Judy-notoriouspictures
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Un biopic che si concentra sugli ultimi mesi della star de Il Mago di Oz, Judy scava nella fase di una discesa drammatica, con inesorabile intensità.

Una parabola discendente di rara bellezza, dove i ricordi del passato sono un labirinto dal quale la protagonista non riesce ad allontanarsi. La scelta, astuta ed inusuale, di riprendere gli ultimi momenti, le esibizioni conclusive, e quindi solo la nostalgia, solo la dipendenza, e qualche solitario sprazzo di gioia, rende il film un biopic non solo interessante, ma in grado di attrarre qualsiasi spettatore, e non solo chi conosce Judy Garland.

Judy, distribuito da Notorious Pictures

La sofferenza tangibile della performer, sul palco come nella vita privata, coinvolge chi guarda: la pretesa di eternità, il successo di Hollywood e la paura di invecchiare sono gli incubi che affollano la solitudine malinconica dell’artista.

Nel 2019 esce Judy: Renée Zellweger nel ruolo della star Judy Garland, alla regia Rupert Goold, qui al suo secondo lungometraggio. Adattamento cinematografico del dramma teatrale End of the Rainbow di Peter Quilter, il film traccia una biografia partendo da ciò che quella stessa biografia, così intensa e ingombrante, lascia nei ricordi e sul corpo dell’attrice.

La sua vita, tutt’altro che normale, ha influito negativamente su ogni rapporto ma soprattutto ha deteriorato dall’interno la donna. Assorbita da un incredibile successo da giovanissima con il ruolo nel film Il Mago di Oz, Judy si ritrova incastrata nelle regole dello star system, ma ancor di più dalla manipolazione subita dal produttore della MGM Louis B. Mayer. Le “visioni” di quel passato da cui tutto è scaturito sono lampi apparentemente dorati, come la stradina che conduce alla strega buona del Nord. Ma rivelano le cause del suo complesso rapporto con il cibo, l’uso di anfetamine per controllare il peso e non ingrassare, la depressione e un’insonnia costante.

L’altalenante e lunatico carattere di Judy Garland è reso alla perfezione da Renée Zellweger, che per l’interpretazione si aggiudica il premio Oscar come Miglior attrice protagonista. La rivelazione di È nata una stella rivive per brillare un ultima volta, senza limitare tutto ciò che veniva celato dietro al palco.

Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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