Cillian Murphy as Tommy in Peaky Blinders: The Immortal Man. Cr. Robert Viglasky/Netflix (c) 2026.
Cillian Murphy as Tommy in Peaky Blinders: The Immortal Man. Cr. Robert Viglasky/Netflix (c) 2026.

Quello di Peaky Blinders è uno dei finali di serie meglio riusciti di sempre: coerente, emozionante, scritto con cura per rispettare lo spirito del suo personaggio principale, Thomas Shelby, a cui per sei stagioni e nove anni dà voce e corpo uno straordinario Cillian Murphy.

Peaky Blinders, dove eravamo rimasti

Per chi non lo ricordasse: è il 1933. Dopo aver detto addio alla sua famiglia con un pranzo nel bosco, Tommy è intenzionato a suicidarsi, convinto di avere una malattia terminale. Un’allucinazione – o, se si sceglie di credere alla trama per cui gli Shelby possano parlare con i loro defunti – una visione della figlioletta Ruby, lo convince a investigare più a fondo il legame del suo medico con Mosley, il leader del partito fascista a Londra. Scopre così il complotto a suo danno e, pronto a vendicarsi, come è nello stile dei Peaky Blinders, cambia poi però idea all’improvviso, tornando al carro funebre dove stava per togliersi la vita. Lo guarda bruciare e si allontana su un cavallo bianco. Libero (e liberato) dall’uomo che è sempre stato.

È un finale aperto, eppure soddisfacente, in cui si piange la morte di una parte essenziale di Tommy Shelby e allo stesso tempo si permette a un’altra di sopravvivere e rinascere. Una redenzione che, in fondo, i fan hanno accolto e abbracciato, accettandola come l’addio alla serie. Allora, cos’è The Immortal Man?

Peaky Blinders: The Immortal Man. Cr. Courtesy of Netflix/Robert Viglasky (c) 2025
Peaky Blinders: The Immortal Man. Cr. Courtesy of Netflix/Robert Viglasky (c) 2025

Il film è il funerale dei Peaky Blinders. Tutti, dal primo all’ultimo. Il rito e l’addio che nella serie non ci sono stati, per scelta. E l’apertura a un altro universo narrativo, che Steven Knight ha già annunciato con una nuova serie sequel, due stagioni da sei episodi, per cominciare.

Perché The Immortal Man si ama o si odia

The Immortal Man è il racconto di una fine. Quel Tommy Shelby che speravamo fosse libero e sereno, in realtà è perseguitato dai fantasmi della sua mente. Invecchiato dal peso degli anni, dei ricordi e delle colpe, è sì un uomo diverso, ma anche perso, annebbiato, apparentemente distante dal lucido calcolatore che è sempre stato. Qualcosa in lui è immediatamente riconoscibile, qualcos’altro invece è imperdonabilmente diverso. A partire dal modo in cui mette fine allo stretto legame con il fratello Arthur (l’attore Paul Anderson è assente dal film, per gravi motivi personali che in effetti hanno determinato la sua uscita di scena).

Il gesto di Tommy nei confronti di Arthur è qualcosa di talmente forte da poter provocare reazioni di rifiuto nei fan, anche perché sembra andare contro tutto ciò che il protagonista ha fatto e detto nel corso di sei stagioni. Eppure è il primo elemento di un obiettivo più grande: in una storia in cui la morte aleggia fin dal titolo, ogni scena deve strappare via ai fan una parte degli Shelby, per sempre. È il senso stesso di questo ultimo saluto all’universo dei Peaky Blinders originali. In alcuni casi fa male più che in altri. E i fantasmi che guardano Tommy dritto negli occhi ne sono l’esempio maggiore.

Sophie Rundle in Peaky Blinders The Immortal Man. Courtesy of Netflix
Sophie Rundle in Peaky Blinders The Immortal Man. Courtesy of Netflix

Nel lungo addio che è The Immortal Man, tuttavia, resta un momento per rivedere un’ultima volta Tommy vestirsi con cura, fino all’iconico cappello, e attraversare Birmingham a cavallo (uno nero, questa volta), accolto come un dio. Resta il tempo di vederlo scontrarsi con una nuova generazione di Peaky Blinders, quella guidata dal figlio Duke (Barry Keoghan, scelto da Murphy stesso per questo ruolo), sfidarla, vincerla e perdonarla. E resta infine il tempo di vedere un’ultima volta il soldato Shelby, che messo da parte il completo elegante, scende di nuovo nel fango per salvare silenziosamente il suo intero Paese.

Il film nel film

Non bisogna dimenticare, infatti, che lo scheletro che sostiene The Immortal Man è un intenso film di guerra, ispirato al reale bombardamento nazista di Birmingham del 19 novembre 1940. Steven Knight, come sceneggiatore e autore, e Tom Harper come regista scelgono un magnifico antagonista, Tim Roth nei panni di John Beckett, fascista e complice della Germania nazista, che progetta la vittoria della guerra attraverso l’introduzione di un’enorme quantità di denaro falso nel Paese, tale da far crollare immediatamente l’economia britannica. Beckett compra la complicità di Duke Shelby e dei Peaky Blinders, perciò la sfida di Tommy diventa al tempo stesso quella contro suo figlio e contro la Storia.

