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JUNGLE CRUISE Photo by Frank Masi. © 2020 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Dopo l’uscita in sala il 28 luglio, arriva su Disney+ Jungle Cruise, con Emily Blunt e The Rock. Tra mappe antiche, inseguimenti, maledizioni la Disney propone un prodotto in stile Indiana Jones, ma questa volta al femminile: l’avventuriera è la dottoressa Lily Houghton (Emily Blunt) che insieme al fratello parte da Londra alla ricerca di un fiore miracoloso che li porterà nel cuore della foresta amazzonica. 

Senza dubbio una trama ricca di stimoli, sia per il pubblico ma anche per chi questo film lo ha realizzato, come il costumista Paco Delgado. Delgado (candidato due volte all’Oscar per i miglior costumi con Les Misérables e The Danish Girl) si è trovato a lavorare su un vasto guardaroba che spazia dalla Londra di primo ‘900, alle tribù amazzoniche alle armature dei conquistadores.

LA DONNA CON LE BRACHE

“Non dovevi indossare i pantaloni, attirano inutilmente l’attenzione”

Sono queste le parole che McGregor (Jack Whitehall) rivolge alla sorella Lily appena arrivati in Brasile. D’altronde, come dargli torto, dopotutto è un gentiluomo inglese del primo Novecento! Ma, a differenza di Jane di Tarzan, Lily non ha alcuna intenzione di avventurarsi per la giungla con lunghe gonne e bustino. A spiegare questa scelta stilistica è proprio il costumista in un’intervista rilasciata a Nick Cerioni.

Delgrdo rivela il desiderio del regista Jaume Collet-Serra di lasciare alla figlia un’immagine di donna libera, indipendente. Al di là dei buoni propositi però l’idea del regista non risulta particolarmente originale. Infatti non è la prima volta che la Disney fa indossare alle sue eroine dei pantaloni, con l’illusione di farle apparire più forti (è il caso di Malefica nella scena dello scontro del primo film, e di Elsa in Frozen II).

Jungle Cruise – Photo courtesy of Disney. © 2021 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

IL LAVORO DI RICERCA DIETRO I COSTUMI

Nell’intervista il costumista sottolinea il grande lavoro di ricerca che ha preceduto la fase di progettazione. Per caratterizzare il popolo della giungla ha guardato alle tribù che ancora vivono nel cuore della foresta amazzonica: oltre ad elementi vegetali e alla pittura corporea, Paco Delgado sceglie le piume variopinte degli uccelli del Rio come elemento caratterizzante per questi costumi.

Per quanto riguarda le armature dei conquistadores Delgado ha cercato ispirazione nei pezzi conservati alla Real Armerìa de Madrid e l’ Imperial Armoury di Vienna. Proprio queste armature, sono uno degli elementi più interessanti che Jungle Cruise presenta a livello di costume: così ricche e opulente nella foggia e nelle parti scultoree, raccontano la Spagna del XVI secolo.

Una scena di JUNGLE CRUISE. Photo courtesy of Disney. © 2021 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

I COLORI DELLA GIUNGLA

Nonostante il lavoro di ricerca sul modo di vestire dei turisti europei durante i viaggi in amazzonia (come, sempre Delgado, racconta nell’intervista), nei costumi di Jungle Cruise cerca purtroppo di insinuarsi ancora la solita palette satura che da qualche anno sta caratterizzando un certo filone Disney e che in qualche modo è diventato una moda. Una tavolozza caratterizzata da una gamma di blu-azzurri con riflessi verdastri, a cui si giustappongono gialli senape e punte di rosso acceso. Lo si riscontra a più riprese in tutti i costumi (dalla camicetta azzurra di Lily, al fazzoletto rosso di Frank alla cravatta verde petrolio di Nilo).

Jungle Cruise – Photo courtesy of Disney. © 2021 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Però alla fine dell’avventura Delgado fa una scelta di costume interessante (e non scontata): la palette satura viene smorzata dei toni della giungla. Il verde della camicia di Lily ha perso i suoi riflessi bluastri per assumere un tono più caldo. Allo stesso modo McGregor, che ci era stato presentato all’inizio film con un abito color ottanio, ritorna nel finale con un completo di tweed con i toni caldi della giungla.

Con questa accortezza il costumista ribadisce quanto la sceneggiatura vuole raccontare. Dall’avventura nella giungla, la Jungle Cruise, i personaggi ne escono cambiati: la giungla rimarrà sempre parte di loro.

Il film è ancora disponibile in sala e sulla piattaforma Disney+ con Accesso VIP.

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Roberto Boldini
Sono un ragazzo di campagna con la testa tra le nuvole immerso tra mille progetti, se fossi una canzone sarei Confessioni di un malandrino di Branduardi. Dopo la laurea in Scenografia a Brera ho intrapreso un corso di specializzazione presso i laboratori della Scala. Quello che più mi piace è raccontare punti di vista: lo faccio disegnando, scrivendo, progettando. Più che le storie mi attraggono le persone, la loro psicologia, come vengono resi sullo schermo o su un palco il loro dramma interiore e la loro personalità (fantasticando su come le renderei io).