventi che hanno dato forma al guscio di Mare. Dietro la sua forza, il suo temperamento aggressivo e sfacciato, infatti, c’è un grande dolore soffocato e un insostenibile controllo, o meglio repressione, delle proprie emozioni. Gradualmente, cioè, capiamo che quella libertà emersa all’inizio spesso non è che un’illusione. E che Mare è invece prigioniera di fantasmi ancora vividi nella sua mente, da cui cerca di fuggire immergendosi nel lavoro e nei drammi altrui.

Mare of Easttown è allora letteralmente la storia di una singola persona e della collettività che la circonda, in un sistema chiuso in cui una cosa non può mai escludere l’altra. E in cui soprattutto le tensioni nascoste finiscono per esplodere, legandosi al sempreverde tema di amore e morte, Eros e Thanatos, che ancora ci tiene con il fiato sospeso, in ogni sua forma.

Omicidio a Easttown è andata in onda a giugno su Sky ed è ancora disponibile on demand, anche su Now.

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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