Sonia Bergamasco. Courtesy of MoliseCinema
Sonia Bergamasco. Courtesy of MoliseCinema

Alla 23ª edizione di MoliseCinema, l’ospite speciale Sonia Bergamasco lo scorso 9 agosto ha presentato il suo libro Giocare la vita insieme ai curatori Mariapaola Pierini e Federico Pommier Vincelli.

La monografia che il festival le dedica ne ripercorre la carriera attraverso saggi, interviste e testimonianze, ed è divisa in sezioni dedicate ad ambiti specifici del percorso poliedrico dell’attrice, musicista, regista. Nel titolo scelto, Giocare la vita, lei si ritrova «Come un pesce nell’acqua». Specifica Sonia Bergamasco: «Il titolo, d’accordo con i curatori, Mariapaola Pierini e Federico Pommier Vincelli, è tratto dal mio libro Un corpo per tutti – sono parole che mi appartengono».

Sempre il 9 agosto, l’attrice ha introdotto la proiezione de Il nibbio, il film di Alessandro Tonda che la vede nel ruolo di Giuliana Sgrena accanto a Claudio Santamaria.

Premiata ai Nastri d’Argento Documentari 2025 per la miglior opera prima con la regia di Duse – The Greatest, il documentario che indaga sulla vita di una delle più grandi attrici di tutti i tempi, Sonia Bergamasco è anche tra i protagonisti de La vita accanto (2024), l’intensa opera firmata da Marco Tullio Giordana, anch’essa proiettata al MoliseCinema. La proiezione ha riunito nella cornice del festival il regista all’attrice, che con lui ha lavorato anche in Sanguepazzo (2008) e ne La meglio gioventù (2003).

Il legame con Marco Tullio Giordana

Giocare la vita raccoglie saggi di Paola Casella, Fabio Ferzetti, Paolo Mereghetti, Emiliano Morreale – e molti altri – e testimonianze colme di affetto e rispetto, come quella di Marco Tullio Giordana.

Con il regista Sonia Bergamasco ha un legame che nasce nel 2003, con La meglio gioventù, in cui l’attrice interpreta Giulia. A proposito del ricordo del primo (grandissimo) lavoro insieme e del rapporto con il regista, Bergamasco risponde: «Marco Tullio è un incontro della mia vita. Un artista e una persona che non mi ha mai deluso: coraggioso, poetico, critico, inflessibile, un combattente. La meglio gioventù fa parte del nostro passato e del nostro presente. È un film che anche oggi parla al pubblico dei più giovani. La festa per i vent’anni dall’uscita del film, che abbiamo celebrato tutti insieme due anni fa con una proiezione al Cinema Troisi, è stato un momento di profonda emozione e allegria. Generazioni a confronti, madri (padri) e figli. Una conferma della vitalità di quest’opera».

Nel 2024 torna a lavorare con Marco Tullio Giordana per La vita accanto, un grande racconto al femminile tratto dal romanzo omonimo di Mariapia Veladiano. Nella storia in cui una figlia viene rifiutata da sua madre, Bergamasco, nel ruolo della zia Erminia (per cui si aggiudica il premio come miglior attrice alla Mostra de València 2024), accoglie e cresce la bambina, trasmettendole il suo stesso amore per il pianoforte e per la musica.

Su cosa l’abbia colpita di più del suo personaggio, racconta: «C’è il pianoforte, naturalmente, e una certa qualità “non allineata”. Ma Erminia è una creazione, e la proposta di Marco Tullio è stata per me una nuova occasione per dare corpo a un femminile che conserva un mistero, che non si svela mai completamente».

Sonia Bergamasco ne La vita accanto. 01 Distribution

La scrittura per il cinema: una necessità e una passione

A febbraio del 2025 Sonia Bergamasco inizia il suo tour in moltissimi cinema italiani per portare la prima opera che la vede nei panni di regista, Duse – The Greatest. Cercando di creare una connessione diretta tra gli spettatori e il suo progetto, incontra il pubblico per approfondire quella che è stata quasi una missione: rintracciare la voce di Eleonora Duse.

Il filo invisibile che collega chiunque parli di lei, anche la stessa regista del documentario, è una commozione incontenibile, data da una grandezza che si pone oltre le parole, gli studi, le fotografie e che trascende il senso stesso di fare teatro.

«L’emozione circola costantemente nel flusso del film, attraverso gli incontri, quelli casuali e quelli cercati». A proposito del momento con più forte carica emotiva durante le riprese del film, risponde: «Il momento di dialogo tra le attrici, ad Asolo, nel corso di una settimana di riprese, è stato particolarmente denso di segni e di valore. Come cospiratrici attorno a un fuoco ci siamo fatte largo fra le ombre bellissime di una donna e l’abbiamo immaginata ancora e ancora, con precisione, studio e amore».

E alla domanda su cosa significa mantenerne viva la memoria, Sonia Bergamasco risponde: «Non ho voluto raccontarla per mantenere viva la memoria, ma per viaggiare attraverso di lei in direzione del presente e del futuro. Eleonora Duse è viva, per me. E spero che il film lo possa testimoniare concretamente».

Sulla possibilità di dedicarsi ancora in futuro al documentario, Bergamasco aggiunge: «Sono in un momento bello e difficile, perché so che d’ora in poi la scrittura per il cinema sarà una necessità e una passione. “Passione” in senso letterale, perché nel processo lungo e complesso che porta alla realizzazione di un film, le difficoltà e gli sforzi sono all’ordine del giorno. Garantito».

DUSE – The Greatest di Sonia Bergamasco. Distribuito da LUCE CINECITTÀ

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Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.