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Beyoncé in Dreamgirls (2006) - Universal Pictures

Beyoncé Giselle Knowles: è quasi impossibile fare il suo nome senza che qualcuno si esibisca in un gridolino liberatorio. Prima componente e membro fondatore del trio musicale femminile R&B Destiny’s Child, poi solista con 20 Grammy Awards portati a casa. La sua innegabile bravura si riversa non solo nella musica ma anche al cinema, nel 2019 infatti cura la colonna sonora The Lion King: The Gift e realizza il progetto visual Black Is King.

Forse in pochi conoscono i suoi ruoli cinematografici: la cantante compare in film comico-demenziali come La Pantera Rosa del 2006 e Austin Powers in Goldmember del 2009, ma soprattutto può contare nella sua interessante carriera (ancora in ascesa) due ruoli in film musicali che l’hanno resa una diva anche sul grande schermo. Sto parlando di Dreamgirls (di Bill Condon, 2006) e Cadillac Records (di Darnell Martin, 2008).

Dreamgirls (2006)

Dreamgirls è l’adattamento dell’omonimo musical di Broadway (1981) ispirato alla carriera e al successo mondiale delle Supremes. Il trio di cantanti afroamericane del musical e del film di Condon si chiamano Dreamettes. La musica è l’elemento più importante della storia, è la forza magica che eleva le tre performer facendole crescere e portandole alla ribalta, ma crea anche dissidi irreparabili modificando gli equilibri interni del trio.

Beyoncé interpreta Deena Jones, ovvero la star dell’etichetta discografica Motown Diana Ross. Artista di riferimento per il vero gruppo al femminile che contribuì a rinnovare la musica americana R&B negli anni ’60 e ’70. Come fu per le Supremes, il volto di Diana/Deena prevalse sulle altre, a prescindere dalla bravura o capacità canora. Ed è proprio questo che accade nel film. Un ruolo non facile, interpretato con grazia e intensità, soprattutto durante la liberatoria e meravigliosa esibizione di Listen, piena di traboccante potenza femminile, pronta a farsi sentire.

Cadillac Records (2008)

Da una star ad un’altra: dopo due anni da Dreamgirls, Beyoncé veste i panni, ma più che altro la voce, di Etta James. Nel film di Darnell Martin la cantante, nonostante abbia un timbro diverso dall’interprete di At Last (e non le somigli troppo nell’aspetto) riesce a tirarne fuori tutta la sofferta irrequietezza. Il lungometraggio racconta di come venne fondata l’etichetta discografica di Chicago chiamata Chess Records, che tra gli anni ’50 e i ’60 registrò e decretò il successo di molti artisti blues, tra cui Muddy Waters, Little Walter e appunto Etta James.

In particolare il regista si sofferma sul personaggio di Leonard Chess (Adrien Brody), produttore e capo dell’etichetta, e sui suoi rapporti e il coinvolgimento con i vari artisti. La coppia Brody/Beyoncé è un duo romantico e straziante senza precedenti, in cui le doti attoriali di entrambi si allineano ad un racconto storico intriso di musica, coraggio e innovazione.

Per capire quanto sia imperdibile Beyoncé in questo ruolo basta ascoltare la sua performance della cover di At Last. L’artista ha registrato cinque canzoni per la colonna sonora, che contiene anche brani originali di artisti contemporanei come la sorella Solange Knowles.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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