Lasciali-parlare-Warner Bros. Entertainment Italia
Lasciali-parlare-Warner Bros. Entertainment Italia

Lasciali Parlare (Let Them All Talk), il nuovo film di Steven Soderbergh che ha per protagonista Meryl Streep, arriva in Italia in esclusiva digitale il 27 maggio.

Una lavorazione brevissima, solo 10 giorni di riprese, una sola location per quasi tutta la durata, un transatlantico. Grandissima improvvisazione e libertà per un cast di rilievo, Meryl Streep, Candice Bergen, Dianne Wiest, Lucas Hedges, Gemma Chan, per un’opera, Lasciali Parlare (Let Them All Talk), che concentra nelle parole il motore principale della resa. Riuscendoci?

Purtroppo il nuovo film di Steven Soderbergh (il film premio Oscar Traffic e il candidato all’Oscar Erin Brockovich – Forte come la verità) fa fatica a brillare, nonostante la sfida che il regista ha posto a se stesso e ai suoi “compagni di viaggio”. Ad essere notevole è il progetto che sfida le restrittive disposizioni a cavallo di un anno tutt’altro che usuale, ma quella “parola perfetta” tanto cercata si rivela solo in qualcosa che ha più l’aspetto di visioni mute, prima dell’epilogo.

Lasciali Parlare (Let Them All Talk)- Steven Soderbergh (2020), Warner Bros.

Un viaggio per ritrovarsi

La scrittrice Alice Hughes (Meryl Streep), vincitrice del Premio Pulitzer, è stata invitata in Inghilterra per ritirare un ancor più prestigioso premio. Data la sua paura di volare si lascia convincere dalla nuova agente, Karen (Gemma Chan) a viaggiare per mare. Lei accetta, a patto di potersi far accompagnare dall’adorato nipote Tyler (Lucas Hedges) e due vecchie amiche del college, Roberta (Candice Bergen) e Susan (Dianne Wiest). Durante la traversata deve finire il manoscritto che sta scrivendo, ma anche rimediare a vecchie incomprensioni che l’hanno portata ad essere una donna diversa da quella che le sue amiche frequentavano. Intanto lo spaesato e ingenuo giovane nipote, cade nelle avvenenti grinfie di Karen che vuole saperne di più sul progetto della zia scrittrice, dipendendone per il suo futuro da agente.

Gli incontri tra i personaggi sono scanditi dai ripetitivi ritmi a bordo della nave, il giorno e la notte si susseguono mostrando abitudini rispettate da chi lavora per il benessere degli ospiti, fino alla protagonista, che si strugge, perché in crisi con il suo nuovo romanzo e alla ricerca delle giuste parole. Intanto però, prima di ritirare il premio, l’obiettivo è di raggiungere il cimitero dove è sepolta la scrittrice che più la ispira, Blodwyn Pugh.

Durante il viaggio le azioni di ognuno, come le parole pronunciate, influenzano l’altro, in un flusso circolare che non porta a risoluzioni, ma unicamente allo scontro di vecchi rancori ed errori nell’interpretazione di chi si ha di fronte. La lentezza ciclica di Lasciali Parlare inizia come un pregio ma finisce per rivelarsi inadempiente e parzialmente utile per un trasporto che risulta assente.

Lasciali Parlare (Let Them All Talk)- Steven Soderbergh (2020)

La ricchezza dell’improvvisazione

Lasciali Parlare ha l’effetto di un esercizio affascinante in cui gli attori sono stati lasciati liberi di improvvisare. Questo grazie alla sceneggiatrice Deborah Eisenberg, sempre a fianco degli attori. I dialoghi, le sensazioni, le reazioni, sono l’effetto della bravura del cast, in particolare delle tre attrici al centro della narrazione, che gestiscono la loro esperienza attoriale mettendosi alla prova. Il momento più intenso, però, SPOILER, si ha proprio quando le parole svaniscono e, sul finale, il silenzio più enigmatico e visionario avvolge la protagonista.

Il film non è un giallo, non è una commedia, sfiora il dramma ma si riprende con esiti positivi. Rimane incompiutamente in superficie, come la Queen Mary 2 che solca l’oceano atlantico e su tutti cui scivolano senza puntare mai i piedi.

Lasciali Parlare è in esclusiva digitale disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su Apple Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Mediaset Play Infinity.

Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui