
«Sento di essere tra le persone più fortunate al mondo», ha affermato con profonda commozione Anne Hathaway nel momento in cui le è stato conferito il prestigioso titolo di Disney Legend.
A un quarto di secolo dal suo esordio sul grande schermo nei panni dell’indimenticabile Mia Thermopolis in Pretty Princess, l’attrice è idealmente ritornata al punto esatto in cui la sua storia ha avuto inizio per ritirare una delle onorificenze più importanti firmate dalla casa di Topolino. Sul palco del D23 ad Anaheim, Hathaway non è riuscita a trattenere le lacrime mentre ripercorreva le tappe di una carriera che, proprio nel corso del 2026, sta vivendo uno dei suoi capitoli più trionfali e straordinari.
Anne Hathaway, la svolta partita da Genovia
Quando Pretty Princess fece il suo debutto nelle sale cinematografiche nell’agosto del 2001, Anne Hathaway aveva appena diciotto anni e non vantava ancora un vero percorso nel mondo del cinema. Il personaggio di Mia Thermopolis, l’adolescente un po’ goffa che d’un tratto scopre di essere l’erede al trono del piccolo Regno di Genovia, ha stravolto ogni prospettiva. Quella che in apparenza poteva sembrare una semplice commedia per un pubblico giovane si è trasformata in un vero e proprio film di culto per un’intera generazione nei primi anni Duemila, proiettando la sua giovane protagonista nell’Olimpo delle star internazionali.
Nel corso del suo intervento al D23, l’attrice ha voluto omaggiare la memoria del regista Garry Marshall, scomparso nel 2016, e ringraziare le produttrici Debra Martin Chase e Whitney Houston. Un ricordo particolarmente affettuoso è stato però dedicato a Julie Andrews, che nella pellicola vestiva i panni della regina Clarisse Renaldi. Hathaway contava appena diciassette anni quando incontrò la celebre attrice alla prima lettura del copione e, a distanza di venticinque anni, guarda ancora a quel momento come a una delle tappe più educative di tutta la sua vita. Da lei, ha raccontato, ha appreso come garbo, pazienza, senso dell’umorismo e abnegazione possano diventare elementi centrali e imprescindibili nel lavoro dell’attore.
È forse proprio questo uno dei tratti più affascinanti della consacrazione di Hathaway come Disney Legend: il premio le viene consegnato mentre il legame con il personaggio di Mia Thermopolis è tutt’altro che un capitolo chiuso. Proprio ad Anaheim, infatti, l’attrice ha fornito nuovi dettagli sull’attesissimo Pretty Princess 3, un progetto concepito per dare seguito alla trama dei primi due capitoli senza ricorrere a un reboot.
Un 2026 record per Anne Hathaway
La nomina a Disney Legend coincide con una stagione professionale che vanta pochissimi eguali, persino nel curriculum di un’artista abituata da sempre ai grandi successi. I film interpretati da Anne Hathaway usciti nelle sale nel 2026 hanno complessivamente infranto il muro dei 2 miliardi di dollari al box office globale, trainati in primo luogo dai numeri record di The Odyssey e dal sequel Il diavolo veste Prada 2.
È un risultato eccezionale che definisce chiaramente il ruolo di primissimo piano che Hathaway occupa oggi nell’industria cinematografica. Non è più soltanto la ragazza di Pretty Princess, né unicamente l’Andy Sachs di inizio carriera o la performer premiata con l’Oscar per Les Misérables; all’età di 43 anni è stata in grado di inaugurare una seconda, se non una terza, fase della propria maturità artistica, senza mai rinnegare le figure che le hanno regalato la celebrità.
Nel solo 2026 l’attrice è stata protagonista di ben cinque film, spaziando tra imponenti kolossal, opere d’autore più ricercate e titoli capaci di riportarla al centro della scena commerciale. E l’anno non è ancora giunto al termine: per il 2 ottobre è infatti prevista l’uscita di Verity, l’adattamento cinematografico del celebre thriller scritto da Colleen Hoover, che andrà a coronare una stagione lavorativa d’intensità eccezionale.
Ad arricchire di significato un momento così alto c’è poi la dimensione intima e personale. Alla cerimonia di Anaheim, Hathaway era affiancata dal marito Adam Shulman, dai figli Jonathan e Jack e dai propri genitori. L’attrice, attualmente in dolce attesa del terzo figlio, ha descritto la propria famiglia come la benedizione più grande della sua vita, ponendola al centro di un discorso che avrebbe potuto facilmente limitarsi a una semplice celebrazione dei traguardi professionali.

