STAR, Edizioni Minoritarie
STAR, Edizioni Minoritarie

S.T.A.R. è la prima traduzione italiana della fanzine STAR – Street Transvestite Action Revolutionaries, raccoglie interviste, comunicati, discorsi di Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson. Racconta un capitolo di storia troppo spesso reinterpretato, o annullato.

All’inizio di questo mese è stato pubblicato, da Edizioni Minoritarie, S.T.A.R. Azione Travestite di Strada Rivoluzionarie: si tratta di un testo con testimonianze storiche importantissime per comprendere un intero movimento. Al suo interno troverete, oltre al materiale direttamente tradotto dalle testimonianze di Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson, i contributi originali di Márcia Leite, Cimarrona Maricona, Ombre Rosse (il collettivo e rete transfemminista queer di sex worker ed ex lavoratrici sessuali).

Perché consiglio di leggerlo? Perché chiunque ha qualcosa da imparare da questo libro, e da valutare, in merito alla situazione attuale e per quanto riguarda gli eventi post Stonewall. Ci sono parole importanti, colme di rabbia ma anche lucide. Insurrezioni di una comunità ancora allontanata, non presa in considerazione, emarginata. Ma partiamo dall’inizio.

STAR e le rivolte di Stonewall

STAR è il nome del collettivo politico radicale fondato poco dopo le rivolte di Stonewall, all’inizio degli anni Settanta a New York, da Sylvia Rivera, Bubbles Rose Marie e Marsha P. Johnson. Il collettivo organizzava e presidiava manifestazioni, si incontrava e si scontrava con altri gruppi e movimenti gay, lesbici e femministi, denunciava e reagiva agli abusi della polizia, era impegnato in lotte trasversali anti-razziste e anti-assimilazioniste, dava sostegno alle persone gay e trans in prigione, e metteva in atto reti di mutuo aiuto attraverso l’organizzazione di case-rifugio che presero il nome di STAR House.

S.T.A.R. Azione Travestite di Strada Rivoluzionarie, pag.7

L’acronimo S.T.A.R. sta per Street Transvestite Action Revolutionaries: STAR, oltre ad essere un’organizzazione di attivisti di strada gay, di genere non conforme e travestiti, era un collettivo politico radicale che forniva sostegno ai giovani della comunità LGBTQ+ che vivevano come senza tetto e alle prostitute di Lower Manhattan. Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson erano le “madri” di questa famiglia. Quando si esprimevano nei confronti dei componenti di questo nucleo familiare non conforme li definivano “children“, fondamentale nella traduzione dei testi originali presente nel libro, vi è la scelta di tradurlo come “creature” per rispettare la neutralità di genere del termine in inglese.

Sia Rivera che Johnson furono presenti durante la rivolta di Stonewall, nel 1969, definito il punto di partenza per un processo di liberazione. Entrambe erano donne di colore povere e sex-worker di strada, e le loro voci, le loro parole, spesso scompaiono dietro al fermo-immagine di un’icona, senza riferirle nella loro interezza. Ed è proprio questo che chi ha contribuito alla pubblicazione di S.T.A.R. intende combattere. Lo fa attraverso parole disarmanti, interviste intrise di attivismo e voglia di costruire una possibilità futura.

Leggendone i contributi il lettore si approccia da vicino alle loro esistenze, rese iconiche dalla lettura di chi ha provato ad interpretarle, ma fondamentalmente ancora poste ai margini, in un dibattito che arriva fino a noi e non è ancora capace di stabilire un dialogo con le persone trans. La resistenza di strada diventa un pulsante movimento imprescindibile per capire ciò che viene dopo.

Il bisogno di comprendere

Sono andata via di casa all’età di 10 anni nel 1961. Mi prostituivo sulla quarantaduesima Strada. I primi anni ’60 non erano bei tempi per le drag queen, per i ragazzi effeminati o i ragazzi che si truccavano come noi.

“SONO FELICE DI ESSERE STATA NELLA RIVOLTA DI STONEWALL”, un’intervista con Sylvia Rivera, pag. 31

L’infanzia, i risentimenti e gli ostacoli posti sul cammino di Rivera e Johnson arrivano fino al lettore illuminando uno spicchio di eventi ancora fortemente problematici. S.T.A.R. Azione Travestite di Strada Rivoluzionarie si compone di un mosaico critico, volto a rileggere i fatti opponendosi ad una narrazione egemonica dei movimenti politici delle minoranze sessuali e di genere.

Edizioni Minoritarie fornisce, ancora una volta, un altro punto di vista, facendo luce su due personalità e sulle loro battaglie, e portando contributi provenienti da diverse traiettorie, tesi ad ampliare la Storia, nel migliore dei modi possibile. Il volume è acquistabile qui, la traduzione è curata da bidodici, Clark Pignedoli, Ludovico Virtù. Il coordinamento editoriale è a cura di Antonia Caruso.

Il ricavato di questa prima pubblicazione è stato devoluto alla campagna di crowdfunding Nessuna da sola! in supporto alle/ai lavoratrici/ori sessuali più colpit* dagli effetti della pandemia COVID-19.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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