Girl in the Machine - Trend nuove frontiere della scena britannica
Liliana Fiorelli ed Edoardo Purgatori in Girl in the Machine - Trend Nuove Frontiere della scena britannica 2021/2022 - Foto di Manuela Giusto

Girl in the Machine è una delle nuove produzioni della XX edizione di TREND – Nuove frontiere della scena britannica, festival a cura di Rodolfo di Giammarco, in scena al Teatro Belli dal 9 al 14 novembre

Non sento nientenon riesco a smettere di pensare: Polly è già da subito la Girl in the Machine, la ragazza (perduta) nella macchina, evocata dal titolo originale dell’opera di Stef Smith. Un corpo che ha perso i propri confini e i propri desideri, ancor prima di annientarsi totalmente nell’oggetto da cui diventa disperatamente dipendente: la misteriosa black box.

A trattenerla e ritrascinarla invano alla vita è Owen, il marito, un po’ Orfeo e un po’ Caronte. Infermiere a contatto quotidiano con la fisicità della morte ma, di contro, pulsante di vita e desiderio.

Nella regia di Maurizio Mario Pepe i due protagonisti sono rispettivamente interpretati da Liliana Fiorelli ed Edoardo Purgatori, in un passo a due, se così ci permettete di chiamarlo, dalla crescente intensità emotiva.

Una scenografia minimalista – una sedia, una scrivania e un divano – lascia infatti il dovuto spazio a due performance in cui il corpo è tutto e diventa centrale, esternando anche un continuo bisogno di movimento (supervisionato da Jacqueline Bulnes) e di contatto.

L’incontro/scontro tra l’Owen di Edoardo Purgatori e la Polly di Liliana Fiorelli è infatti lo scontro tra il bisogno di presenza e il bisogno dell’annullamento. È la disperata ricerca di normalità in una condizione di addiction – dipendenza – che in questo caso prende la piega della distopia fantascientifica, tra Black Mirror e Asimov.

Lo fa in un tempo ellittico e rapidissimo – scandito dal solo alternarsi delle luci – che incrementa per questo la sensazione di ineluttabilità e di perdita di qualsiasi speranza o appiglio al Reale fino al climax finale, in cui la forza dei due interpreti investe di petto il pubblico in sala.

Liliana Fiorelli ed Edoardo Purgatori in GIRL IN THE MACHINE, regia di Maurizio Mario Pepe - Trend. Foto di scena di Manuela Giusto
Liliana Fiorelli ed Edoardo Purgatori in GIRL IN THE MACHINE, regia di Maurizio Mario Pepe – Trend. Foto di scena di Manuela Giusto

Informazioni utili

GIRL IN THE MACHINE è uno spettacolo di Stef Smith, drammaturga scozzese, tradotto e diretto per il TREND da Maurizio Mario Pepe. Con Liliana Fiorelli e Edoardo Purgatori.

Voce Black Box di Patrizia Salmoiraghi; supervisione movimento di Jacqueline Bulnes; scenografo: Nicola Civinini; sound design: Lorenzo Benassi. Una produzione Khora Teatro / La Forma dell’Acqua.

In scena al teatro Belli di Roma dal 9 al 14 novembre, alle 21.00. Consigliamo la prenotazione: a questo link trovate i contatti del Teatro.

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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