"La Ricetta Italiana" (The Italian Recipe)

Non proprio lo zampino: sarebbe più preciso dire che nel film La Ricetta italiana, della regista Hou Zuxin, lo chef Antonino Cannavacciuolo è quello spirito guida capace di indicare la strada verso il raggiungimento dei propri obiettivi. Una fatina madrina silenziosa, che con padelle e ricette mostra la possibilità di avverare i propri sogni. Ma andiamo con ordine.

Tra Pechino e Roma: un amore nato sotto la protezione di Antonino

La Ricetta Italiana (The Italian Recipe, 2020) è una commedia romantica cinese ambientata a Roma: è infatti una coproduzione Italia – Cina – Germania, una sorta di Vacanze romane reinterpretato, dove le ambientazioni romane accolgono l’amore che nasce tra Peng (Liu Xun), una pop star cinese, arrivato nella capitale per girare un reality, e Mandy (Huang Yao), che vive in Italia con i suoi zii cinesi dopo la morte della madre.

Lui è spocchioso e viziato, ma solo perché si è abituato a recitare una parte, ha abbandonato da tempo l’idea di suonare la musica che gli piace per accontentare un pubblico che non lo capisce (pensare che uno dei suoi miti è Ennio Morricone). Lei fa mille lavori per sopravvivere, ma l’unica cosa che la renderebbe felice è diventare chef, e per questo ammira Cannavacciuolo, e non sa se presentarsi alla selezione del suo nuovo staff perché sottovaluta le sue potenzialità.

Inizialmente si odiano, ma una notte intera passata insieme per le strade romane, durante la finale di calcio Italia-Germania, cambierà tutto. Roma nun fa’ la stupida stasera? Praticamente sì, la magia della città li avvolge nella scoperta reciproca e li porta a prendere decisioni fondamentali per il loro futuro.

L’approccio di Zuxin

Il film di Hou Zuxin è il suo primo lungometraggio di finzione. Basato sul soggetto Un amore a Roma di Alberto Simone, lascia che diversi approcci alla vita (e al cinema) dialoghino: in modo leggero, e anche parecchio autoironico, la regista gioca con gli stereotipi culturali, li sovrappone. Mentre all’inizio le diverse lingue sono divise da una profonda incomprensione, piano piano i personaggi riescono a non avere più bisogno di parlare per comprendersi, ed emergono altri linguaggi universali: la musica di Peng e la cucina di Mandy.

Durante l’intero processo di scrittura della sceneggiatura, continuavo a chiedermi, cos’è l’amore? E cosa significa per me? C’è un detto che afferma che dovresti sempre cercare la tua “anima gemella”, e solo allora sarai completo. Ma è davvero così? E cos’è davvero un’anima gemella? Credo che invece di aspettare che qualcuno ci “completi”, l’amore vero sia quello che ci aiuta a capire chi siamo veramente, che ci aiuta a diventare la persona che volevamo e che forse non avevamo mai avuto il coraggio di essere.

Hou Zuxin

Cosa ne pensa il pubblico cinese

Dopo l’apertura alla 24a edizione del Far East Film Festival di Udine, La Ricetta italianauscito in 9.000 schermi cinesi lo scorso 3 giugno 2022, ha totalizzato 500.000 presenze nel primo vero week-end della ripartenza dei cinema in Cina dopo il recente lockdown. Letteralmente un grandissimo successo. È stato visto nei primi tre giorni da mezzo milione di spettatori, ottenendo il quarto posto negli incassi.

Grazie alla coproduzione dietro alla lavorazione, La Ricetta italiana rappresenta un esempio di eccellenza industriale italiana esportata nel primo mercato cinematografico al mondo. Dopo essere passato in sala, il film verrà trasmesso dalla piattaforma VOD Youku. L’operazione commerciale per portare un po’ di Roma nel mondo non si ferma qui: è stato realizzato un grande concorso per far vincere agli spettatori viaggi in Italia sui luoghi del film, mentre davanti ai cinema cinesi saranno ricreati corner con photo-opportunity con la Vespa.

Cosa ne pensa una romana

“Guarda, passeggiano sul lungotevere! Quello è il conservatorio! Invece lì stanno davanti a Fontana di Trevi!” Ho passato la maggior parte del tempo ad individuare luoghi dell’anima disseminati nel film, riconoscendo gli angoli e le strade. Tutto bellissimo, ma manca qualcosa.

Peng è uno straniero, ma Mindy conosce bene la città, è una Cenerentola cinese-romana a cui non interessa la ricchezza o la celebrità, il suo sogno è cucinare per gli altri come faceva sua madre. Erano le premesse per qualcosa di indimenticabile per quanto riguarda il dialogo tra culture e la rappresentazione di una ragazza cinese a Roma di seconda generazione.

Però il linguaggio tecnico utilizzato (rallenty, close up a fini comici etc) e i luoghi comuni funzionano per la distribuzione all’estero ma sminuiscono la storia in sé. Si sa, i romani caciaroni e l’alba dietro alle rovine hanno sempre il loro fascino, ma non funzionano per chi ha visto tantissime commedie romantiche improntate sullo stesso modello (e soprattutto per chi conosce la città).

Sebbene la celebrazione romantica delle bellezze italiane vinca sempre, mi sarei aspettata qualcosa di più in modo che non fosse solo una topografia con love story da successo assicurato all’estero ma anche un successo per il pubblico italiano.

In breve

Tantissima Roma e la presenza di Antonino Cannavacciuolo come “magico” monito portafortuna. La Ricetta italiana è una commedia romantica piacevole, preme eccessivamente sulla valenza comica di alcuni stereotipi ma si riprende con una serie di scene che suscitano il brividino sentimentale. Nonostante sia pensato per un pubblico prevalentemente non italiano (e si vede), ha un finale che rimette in discussione ogni cosa e coinvolge più di tutto il resto del film.

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Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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