
La Biennale di Venezia ha annunciato l’ingresso in extremis nel Concorso principale di NAZA, l’opera documentaria diretta da Yuval Abraham e Rachel Szor. Un’aggiunta che completa il quadro dei film in lista per il Leone d’Oro e che posiziona il festival guidato da Alberto Barbera al centro esatto delle fratture geopolitiche contemporanee.
La firma dietro il progetto non è nuova al peso delle controversie né agli onori dei grandi palcoscenici internazionali. Abraham e Szor sono infatti due dei co-autori di No Other Land, l’opera collettiva israelo-palestinese che ha conquistato l’Oscar nel 2025, travolgendo il dibattito pubblico con la sua denuncia della demolizione dei villaggi in Cisgiordania. Se in quel lavoro la forza risiedeva nell’alleanza sul campo tra attivisti israeliani e palestinesi, con NAZA il raggio d’osservazione si sposta, facendosi al contempo più intimo, chirurgico e sistemico.
A testimoniare la statura e il peso istituzionale dell’operazione vi è una struttura produttiva di primissimo ordine: l’opera è prodotta da The Guardian insieme a James Wilson per JW Films, con la produzione esecutiva affidata a Jonathan Glazer. Si ricompone così l’asse creativo dietro La zona d’interesse, il film rivelazione vincitore dell’Oscar al miglior film internazionale nel 2024, a conferma di una precisa linea d’indagine visiva ed etica: interrogarsi sul valore delle immagini, sull’invisibilità del dolore e sui meccanismi burocratico-militari che rendono possibile l’orrore.
Sinossi dal sito ufficiale della Mostra Del Cinema di Venezia 83
“Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film rivela in dettaglio i sistemi alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi da parte di Israele a Gaza.”
L’inserimento di NAZA in selezione ufficiale rappresenta un segnale forte da parte di Alberto Barbera e della selezione veneziana. In un’edizione caratterizzata da una spiccata apertura alle nuove voci del cinema globale, dove ben dieci registi si affacciano per la prima volta alla competizione principale, il documentario di Abraham e Szor porta al Lido un’urgenza politica imprescindibile. Il cinema del reale non viene relegato a sezioni collaterali o eventi speciali, ma rivendica lo statuto di opera d’arte capace di competere ad armi pari con la finzione per i massimi riconoscimenti.
La proiezione ufficiale è fissata per il 10 settembre alle ore 17:15 in Sala Grande, al Palazzo del Cinema. La presentazione avverrà alla presenza dei registi, della squadra produttiva, della delegazione ufficiale e dei reporter di The Guardian. Sarà senza dubbio uno dei momenti chiave dell’intero festival, un passaggio obbligato in cui la red carpet del Lido cederà il passo al rigore del saggio politico visivo, ricordando a critica e pubblico la funzione primaria della Mostra, farsi cassa di risonanza delle ferite aperte del presente.
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