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Sex Education- Copyright: © 2020 Netflix, Inc.

Non vedevamo l’ora e quel giorno è arrivato: l’attesissima terza stagione di Sex Education è disponibile su Netflix! Per chi non l’avesse mai visto faccio una breve lista di quattro punti fondamentali che la rendono il piccolo gioiello di comicità ed inclusività che nessuno sospettava all’inizio (me compresa, mi hanno dovuto convincere come farò io con voi), così da farvela recuperare in un binge watching forsennato.

1 – La sincerità

La sincerità è uno dei più grandi pregi della narrazione in Sex Education: sia da parte dei personaggi verso se stessi e gli altri, sia nei confronti di chi sta guardando. È ciò che pone rimedio alle situazioni (apparentemente) disperate che vengono a crearsi. La sincerità corrisponde a quel modo di guardarsi dentro attraverso cui i personaggi della serie, praticamente tutti, passano per poi autoaffermarsi. Come individui con desideri e capaci di scelte, rimanendo fedeli al loro più profondo io.

2 – La dolcezza che riporta alle emozioni da primo amore

Le emozioni raccontate in Sex Education brillano di una coinvolgente autenticità. Non solo per come vengono rappresentate ed interpretate da un cast ineccepibile, ma per l’immediatezza “vera” che le contraddistingue. È una delle poche serie che abbia mai visto che sia stata capace di farmi sentire le farfalle nello stomaco, e una leggerezza propria di quel mondo di primi sentimenti totalizzanti eppure difficili da definire.

Se dovessi paragonare uno stato d’animo reale a quello suscitato dalla visione delle vite di Otis, Eric, Maeve e tutti gli altri, la prima immagine che avrei è proprio un ritorno a casa, dopo una giornata di scuola. Mentre mi arrovello sul chi sono e chi dovrei essere, mentre aspetto un messaggio dalla persona amata, forse la prima mai amata, e la felicità è mista a paura ed eccitazione.

Sex Education- Copyright: © 2020 Netflix, Inc.

3 – Inclusività

L’inclusività rappresentata è ciò che fa la differenza: ogni corpo, ogni genere, qualsiasi sessualità viene narrata. Sex Education parla di persone e rapporti tra di esse, non di tipo unicamente sessuale, come potrebbe suggerire il titolo.

La molteplicità di voci, ognuna con la sua particolare unicità, rende la serie un racconto corale perfettamente distribuito che non privilegia personaggi a discapito di altri. La multiculturalità inoltre conferisce un’ulteriore ricchezza, senza risultare mai forzata o stucchevole.

4 – Il racconto di una femminilità contemporanea

Se avete letto fin qui e non volete ricevere spoiler fermatevi. Quando si parla di forza al femminile in Sex Education è impossibile non citare una puntata particolare e bellissima. Sto parlando del settimo episodio della seconda stagione, con l’emblematica scena del bus.

Tale scena arriva come compimento di una vicinanza conquistata e celebrata tra i personaggi femminili: è un’intensa immagine femminista, in cui l’unione fa la forza, ma senza alcuna retorica. Dopo aver affrontato la tematica delle molestie sessuali, le ragazze si uniscono in una potente consapevolezza, esprimendo la loro rabbia e reagendo a qualcosa che le fa sentire inadeguate e sole. Lo fanno facendosi compagnia durante un viaggio in bus verso scuola, nonostante le incomprensioni e le gelosie tra loro.

Sex Education- Copyright: © 2020 Netflix, Inc.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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