(DA QUI SPOILER!) In parallelo si muovono due conduttrici di The Immortal Man: la trama di war film e quella del dramma familiare. Tommy è messo alla prova di fronte a un figlio di cui non si fida ma a cui ha lasciato tutto. È pronto a morire pur di scoprire in Duke l’animo integerrimo a cui, da Shelby, lui è sempre stato fedele. Sa fin dal principio che morirà, perché riconosce il presagio nell’apparizione improvvisa e nella presenza mistica di Kaulo (una magnetica Rebecca Ferguson). Gli resta solo da scoprire se «da tutto il male verrà un po’ di bene» ovvero se Duke alla fine sceglierà di schierarsi dalla parte giusta.

Cillian Murphy in "Peaky Blinders: The Immortal Man". Cr. Robert Viglasky/Netflix (c) 2026.
Cillian Murphy in “Peaky Blinders: The Immortal Man”. Cr. Robert Viglasky/Netflix (c) 2026.

Hunting the Wren, la musica è il vero addio

Peaky Blinders si è sempre distinta per la sua incredibile colonna sonora. E incredibile è la parola corretta, considerando che David Bowie in persona ha lasciato nelle sue ultime volontà il desiderio che il brano Lazarus venisse usato nella serie (3×05). O che Leonard Cohen abbia concesso la sua You Want it Darker per un episodio della terza stagione. Red Right Hand di Nick Cave & The Bad Seeds è diventata il tema principale della serie, tanto che per il film Cave ne ha incisa una versione nuova. E, in generale, il punk-rock e l’alternative rock sono sempre stati un elemento di primo piano in Peaky Blinders.

In The Immortal Man a firmare la colonna sonora originale sono Antony Genn e Martin Slattery (che insieme hanno fondato la band The Hours), ma sono presenti anche brani dei Fontaines D.C. ed Elizabeth Fraser, ma soprattutto una versione straordinaria di Hunting The Wren del gruppo folk irlandese Lankum, cantata dal loro frontman Ian Lynch. Il brano accompagna gli ultimi sette minuti del film, senza pausa. Accoglie le ultime parole di Thomas Shelby e resta impigliato nella mente come un canto sovrannaturale, di un altro mondo. In quelle note è presente al tempo stesso il pianto di chi si separa da Thomas Shelby per sempre e il suo ultimo desiderio di libertà.

Qual è il senso di Peaky Blinders – The Immortal Man

Fare un film quattro anni dopo il finale di una serie che ne è durata nove (2013-2022) non è una scelta improvvisata né insensata. Non lo è nemmeno la data di uscita. Peaky Blinders – The Immortal Man è un prodotto creato in primo luogo per i fan, ma sarebbe ingenuo pensare che non sia anche una mossa industriale. Netflix è a caccia del suo prossimo Oscar, e vuole ottenerlo con uno dei personaggi più iconici del suo catalogo.

The Immortal Man è stato distribuito in alcune sale selezionate negli Stati Uniti dal 6 marzo. Dal 20 marzo è disponibile su Netflix in tutto il mondo, pochi giorni dopo gli Academy Awards. Nel frattempo ha già iniziato la tournée dei festival cinematografici, a partire dal SXSW (South by SouthWest) in Texas.

Archiviata la stagione dei premi, è iniziato un nuovo anno a Hollywood e la concorrenza è già spietata: sarà l’anno di Dune 3 di Villeneuve e dell’Odissea di Nolan, ma anche del nuovo capitolo degli Avengers e di un nuovo film di Tom Cruise. La strategia di Netflix è chiara: Cillian Murphy può aspirare a una nuova campagna Oscar con il ruolo migliore della sua carriera, quello che ha vestito e forgiato dal 2013, ma che fino a oggi è rimasto nel circuito televisivo.

Peaky Blinders: The Immortal Man. Cillian Murphy as Tommy in Peaky Blinders: The Immortal Man. Cr. Robert Viglasky/Netflix (c) 2026.
Peaky Blinders: The Immortal Man. Cillian Murphy as Tommy in Peaky Blinders: The Immortal Man. Cr. Robert Viglasky/Netflix (c) 2026.

The Immortal Man eleva i Peaky Blinders a uno status cinematografico, anche se in questo caso la distinzione è pretestuosa. La serie di Steven Knight è sempre stata grande cinema: nella scrittura, nella regia, nella scenografia, nei costumi, nel montaggio e, non ultima, nella musica.

Il film, che fa da raccordo fra la serie originale e quella che verrà, è anche un modo per celebrare nel circuito festivaliero (e/o hollywoodiano) il lavoro dietro a una delle produzioni migliori degli ultimi due decenni, lasciando che Cillian Murphy – oggi produttore di tutto l’universo Peaky Blinders, film compreso – si separi da Tommy Shelby con una standing ovation.

Continua a seguire FRAMED anche su Instagram Telegram.