
La maestosa Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano accoglie un evento espositivo di primissimo piano nel panorama culturale contemporaneo, la mostra Youth and Future. Promossa dal Comune di Milano Cultura e aperta gratuitamente al pubblico dal 17 ottobre al 1° novembre 2026, l’esposizione rappresenta la sintesi visiva e concettuale di un articolato percorso ideato dal cantautore e artista Giovanni Caccamo.
La mostra si configura come uno spazio di convergenza in cui le istanze, i desideri, le inquietudini e le speranze delle nuove generazioni prendono vita attraverso il confronto diretto con le opere e la sensibilità dei più celebri maestri dell’arte contemporanea, sia italiani che internazionali. Entrando nella sala, il visitatore si trova immerso in una dimensione in cui il pensiero giovanile non è semplicemente raccontato, ma diventa materia d’ispirazione artistica e motore di trasformazione sociale.
Dalle domande sul futuro al movimento internazionale
Le radici di questo ambizioso progetto risalgono al 2021, quando Giovanni Caccamo ha lanciato una riflessione collettiva rivolta ai ragazzi, ponendo loro due quesiti fondamentali e diretti: «Cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo?» e «Qual è la tua parola di cambiamento?». Questa chiamata all’azione, nata inizialmente come un concorso d’idee sull’intero territorio italiano, si è estesa in modo capillare coinvolgendo migliaia di giovani provenienti dalle realtà più disparate: dalle aule universitarie agli istituti penitenziari, fino ai centri di prima accoglienza.
L’obiettivo primario è stato fin da subito quello di restituire alle nuove generazioni un ruolo da protagoniste attive nella costruzione del domani, superando la posizione di meri spettatori passivi di fronte alle complesse crisi dell’epoca contemporanea. Le testimonianze raccolte hanno offerto un ritratto generazionale straordinario per lucidità e profondità, prima confluendo nei volumi Manifesto del Cambiamento e Manifesto for Change pubblicati da Treccani con la prefazione di Papa Francesco, e successivamente espandendosi a livello globale.
Il progetto ha infatti fatto tappa presso la sede delle Nazioni Unite a New York e in prestigiosi atenei mondiali, tra cui Yale, Harvard, la Tokyo University of Foreign Studies e la radicata UNAM in Messico.
La metamorfosi del testo: quando la parola diventa opera visiva
Ciò che rende la mostra a Palazzo Reale un’esperienza unica è la concreta metamorfosi della parola scritta in opera visiva e plastica. Nella prima fase del progetto, una selezione di dodici scritti giovanili è stata incisa su speciale carta cotone da Loredana Amenta utilizzando uno storico torchio verticale in ferro Albion Press del 1846, strumento simbolo per eccellenza della diffusione del sapere.
Questi fogli sono stati poi consegnati ad alcuni dei nomi più influenti dell’arte italiana, da Maurizio Cattelan a Michelangelo Pistoletto, da Emilio Isgrò a Mimmo Paladino, passando per Arnaldo Pomodoro, Mimmo Jodice, Fabrizio Plessi, Mario Ceroli, Francesca Cataldi, Giulia Napoleone, Ferdinando Scianna e Guido Strazza, affinché ne traessero ispirazione per la creazione di opere d’arte originali. Successivamente, grazie alla collaborazione con l’Associazione Arte Continua e alla curatela di Edoardo Cycelin, la cerchia degli artisti si è allargata alla comunità internazionale, vedendo l’adesione di grandi maestri come Anish Kapoor, Antony Gormley, Kiki Smith, Giuseppe Penone, Julian Schnabel, Adel Abdessemed, Leandro Erlich, Eva Jospin, Ahmed Mater, Moataz Nasr e Tobias Rehberger. L’esposizione diventa così un dialogo a più voci in cui stili, linguaggi espressivi e sensibilità culturali differenti si intrecciano per dare forza visiva al desiderio di cambiamento.
Installazioni, attraversamenti e linguaggi multimediali
L’allestimento milanese propone un itinerario espositivo ricco e stratificato, capace di avvalersi di molteplici registri linguistici e tecnologici. I visitatori hanno la possibilità di interagire direttamente con l’opera Wall of Change, un’installazione digitale che proietta su un led-wall le parole chiave del cambiamento, aggiornandosi in tempo reale ogni volta che qualcuno invia il proprio termine tramite smartphone o dagli appositi totem presenti in sala.
Il percorso espositivo raccoglie inoltre le tracce visive delle performance storiche legate al progetto: dal reportage fotografico firmato da Marco Anelli per l’evento Agorà del cambiamento tenutosi nel 2022 nella Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani, fino agli scatti inediti realizzati dal fotografo Jamie Hawkesworth durante The Ark of Change. Quest’ultima è stata una traversata oceanica a bordo di un antico veliero olandese lungo la rotta atlantica della tratta degli schiavi, dove un gruppo di ragazzi da tutto il mondo ha redatto la versione internazionale del Manifesto. In mostra spiccano anche l’arazzo imponente realizzato da Mimmo Paladino riutilizzando le bandiere del Gran Pavese issato sul veliero, i due volumi del Manifesto “cancellati” dal segno inconfondibile di Emilio Isgrò, la celebre opera specchiante di Michelangelo Pistoletto che coinvolge lo spettatore ricreando l’illusione delle onde oceaniche, e un’intensa installazione video creata dal regista premio Oscar Luc Jacquet.
L’impegno sociale ed ecologico per le nuove generazioni
L’aspetto forse più rilevante dell’intero progetto ideato da Giovanni Caccamo risiede nella sua concreta ricaduta etica e sociale, dimostrando come l’arte possa farsi strumento attivo di solidarietà e tutela ambientale. Tutte le opere realizzate su carta e messe a disposizione dalla generosità degli artisti partecipanti contribuiscono infatti a finanziare progetti ad impatto reale sul pianeta e sulle persone. I proventi ricavati sostengono infatti le iniziative di riforestazione Boschi del Cambiamento e Arte x la Riformazione, condotte in stretta sinergia con la Fondazione Sylva e l’Associazione Arte Continua per rigenerare aree naturali danneggiate.
Parallelamente, una quota fondamentale delle risorse raccolte viene convertita in borse di studio volte a sostenere la formazione e il percorso di crescita di ragazzi e ragazze che versano in condizioni di difficoltà economica o sociale, in Italia e nel resto del mondo. A testimonianza di questa lunga avventura collettiva, la casa editrice Treccani ha pubblicato per l’occasione un esaustivo volume antologico che ripercorre dettagliatamente le tappe, le testimonianze e le opere nate dal 2021 a oggi, offrendo una preziosa memoria storica di questo straordinario ponte tra i giovani e i grandi maestri dell’arte contemporanea.






