The Weeknd Dawn FM

Negli ultimi due anni non ha mai smesso di dominare le classifiche, Abel Tesfaye, meglio noto come The Weeknd. Dal successo di After Hours passa direttamente a quello di Dawn FM. Un concept album che, come il precedente, rappresenta un complesso lavoro di storytelling che va oltre i singoli brani, diventa racconto unico e ingloba anche l’universo visuale costruito dall’artista attraverso i videoclip. Al tempo stesso Dawn FM è anche la seconda parte di un’ideale trilogia, una sorta di commedia dantesca, che con After Hours attraversava l’inferno (Las Vegas e il rosso onnipresente associato all’album), adesso si perde in un limbo ultraterreno, blu, freddo e mortifero, e infine lascia aperte le ipotesi sul capitolo conclusivo, facendo appello, nell’ultima traccia, a un Paradiso terreno.

Paragone azzardato, azzardatissimo. Eppure con un po’ di fantasia si intravede un simile percorso ascensionale, seppur tutto umano, fisico e carnale. Una riflessione più intima e personale che sancisce anche un primo giro di boa nella carriera di The Weenknd. I critici oltreoceano parlano di “opera della maturazione”, anche se è davvero difficile riuscire a superare After Hours. Scopriamola insieme.

You are now listening to 103.5 Dawn FM: lo storytelling

You are now listening to 103.5 Dawn FM. You’ve been in the dark for way too long.
It’s time to walk into the light
And accept your fate with open arms. Scared? Don’t worry
We’ll be there to hold your hand and guide you through this painless transition.
But what’s the rush?
Just relax and enjoy another hour of commercial free yourself music on 103.5 Dawn FM. Stay tuned

© Warner Chappell Music, Inc

All’alba del 7 gennaio 2022, rispettando i fusi orari e l’esatto momento del sorgere del sole in tutto il mondo, The Weeknd ha rilasciato il suo album in anteprima assoluta sulla frequenza radio FM 103.5. E, come si può ben intuire, il mezzo radiofonico o almeno il suo linguaggio sono strumenti essenziali alla comprensione dell’esperienza di ascolto di questo album.

Dawn FM è pensato infatti per un “ascolto dedicato” e in sequenza, tanto che i brani sfumano tutti uno nell’altro, senza interruzioni nel tappeto sonoro. L’ordine è prestabilito da un “dj” notturno che ci interpella direttamente e che ha la riconoscibilissima voce di Jim Carrey. Carrey è dunque il narratore e il nostro traghettatore, un Caronte che ci fa compagnia nel limbo che precede l’aldilà. Questa è l’immagine e l’idea di racconto da cui dichiaratamente parte The Weeknd nella costruzione del concept album che prosegue come se fosse una trasmissione radiofonica in diretta nel Purgatorio, comprendendo anche falsi annunci pubblicitari e i lanci del conduttore.

Oltre a Carrey, a fare da filo conduttore, sia nelle lyrics sia nell’estetica dei videoclip, è la morte, intesa però come passaggio a una nuova vita o anche soltanto una nuova fase dell’esistenza, come è chiaro per esempio in Gasoline, il primo brano. Il contrappeso a questa ricercata oscurità è poi però nella scelta musicale: molto pop, molto anni Ottanta, ispirata senza ombra di dubbio a Michael Jackson.

Da Billie Jean a Purple Rain: estetica e riferimenti in Dawn FM

The Weeknd non ha mai nascosto di essere debitore del Re del Pop, Michael Jackson. Con Dawn FM sceglie di raccoglierne l’eredità, quasi autoinvestendosi di questo previlegio. Attenzione, però, a quel quasi. Perché in realtà c’è una figura essenziale che gli porge la corona: Quincy Jones, storico produttore di MJ che in quest’album ha un importante intermezzo parlato, A Tale by Quincy, “un racconto a cura di Quincy”, appunto. Il passaggio di testimone avviene attraverso la figura che contribuì a rendere Jackson una leggenda e che adesso ha stretto un profondo legame con Tesfaye, al punto da affidargli anche la prefazione del suo nuovo libro, 12 Notes: On Life and Creativity.

Se questo non fosse già sufficiente, basta ascoltare alcuni brani per ritrovare dei riff inconfondibili. Le chitarre in Sacrifice sono un meraviglioso omaggio a Wanna Be Start of Something e Don’t Stop ‘Til You Get Enough. Come negarlo? E non a caso anche il video clip del brano, che è stato il primo singolo estratto, contiene un’altra grande citazione: i passi di danza sul pavimento luminoso, già presente in Billie Jean.

Rimanendo in tema, The Weeknd stesso – anche attraverso il post su Instagram che riportiamo qui sotto – ha reso esplicito il collegamento fra la serie di video che insieme costituiscono il cortometraggio di After Hours (diretto dai Fratelli Safdie) e questa seconda parte della trilogia. Un lavoro di continuità che opera nello stesso universo di senso e, anche qui, in sequenza. Svaniscono però i riferimenti cinematografici a Las Vegas ed entrano in gioco simbolismi escatologici e fantascientifici o immagini più vicine al cinema horror che a quello gangster.

https://www.instagram.com/p/CYnT9KIrPDU/

E se siete arrivati/e fin qui e ancora vi chiedete cosa c’entrino Purple Rain e Prince, la risposta è ormai facile. L’influenza musicale c’è e si sente (ascoltate How Do I Make You Love Me!), tuttavia un dettaglio non può passare inosservato ed è la citazione diretta nell’ultima traccia, interamente recitata da Jim Carrey, in cui si fa esplicito riferimento alla pioggia viola.

Phantom Regret by Jim

Vale la pena allora soffermarsi qualche momento in più proprio sulla traccia che chiude l’album, Phantom Regret by Jim. Il fantasma del rimpianto è la chiosa perfetta per questo limbo ultraterreno costituito dai 50 minuti dell’album. Rappresenta un’amara sensazione di sconfitta, di perdita e rassegnazione, ma anche nuova speranza che si oppone al nichilismo del primo brano. È un cerchio che si chiude e non solo. In qualche modo rispecchia un altro famosissimo parlato della storia della musica, quello di Vincent Price in Thriller che a sua volta era la perfetta chiosa per il celebre brano dell’83. È un testo profondo e poetico, che vi consigliamo di leggere mentre ascoltate la traccia. Ne riportiamo un breve stralcio:

Are you listening real close?
Heaven’s not that, it’s this
It’s the depth of this moment
You don’t reach for bliss
God knows life is chaos
But He made one thing true
You gotta unwind your mind
Train your soul to align
And dance ‘til you find that divine boogaloo
In other words
You gotta be Heaven to see Heaven
May peace be with you

© Warner Chappell Music, Inc

May peace be with you. Così vi salutiamo anche noi, consigliandovi l’ascolto di questo stupendo lavoro che – piccola tip – in cuffia rende molto, molto di più!

Per altre recensioni continuate a seguirci anche su InstagramFacebook e Telegram!