Spencer - Pablo Larrain

Sarà il Lido a ospitare l’attesa prima di Spencer

A poche settimane dall’annuncio ufficiale della selezione di Venezia 78, arriva già la seconda grande anteprima al Lido, dopo Dune di Villeneuve. È infatti ufficializzata la presenza di Spencer, film che ha elettrizzato il pubblico sin dalle prime immagini, che sono già una buona promessa. Nelle prime foto dal set del nuovo film di Pablo Larraín (e scritto dal creatore di Peaky Blinders Steven Knight) l’interprete, Kristen Stewart, è irriconoscibile. L’attrice, già confermata per il ruolo la scorsa estate, dopo aver lavorato con Woody Allen e aver avuto ruoli tutt’altro che facili (come in Personal Shopper di Olivier Assayas, 2016), si cimenta in uno dei personaggi della nostra storia recente tornati ad attirare a sé attenzioni.

Kristen Stewart nei panni di Lady Diana in Spencer di Pablo Larraìn – Web

Veletta a coprirle il viso come fosse un’elegante armatura, taglio di capelli anni ’90 e testa inclinata con sguardo sofferto. Una delle pose più riconoscibili nelle foto reali in cui la donna appare costantemente fuori posto, in contemplazione.

Larraín lavora ai biopic selezionando momenti pregnanti fuori dai riflettori: come fu per Jackie (2016), anche qui l’attenzione è dedicata all’introspezione del personaggio “forzatamente” pubblico. L’ambientazione dovrebbe essere la tenuta di Sandringham nel Norfolk (anche se le riprese sono avvenute tra il Regno Unito e la Germania), in cui Diana Spencer si recò per passare il weekend di Natale del 1993 con la famiglia reale. Un momento decisivo pervaso di dubbi circa il futuro del matrimonio con Carlo e la rinuncia al titolo da principessa.

La riscoperta di un’icona femminile

Chi non conosce la favola della principessa malinconica? Seppur in buona compagnia (basti pensare a Grace Kelly), Lady Diana fu unica nell’attirare a sé una particolare fusione di attenzioni (spesso maniacali).

Dall’amore incerto e ingenuo al ruolo ufficiale, fino alla tragica scomparsa come fuga e conclusione di una vita passata a scappare dagli sguardi. Dopo Emma Corrin in The Crown non si può non pensare che questo sia l’anno della riscoperta di una grande icona femminile, che vestiva i panni della principessa ma detestava le convenzioni. Non a caso Larraín sceglie di intitolare il film Spencer, un nome importantissimo per la sua individualità.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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