Cyrano de Bergerac, Jean-Paul Rappeneau
Cyrano de Bergerac, Jean-Paul Rappeneau

Quando le scene e i costumi sono un tutt’uno

Ai prossimi Academy Award del 2022 l’Italia sarà in lizza con i costumi di Massimo Cantini Parrini per la nuova versione di Cyrano. Non sarebbe la prima volta che la storia del poeta spadaccino si porterebbe a casa un Oscar: era il 1991 quando Franca Squarciapino vinse l’ambita statuetta (anche allora per i costumi!), con Cyrano de Bergerac di Jean-Paul Rappeneau.

IL DIALOGO TRA SCENE E COSTUMI

Pur vincendo solo un Oscar, il film ricevette diverse nomination tra cui quella per la scenografia. A firmare le scene c’era (insieme a Jacques Rouxel) il grandissimo scenografo Ezio Frigerio, marito di Franca Squarciapino. Frigerio (purtroppo scomparso lo scorso 2 febbraio 2022) e Squarciapino sono stati insieme due artisti dal gusto eclettico ed eccezionale, veri e propri mostri sacri della scenografia e costume italiano (in ambito teatrale). Un sodalizio personale e artistico il loro, che si è concretizzato in dialogo costante tra scene e costumi; quest’approccio è evidente anche in Cyrano de Bergerac e caratterizza tutta l’estetica del film.

Qui le inquadrature si compongono sullo schermo come fossero veri e propri quadri, dove il soggetto (con i suoi costumi e colori) respira lo stesso sapore e gusto dello sfondo (il suo ambiente, la scena). Scene e costumi si completano, non dominano i contrasti, ogni elemento (a livello decorativo e cromatico) è invece ben equilibrato e ponderato.

Gli ambienti e i costumi guardano all’essenziale, complici anche i bianchi e i neutri che spesso dominano gli ambienti, dalla casa di Rossana alla caserma. Il decorativismo fine a sé stesso viene abbandonato per lasciar posto a una pulizia e sobrietà di forme; le scene sono arredate con pochi oggetti, semplici ma raffinati.

L’estetica che Franca Squarciapino e Ezio Frigerio creano è il riflesso della limpidezza dell’animo dei personaggi, chiara e semplice (nel senso più alto del termine).

TRE QUADRI

Il lavoro di Frigerio e Squarciapino su Cyrano (e allo stesso tempo il film stesso) può essere riassunto in tre scene, o meglio, quadri, dove il personaggio si racconta con quello che indossa (e come lo indossa), la postura, e il suo ambiente.

L’amore palpitante

È quello di Rossana quando inizia a ricevere le lettere piene di sentimento che pensa essere scritte da Cristiano. In una scena si trova in biblioteca. Lei in un corpetto chiaro, ricamato con motivi floreali, che ritorna nei tessuti della sedia e del tappeto che ricopre lo scrittoio. Su questo un vaso con dei fiori che iniziano sfiorire e uno strumento musicale. Lei così chiara contrasta con lo scuro sul fondo: una composizione che rapisce per la bellezza e la poesia.

Cyrano de Bergerac, Jean-Paul Rappeneau

L’amore desiderato

È quello di Cyrano. Dopo aver conosciuto Cristiano, Cyrano si rifugia nel suo studio: un ambiente intimo dove i pochi elementi riescono a pieno ad incarnare l’essenza del protagonista. Guarda alla finestra ma il suo sguardo va oltre; al suo fianco un piccolo cannocchiale puntato in su e una sfera armillare. Cyrano è colui che de-sidera guardando alle stelle (il significato è proprio “mancanza delle stelle”), con sguardo sognatore e malinconico. In tutto il film l’ondeggiare del mantello e delle piume, rendono il protagonista estremamente libero e leggero. Allo stesso tempo tradiscono una goffaggine che è quell’ombra di inadeguatezza che il protagonista si porta con sé.

Cyrano de Bergerac, Jean-Paul Rappeneau

Il rimpianto del tempo

È quella malinconia che lega i due protagonisti alla fine del film.

I palpiti d’amore e i desideri sono ormai una cosa lontano. No, il tempo non ha curato le ferite del cuore ma ha aiutato a convincerci. Restano solo i ricordi di quei momenti, un qualcosa di lontano che non tornerà più. Questo ci dicono le immagini prima ancora dei dialoghi. Il colore è assente, o meglio, tutto assume i toni del crepuscolo, dalla tela sul telaio agli abiti. Il giorno sta volgendo al termine, nel silenzio sereno di un chiostro, nel suo abito nero Rossana ricama, poco scostato da lei Cyrano la guarda.

Cyrano de Bergerac, Jean-Paul Rappeneau

In attesa di conoscere il vincitore della statuetta per i costumi 2022, recuperate anche la nuova trasposizione di Cyrano, qui la nostra recensione.

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Roberto Boldini
Sono un ragazzo di campagna con la testa tra le nuvole immerso tra mille progetti, se fossi una canzone sarei Confessioni di un malandrino di Branduardi. Dopo la laurea in Scenografia a Brera ho intrapreso un corso di specializzazione presso i laboratori della Scala. Quello che più mi piace è raccontare punti di vista: lo faccio disegnando, scrivendo, progettando. Più che le storie mi attraggono le persone, la loro psicologia, come vengono resi sullo schermo o su un palco il loro dramma interiore e la loro personalità (fantasticando su come le renderei io).