Sadie Sink in Stranger Things 5. Cr. COURTESY OF NETFLIX (c) 2025
Sadie Sink in Stranger Things 5. Cr. COURTESY OF NETFLIX (c) 2025

Altri tre episodi, altre tre ore e un unico, fin troppo grande, difetto che già si intravedeva nel Vol.1: Stranger Things 5 Vol.2 non sa gestire l’enormità di tempo che la serie Netflix si è voluta ritagliare. C’è una regola, infatti, da rispettare per giustificare un minutaggio così arrogante: avere davvero qualcosa da dire e dirlo bene. E non è il caso del Vol.2 di Stranger Things 5, purtroppo.

Cosa succede in Stranger Thing 5 Vol. 2 – Attenzione agli spoiler!

I Fratelli Duffer ci avevano promesso un Natale cupo (e un Capodanno emotivo), così come anche tutte le risposte riguardo il Sottosopra. Solo una di queste promesse è stata – parzialmente – mantenuta. Nell’episodio 7, Il ponte, scopriamo infatti che il Sottosopra è in realtà un passaggio verso un altro mondo. Con un sottile rimando a una scena del Vol.1 (quella in cui i ragazzi interrompono la lezione preferita di Erica a scuola), viene quindi introdotta un’altra dimensione, la Dimensione X dello spettacolo teatrale The First Shadow, che tuttavia arriva troppo tardi, quasi in fretta, cancellando tutto ciò che fino a questo momento si sapeva del lore, ovvero del mondo, costruito dalla serie. Senza il tempo di spiegarlo bene e approfondire. È così che, parlando all’improvviso di tunnel spazio-temporali (wormhole), di materia, particelle e fisica, senza essere in grado di reggere la spiegazione scientifica, diventa molto facile perdere l’hype iniziale.

Non basta cioè il solito spiegone di Dustin per trasformare la scoperta del Sottosopra nel colpo di scena che forse speravano i Fratelli Duffer, soprattutto se “la materia esotica” al centro della rivelazione risulta anche meno pericolosa delle aspettative. Ne è un esempio la scena di Nancy e Jonathan, che sì ci fanno emozionare con la loro separazione, ma rompono ogni patto con lo spettatore quando rimangono inspiegabilmente indenni nonostante un intero edificio si sciolga intorno a loro.

Non tutto è perso: cosa funziona nel Vol.2?

Sono tantissime le idee che gravitano attorno alla trama di questa ultima stagione, così come sono molti gli archi narrativi che i Fratelli Duffer provano a chiudere prima di arrivare al finale. Sono tuttavia pochi i momenti che valgono davvero la visione di questo Vol.2. Così brevi che insieme farebbero un unico episodio. E ci sarebbe ancora tempo per le scaramucce tra Eleven e Hopper, relegati a personaggi secondari. Da qui, probabilmente, deriva la sensazione di un Vol.2 povero di eventi e povero nella scrittura, nonostante comunque contenga alcuni passaggi significativi per lo sviluppo dei personaggi.

Joe Keery e Gaten Matarazzo in Stranger Things 5. Cr. COURTESY OF NETFLIX (c) 2025
Joe Keery e Gaten Matarazzo in Stranger Things 5. Cr. COURTESY OF NETFLIX (c) 2025

Oltre alla già citata scena in cui Jonathan e Nancy si lasciano, pur riconoscendo l’amore che li lega, sicuramente sono da citare il risveglio di Max, che comprende anche un altro bellissimo ritorno in scena di Karen, il coming out di Will e la rappacificazione tra Dustin e Steve.

Persino Delightful Derek, però, la grande sorpresa del Vol.1, in questi tre episodi è usato il minimo, con un pretesto fin troppo cliché. Così come i poteri di Will hanno poco sviluppo di trama in questo secondo blocco. A tenere alta la tensione è probabilmente solo l’ambiguità di Kali (008), la sorella perduta di Eleven, agente del caos dentro il piano collettivo per sconfiggere Vecna.

Tutto il resto assume la funzione di riempitivo, un ponte stesso, per citare uno dei tre titoli, prima del gran finale. Senza neanche un vero colpo di scena o un cliffhanger, tuttavia, forse sarebbe stato meglio poter vedere direttamente anche la fine. Avremmo dimenticato più in fretta questa punta di delusione.

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