Chi segna vince (Taika Waititi, 2023). Foto di Hilary Bronwyn Gayle. Courtesy of Searchligh
Chi segna vince (Taika Waititi, 2023). Foto di Hilary Bronwyn Gayle. Courtesy of Searchlight Pictures. © 2022 20th Century Studios All Rights Reserved.

Il 2024 cinematografico italiano si apre anche con Chi segna vince di Taika Waititi, in sala dall’11 gennaio. Presentato in anteprima al Toronto International Film Fest a settembre 2023, il film vede nel cast Michael Fassbender nel ruolo dell’allenatore Thomas Rongen, Elisabeth Moss, Will Arnett, Kaimana, Uli Latukefu, Oscar Kightley e Rachel House.

Chi segna vince, una lezione di vita

Basato su eventi realmente accaduti, Chi segna vince segue le vicende della nazionale di calcio delle Samoa Americane, considerata la squadra peggiore al mondo e conosciuta per aver perso 31-0 contro l’Australia nel 2001. Dopo dieci anni alla deriva, tutto cambia quando l’allenatore Thomas Rongen (Michael Fassbender), dopo essere stato esonerato dal ruolo di commissario tecnico per la nazionale statunitense Under 20, accetta l’incarico di allenare la squadra delle Samoa Americana per le qualificazioni ai mondiali 2014, come ultima possibilità di riscatto per la sua carriera. 

Ispirandosi all’omonimo documentario del 2014, Taika Waititi porta sul grande schermo una storia di rinascita e di sconfitte, all’interno di un lungometraggio che unisce abilmente dramma e commedia, con un pizzico di umorismo tipico della narrazione messa in atto da Waititi all’interno dei suoi lavori. Come una sorta di Ted Lasso ma cinematografico, Chi segna vince è una lezione di vita, una storia di crescita personale che trova nella sconfitta il punto di svolta necessario per poter apprendere al meglio il proprio potenziale, ma anche la chiave per potersi godere al massimo il presente.

Il Thomas Rongen di Michael Fassbender

Protagonista assoluto di tutta la vicenda è Thomas Rongen, allenatore della “peggiore squadra del mondo’’, qui interpretato da un sempre strabiliante Michael Fassbender. Scontroso e all’apparenza molto freddo, la nuova vita di Thomas Rongen inizia inconsapevolmente nel momento in cui mette piede per la prima volta, contro la sua volontà, sull’isola delle Samoa Americane. Inizialmente come un pesce fuor d’acqua, Rongen non si sente a suo agio, ricco di pregiudizi e con in mente un unico obiettivo, quello della vittoria. Ma in poco tempo tutto si ribalta.

Kaimana e Michael Fassbender in Chi segna vince (Next Goal Wins). Foto di Hilary Bronwyn Gayle. Courtesy of Searchlight Pictures. © 2023 All Rights Reserved.

Il suo non è solo un lavoro, si rivelerà presto essere un vero e proprio viaggio spirituale alla riscoperta di sé e di quei valori che Rongen sembrava aver dimenticato. Gli scontri continui con la squadra, il rapporto sempre più vero e concreto che andrà ad instaurare con Jaiyah (Kaimana), prima giocatrice transgender della storia, e il coraggio di imparare a vivere nel presente lasciando andare il passato, saranno le chiavi di lettura necessarie a Rongen per poter comprendere l’importanza della fratellanza, dei rapporti umani e della fiducia.

Chi segna vince e la chiave della felicità

Chi segna vince propone ai suoi protagonisti e ai suoi spettatori, una chiave per la felicità. Vivere nel presente, avere il coraggio di aprirsi a situazioni nuove quanto particolari, godersi l’attimo e trovare la bellezza all’interno della semplicità, sono tutti ingredienti necessari alla lezione che il film vuole impartire. La cultura e le usanze del popolo delle Samoa Americane sono altri temi del lungometraggio, presentati nella giusta misura da un regista che le guarda dall’interno delle sue stesse origini polinesiane. E sono, soprattutto elementi fondamentali per la costruzione dei diversi personaggi.

Lungometraggio all’apparenza leggero, Chi segna vince è un film che diverte e che trova il modo di veicolare un messaggio più profondo, ossia quello di saper essere in grado di accettare le difficoltà e le sconfitte, tramutandole in punto di forza per poter affrontare meglio la vita. 

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Rebecca Fulgosi Author
Mi chiamo Rebecca, classe 2000 e ho una passione smisurata per il mondo della settima arte. Studio alla facoltà di Beni Culturali con il sogno di diventare critica cinematografica, perché guardare film è una delle cose che mi riesce meglio. Il mio genere preferito è L’horror insieme ai cinecomic di cui sono appassionata sin da piccola. Tra i miei film preferiti: "La La Land", C’era una volta a ...Hollywood", "A Star is Born", "Jojo Rabbit" e "Titanic". Le mie serie preferite, "American Horror Story" e "La casa di carta".

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