Cr. ALEX BAILEY/LEGENDARY ©2020

Mycroft, Sherlock e…Enola. La sorella minore del migliore detective d’Inghilterra prende il suo posto da protagonista in Enola Holmes, lungometraggio Netflix rilasciato sulla piattaforma nel 2020, che vede al centro della sua narrazione le avventure di Enola (Millie Bobby Brown) che, dopo la scomparsa di sua madre Eudoria (Helena Bonham Carter), farà di tutto pur di ritrovarla. A pochi giorni di distanza dall’uscita del secondo capitolo della saga, in arrivo il 4 novembre su Netflix, riscopriamo da dove tutto è iniziato.

Chi è Enola?

Il lungometraggio, diretto da Harry Bradbeer, cerca di rispondere a questa domanda e ci riesce. Enola Holmes, infatti, è un film che traccia un ritratto completo della sua inedita protagonista per gli spettatori, ma è al contempo un viaggio alla ricerca e alla scoperta di sé stessi da parte della stessa Enola, che brama darsi un’identità propria. La scomparsa di sua madre e il piano per il suo ritrovamento da lei messo in atto, sono solo due degli espedienti utilizzati narrativamente per permettere a chi guarda di familiarizzare con lei e con le sue azioni, e a Enola stessa di fare i conti con chi è veramente. Una bivalenza inusuale ma ben riuscita.

Enola. Al contrario “Alone”, letteralmente “Sola”. Cresciuta e istruita dalla madre da sola in campagna, Enola non conosce valori come l’amicizia o l’amore, ma impara a riconoscerli e a dargli un nome solo grazie all’avventura che si ritrova ad affrontare. Da sempre le viene detto di cavarsela da sola nella vita, e il suo nome ne è la prova, ma come dimostrerà non è un nome a definire una persona. Le quattro mura in cui è stata abituata a vivere e dove è cresciuta vengono finalmente abbattute dalla stessa Enola che, inconsapevolmente, comincia a vivere la sua vita decidendone le sorti.

Enola Holmes, come far sentire la propria voce 

Tratto dall’omonima serie di romanzi per ragazzi di Nancy Springer, Enola Holmes è anche la storia di una ragazzina che ha il coraggio di far sentire la propria voce allontanandosi dall’ombra del fratello Sherlock. I punti in comune tra i due sono numerosi ed Enola risulta la sua controparte femminile. Nonostante questo, il lungometraggio non pone mai la propria attenzione su un paragone tra i due, ma si focalizza solo su Enola esaltandone le caratteristiche che la contraddistinguono, ossia intelligenza, astuzia e ribellione.

Nonostante sia stata cresciuta completamente all’oscuro del mondo esterno e delle sue dinamiche, Enola è l’incarnazione di una ragazza desiderosa di andare contro al sistema non rispettandone i costumi. Si trova agli antipodi rispetto alla diffidenza di Sherlock e alla presunzione di Mycroft. È una ragazza curiosa verso quello che la circonda, desiderosa di trovare un suo posto nel mondo e all’avanguardia rispetto alla società e al sistema nella quale si ritrova a vivere

In breve: Enola Holmes è puro coinvolgimento

Enola Holmes è una storia simpatica e coinvolgente, con una sceneggiatura, scritta da Jack Thorne, che dona maggiore spazio alla Holmes, elevandola ad un protagonismo assoluto. Henry Cavill e Sam Claflin sono rispettivamente Sherlock e Mycroft Holmes, e vanno a occupare pochissimo spazio all’interno della narrazione, seppur delineati con  le caratteristiche tipiche di questi due personaggi: l’intelligente e brillante Sherlock e l’arrogante Mycroft. Millie Bobby Brown è Enola Holmes, in grado di catturare l’attenzione e di rubare le scene sin dalla sua prima apparizione. 

Particolarità narrativa da sottolineare è la presenza dell’infrangimento della quarta parete da parte della sola Enola, che comunica direttamente col pubblico permettendo un maggior coinvolgimento. La presenza della Brown come attrice protagonista enfatizza ancora di più il target di questo prodotto, che è prettamente adolescenziale ma apprezzabile anche da fasce di età diverse. Un mix interessante che mantiene lo humor dello Sherlock Holmes di Guy Ritchie e la narrazione della serie BBC.

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Rebecca Fulgosi Author
Mi chiamo Rebecca, classe 2000 e ho una passione smisurata per il mondo della settima arte. Studio alla facoltà di Beni Culturali con il sogno di diventare critica cinematografica, perché guardare film è una delle cose che mi riesce meglio. Il mio genere preferito è L’horror insieme ai cinecomic di cui sono appassionata sin da piccola. Tra i miei film preferiti: "La La Land", C’era una volta a ...Hollywood", "A Star is Born", "Jojo Rabbit" e "Titanic". Le mie serie preferite, "American Horror Story" e "La casa di carta".

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