Coupez!
Coupez! di Michel Hazanavicius. Nexo Digital

Presentato come film d’apertura del 75º Festival di Cannes (fuori concorso) e poi lo scorso 14 ottobre 2022 alla Festa del Cinema di Roma, Coupez!, di Michel Hazanavicius (The Artist, Il mio Godard), è il remake del film giapponese Zombie contro zombie – One Cut of the Dead (2017) di Shin’ichirō Ueda.

Apparentemente Coupez! è un adattamento shot-for-shot, la stessa storia (squisitamente metacinematografica) ripresa scena per scena. Eppure Hazanavicius riesce a costruirci sopra un ulteriore livello, uno spunto di riflessione relativo alle differenze, di produzione e di pubblico, proprie dei due paesi in cui il film dovrebbe essere girato: Giappone e Francia.

E mentre nell’originale, nonostante i contrattempi e le difficoltà durante le riprese, la produttrice giapponese (l’attrice Yoshiko Takehara in entrambi i film) è soddisfatta, nella versione francese il risultato finale non è proprio come se lo aspettava. Questo perché oltre alla considerazione sul mezzo e sulla “famiglia”, effettiva o alternativa, che si compone sul set, aggiunge una serie di imbarazzanti incomprensioni culturali.

Se One Cut of the Dead è un’opera low budget dal grandissimo potenziale, Coupez! diventa quel remake/rilettura indirizzato ad un pubblico occidentale che si accosta ai film di genere orientali. Hazanavicius non gioca soltanto con la narrazione originale, ma anche con il concetto di remake e i suoi controsensi.

Coupez! mostra il cinema (e chi lo rende possibile)

Diviso in tre parti, Coupez! mostra prima un horror di serie z, poi la sua preparazione avvenuta un mese prima ed infine il dietro le quinte delle riprese, realizzate rigorosamente in diretta per un complicatissimo progetto che prevede un unico piano sequenza per quello che sarà un disastroso mediometraggio. Il regista Rémi Bouillon (Romain Duris) accetta di girare l’adattamento di un film horror giapponese di successo, convinto dal suo amico Mounir e da una produttrice giapponese. Famoso per i suoi film economici e veloci (e anche di pessima qualità) si convince soprattutto per tornare ad essere, agli occhi della figlia Romy (anch’essa regista in erba), un punto di riferimento.

Il film ci racconta la stessa storia per tre volte, ognuna attraverso un punto di vista diverso. La prima mezz’ora si presenta già come un film nel film: durante le riprese dell’horror Z, veri zombie si risvegliano e il regista si ritrova a girare un film pieno di vero terrore. Gli attori sono francesi, eppure i loro nomi giapponesi. Scopriamo nella seconda parte (un mese prima) che è una delle tante imposizioni della produzione giapponese, alla quale Rémi prova ad opporsi senza successo.

La sua voglia di fare “vero cinema”, senza lacrime artificiali o espedienti elaborati, si avvererà con la terza parte, intenta a rivelare ogni meccanismo, dissacrante e divertente nei confronti della magia della finzione propria del cinema, e colma di riconoscenza per chi rende possibile l’esecuzione di un film.

È lì che Coupez! fonde la vita vera con quella tratta da un copione. La rabbia e il risentimento, ma anche la voglia di superare i propri limiti e l’amore per il mezzo, si risvegliano in Rémi, che come un eroe si districa tra un cameraman con il mal di schiena, un attore ubriaco, una moglie attrice (Bérénice Bejo) troppo calata nel personaggio e tanto altro.

Coupez! di Michel Hazanavicius. Nexo Digital

La famiglia di Hazanavicius in prima linea

Se dietro al film di zombie c’è la famiglia di Rémi, con la figlia aspirante regista e la moglie un tempo attrice, dietro a Coupez! c’è quella di Michel Hazanavicius. Il regista infatti dirige sua moglie Bérénice Bejo nel ruolo di Nadia (compagna di Rémi), sua figlia Simone nel ruolo della figlia del regista Romy e sua nipote, Raïka Hazanavicius, nel ruolo di Manon, assistente alla macchina da presa.

La sua per prima è una famiglia devota al cinema, con ruoli vagamente autobiografici che ci riportano il senso di una produzione cinematografica, e la difficoltà di raggiungere i propri obiettivi per come erano stati fissati.

In breve

Coupez!, di Michel Hazanavicius non è solo un remake ma molto di più: è esilarante e al tempo stesso tenero, capace di mostrare le difficoltà dietro alla realizzazione di un film e le persone che rendono possibile la magia, anche in un horror di serie z ripreso da un altro horror.

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Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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