L’omaggio di Anna Wintour: «Nessuno lo merita più di te»
Tra i passaggi più inaspettati dell’evento si è distinto il messaggio d’affetto inviato da Anna Wintour, che negli anni ha stretto con la star un legame profondo che va ben oltre l’inseparabile associazione con Il diavolo veste Prada. Nella sua testimonianza, Wintour ha elogiato la versatilità e il talento eclettico dell’attrice, soffermandosi in particolare su una dote meno sbandierata quando si parla di una star di prima grandezza: la profonda gentilezza.
Un ritratto umano che sembra chiudere in modo impeccabile il cerchio con le parole speso poco prima da Hathaway per Julie Andrews. Venticinque anni fa era lei, giovanissima debuttante, a osservare un mito del cinema per assorbirne la professionalità e il modo di stare sul set. Oggi è Hathaway ad accogliere la medesima investitura.
Accanto a lei, a comporre la classe delle Disney Legends 2026, sono stati premiati anche Bob Iger, Dwayne Johnson, i Jonas Brothers, Lin-Manuel Miranda, Alan Tudyk, Jerry Bruckheimer, Chris Berman, Eric Goldberg, Kim Irvine e Susan Egan.
Per Anne Hathaway, tuttavia, la serata di Anaheim ha rivestito un valore unico e intimo. Venticinque anni dopo aver indossato per la prima volta la tiara di Mia Thermopolis, quella ragazza arrivata quasi per caso al trono di Genovia è diventata a tutti gli effetti una leggenda Disney. Ed è per questo che, stavolta, le lacrime mandate in scena sul palco non avevano proprio nulla di recitato.
Anne Hathaway ha saputo edificare una delle carriere più variegate e brillanti dell’intera Hollywood, muovendosi con straordinaria disinvoltura tra commedie di costume, maestosi kolossal e impegnative prove drammatiche. La sua abilità nel passare da personaggi leggeri e brillanti ad interpretazioni cupe, complesse e ricche di sfaccettature l’ha consacrata come un punto di riferimento fondamentale nel panorama cinematografico contemporaneo.
Anne Hathaway, i ruoli memorabili
Pretty Princess (2001) è l’opera che l’ha lanciata ancora giovanissima. Nel ruolo di Mia Thermopolis, un’adolescente impacciata che scopre d’improvviso di essere l’erede al trono del Regno di Genovia, ha rivelato fin da subito spiccati tempi comici e una spontanea presenza scenica.
Ne I segreti di Brokeback Mountain (2005), attraverso la caratterizzazione di Lureen Newsome, Hathaway si è emancipata dall’immagine rassicurante delle produzioni per ragazzi per addentrarsi in un dramma profondo, prendendo parte a una pellicola entrata nella storia del cinema.
Poi arriva il ruolo dei ruoli con Il diavolo veste Prada (2006), nei panni di Andy Sachs in cui ha dato vita a un’interpretazione iconica, destinata a segnare la cultura pop degli anni Duemila. La sua intesa sul set con Meryl Streep fa ormai parte della storia della settima arte e ha sancito il suo passaggio definitivo a stella di prima grandezza.
In Alice in Wonderland (2010), diretta da Tim Burton nel ruolo della Regina Bianca, Mirana, l’attrice ha saputo tratteggiare un personaggio bizzarro, surreale, etereo e velatamente stravagante all’interno di un immaginario visivo fiabesco.
Indimenticabile ne Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012). Con la regia di Christopher Nolan, Anne Hathaway ha raccolto l’eredità di una figura complessa, rendendo la sua Selina Kyle / Catwoman magnetica, ambigua e straordinariamente dinamica, capace di equilibrare cinismo, sensualità e azione.
Nel 2012 esce Les Misérables in cui la sua toccante trasformazione nei panni di Fantine le è valsa il Premio Oscar come miglior attrice non protagonista. La dolorosa esecuzione dal vivo del brano I Dreamed a Dream ha messo in luce una vulnerabilità disarmante.
E si ritorna a Nolan con Interstellar (2014). Qui l’attrice ha prestato il volto alla dottoressa Amelia Brand in uno dei film di fantascienza più ambiziosi del decennio, sospesa tra il rigore della scienza e la spinta profonda dei sentimenti umani.
Nel 2015 recita nel film Lo stagista inaspettato al fianco di Robert De Niro, nel ruolo dell’imprenditrice Jules Ostin, dove ha dato prova di grande maturità nella commedia brillante contemporanea, raccontando con forte naturalezza le pressioni del lavoro e della sfera privata.
E per concludere, la troviamo in una delle sue migliori interpretazioni, nel film The Odyssey. Nelle grandi produzioni epiche e nelle riletture dei classici, la sua regalità sulla scena e la capacità di incarnare una figura come quella di Penelope, moglie di Ulisse, devota e tenace, hanno continuano a confermarne il magnetismo e il profondo rigore interpretativo di questa attrice immensa.
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