Mostra Settecento- vetrina gonna con due corpetti 1775-1785
Mostra Settecento- vetrina gonna con due corpetti 1775-1785

Quale posto migliore del quadrilatero della moda per allestire una mostra sul vestire del XVIII secolo? Tra un negozio di Armani e una boutique griffata, Palazzo Morando ha allestito una mostra di capi davvero unici, dal titolo “Settecento!“.

Non è solo una questione di capi: il settecento infatti diede un grande impulso all’intero mondo sartoriale e tutti i settori ad esso connessi (dalla merceologia tessile, al ricamo, alle decorazioni) oltre ad aver originato nuovi linguaggi stilistici. Sotto molti aspetti questo secolo è stato fondamentale per lo sviluppo del concetto di “moda” (e del fashion system), così come lo intendiamo oggi.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

La mostra è stata allestita in seguito alla donazione di alcuni pezzi originali, assolutamente intatti, provenienti dal guardaroba di un’antica famiglia di Castiglione delle Stiviere. Il rischio che si corre in questi casi è di propagandare eventi che ruotano solo intorno a quei pochi elementi, per poi ingombrarli con materiale riempitivo. Non è questo però il caso dell’esposizione di Palazzo Morando. Le curatrici (Enrica Morini, Margherita Rosina, con il coordinamento di Ilaria de Palma) non hanno fatto di questi abiti i protagonisti assoluti, ma li hanno inseriti in un percorso espositivo coerente, insieme ad altri pezzi altrettanto belli per fattura stile e conservazione.

Il percorso della mostra è un viaggio nella moda del ‘700 dove a parlare sono i pezzi esposti, senza bisogno di interpellare troppi supporti multimediali ed effetti immersivi.

Chiarissime, esaustive e mai prolisse anche le didascalie che affiancano i vari momenti del percorso, comprensibili anche per chi non ha mai sentito parlare di una robe à la française!

La seconda parte della mostra è dedicata all’influenza che ha avuto la moda settecentesca sul contemporaneo. Tra capi di Vivienne Westwood, Versace, Dolce & Gabbana, è interessante notare come ogni stilista (o costumista) abbia saputo rielaborare, in base alla personalità del proprio brand, i codici stilisti di quell’epoca di chiari e scuri che è il ‘700.

Nell’epoca del fast-fashion bulimico, delle grandi catene che producono capi discutibili per materiali e idee, lasciamoci (e lasciatevi) affascinare dalla bellezza di questi abiti, dalla raffinatezza delle loro fatture e dei tessuti.

La mostra rimarrà aperta fino al 29 maggio 2022. L’ingresso è gratuito.

Potete trovare gli orari qui.

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Sono un ragazzo di campagna con la testa tra le nuvole immerso tra mille progetti, se fossi una canzone sarei Confessioni di un malandrino di Branduardi. Dopo la laurea in Scenografia a Brera ho intrapreso un corso di specializzazione presso i laboratori della Scala. Quello che più mi piace è raccontare punti di vista: lo faccio disegnando, scrivendo, progettando. Più che le storie mi attraggono le persone, la loro psicologia, come vengono resi sullo schermo o su un palco il loro dramma interiore e la loro personalità (fantasticando su come le renderei io).

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