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Kenneth Branagh, tra Shakespeare e Nolan

Kenneth Branagh in Dunkirk (Nolan) -

Partiamo proprio dai due estremi, William Shakespeare e Christopher Nolan, i due autori che racchiudono al loro interno l’ampia carriera di Kenneth Branagh, in ordine strettamente cronologico. Branagh, infatti, debutta sia in teatro che al cinema con l’Enrico V di Shakespeare. Attraversa poi interi decenni in svariati ruoli fino al villain di TENET. Si potrebbe definire una carriera poliedrica, anche se sempre strettamente legata al Bardo.

Kenneth Branagh e il teatro shakespeariano

In quasi quaranta rappresentazioni teatrali, interpretate o dirette da Kenneth Branagh, circa i due terzi sono costituiti dal basilare repertorio shakespeariano. Raramente Branagh prende parte al teatro contemporaneo, come se ricercasse sempre la modernità nei testi classici, rimettendoli in scena anche più di una volta nel tempo.

Branagh si avvicina al teatro da adolescente. Già in parte da quando sceglie di imparare la Received Pronunciation – ossia la dizione inglese scolastica, “della Regina” – per evitare il bullismo anti-irlandese. Nato e cresciuto a Belfast, nell’Irlanda del Nord, è proprio attraverso la dizione teatrale che ha provato a integrarsi nel diverso mondo rappresentato da Londra e dall’Inghilterra, dove si trasferisce da ragazzino. Ciononostante continua a ritenersi culturalmente irlandese.

A 18 anni inizia a frequentare la Royal Academy of Dramatic Art e a 23 anni, nel 1983, debutta nella Royal Shakespeare Company nei panni di Enrico V. Poco tempo dopo fonda la sua stessa compagnia, denominata Renaissance Theatre Company e nel 1987 debutta con lo spettacolo Public Enemy. Quest’ultimo, da lui scritto e diretto, si rivela un insuccesso, pesantemente falciato dalle critiche soprattutto nei confronti di Branagh. L’autore e attore viene infatti considerato megalomane, ma questa critica non lo marchia definitivamente e con pazienza riesce a far decollare il progetto.

Nel frattempo Branagh decide di traslare i suoi sforzi registici dal teatro al cinema. Da qui nasce l’idea del film Enrico V, il suo debutto dietro la macchina da presa, ancora oggi considerato uno degli adattamenti migliori di Shakespeare in assoluto.

Enrico V (1989) e l’ingresso nel mondo del cinema

Kenneth Branagh figura come regista, sceneggiatore e interprete principale dell’Enrico V, sua opera prima. Accanto a lui un cast eccezionale tra cui Judi Dench, Derek Jacobi ed Emma Thompson (diventata sua moglie quello stesso anno). La particolarità del film è che un Coro, raffigurato da un personaggio umano (Jacobi) in abiti moderni, commenta da un set cinematografico le vicende ambientate nel XV secolo. Il cinema, cioè, si fa metanarrazione consapevole di una grande opera teatrale.

Kenneth Branagh, Enrico V - Credits: BBC
Kenneth Branagh, Enrico V – Credits: BBC

Kenneth Branagh riceve direttamente la candidatura all’Oscar per Miglior regia e Miglior attore (anche se il film vince solo l’Oscar ai costumi). E naturalmente fa incetta di premi europei, primi fra tutti i britannici BAFTA. Questo enorme successo spinge sempre più Branagh verso il cinema, inizialmente in un ripetuto sodalizio con Judi Dench ed Emma Thompson.

Nel 1991, per esempio, dirige e interpreta il thriller L’altro delitto, allontanandosi dichiaratamente dal suo repertorio. Il film, con Emma Thompson e Robin Williams, è il primo successo commerciale di Branagh, ugualmente acclamato dalla critica. Così nel 1993, dopo aver messo in scena Molto rumore per nulla contemporaneamente per il teatro e per il cinema, Branagh decide di prendere una pausa dalle scene. Per dieci anni, fino al 2003, si dedica quindi esclusivamente ai film.

Lo iato teatrale e il nuovo successo

Nella metà degli anni Novanta Branagh si separa da Emma Thompson e sul set di Frankenstein di Mary Shelley incontra Helena Bonham Carter, sua compagna fino alla fine del decennio. Il vero grande amore di Branagh, però rimane il teatro, così pur non tornando in scena per anni non se ne separa mai realmente. Interpreta prima l‘Othello di Oliver Parker e poi il Riccardo III di Al Pacino. Sempre nel 1995 torna dietro la macchina da presa per Nel bel mezzo di un gelido inverno. Ed è da quest’ultimo che trae poi l’ispirazione per il suo kolossal sull’Amleto (1996).

Scena: To be or not to be

L’Amleto di Branagh è la prima versione cinematografica integrale in assoluto del testo originale. Nessuno aveva mai osato tanto, quattro ore di film, per riprodurre un’opera immortale e profondamente teatrale. Nessuno, prima di lui, aveva creduto fino in fondo di poter dare prestigio cinematografico alla tragedia nella sua interezza e questo ne fa un atto rivoluzionario per il prestigio del cinema stesso.

Negli anni successivi, Kenneth Branagh approda anche alla BBC, vincendo un Emmy per il ruolo del generale Reinhard Heydrich in Conspiracy – Soluzione finale (2001). Poco dopo ottiene il ruolo di Gilderoy Allock nella saga di Harry Potter, che consacra la sua fama anche nel pubblico più giovane e popolare.

Gli ultimi anni da regista e attore

Nel 2003, dopo il grande successo cinematografico e televisivo, decide di riprendere in parallelo la carriera teatrale e attoriale. Di recente, tuttavia, Kenneth Branagh si è dedicato a dei veri e propri blockbuster. È entrato nel Marvel Cinematic Universe alla regia di Thor (2011), per poi realizzare il live action di Cenerentola (2015) e Artemis Fowl (2020) per la Disney.

Il regista britannico Christopher Nolan l’ha voluto con sé in due film, molto diversi tra loro. In Dunkirk (2017) Branagh interpreta infatti il Comandante Bolton. Un uomo di comando che si ritrova improvvisamente bloccato, spaesato e terrorizzato dalle azioni militari tedesche, ma che si dimostra un vero eroe di guerra. In TENET, come accennato, interpreta invece il perfido e violento magnate Andrei Sator. È un ruolo che esula dall’eroe buono in cui spesso il volto di Branagh si identifica, e per questo molto interessante e ammaliante.

Branagh in TENET (Nolan, 2020) - credits: Warner Bros Pictures
Branagh in TENET (Nolan, 2020) – credits: Warner Bros Pictures

Avremmo dovuto, infine, ritrovarlo nei panni di regista e protagonista per Assassinio sul Nilo, che segue il fortunato Assassinio sull’Orient Express (2017). I 20th Century Studios hanno infatti apprezzato il lavoro di Branagh davanti e dietro la macchina da presa, nonostante le critiche dei più affezionati lettori di Agatha Christie. L’uscita del nuovo film, tuttavia, dopo l’ultima impossibile data del 18 dicembre, è rimandata a data da destinarsi.

Non volendo, tuttavia concludere questo percorso su una nota dolente, ricordiamo uno dei momenti di più alto riconoscimento della carriera di Sir Kenneth Branagh. La cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Londra 2012, durante la quale Branagh ha recitato il significativo discorso di Calibano, da La Tempesta, sulla sua isola.

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Tag:, , Last modified: 13 Aprile 2021
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