Anche le cose hanno bisogno. Di Eliana Albertini, Rizzoli Lizard
Anche le cose hanno bisogno. Di Eliana Albertini, Rizzoli Lizard

Proteggere “le cose” significa proteggere se stessi? Conservare gli oggetti è un po’ come celebrarne il ricordo?

Eliana Albertini, illustratrice e fumettista, firma il suo nuovo libro, Anche le cose hanno bisogno, per Rizzoli Lizard, provando a dare forma a delle possibili risposte a queste domande. Lo fa attraverso la storia di Agnese, la sua protagonista. Anche le cose hanno bisogno è un racconto delicatissimo e indelebile, dal primo tratto poggiato sul foglio fino all’epilogo esistenziale.

La narrazione si armonizza tra le pagine con la grazia di un volo leggero, per sedimentarsi e sprigionarsi intensa, con l’essenza stessa dell’opera. L’autrice che mi aveva conquistato in A.M.A.R.E. (qui potete trovare la recensione del volume) torna con la stessa forza gentile, a sottolineare dettagli e sensazioni di chi non conosciamo realmente.

L’amore segreto e gentile per gli oggetti

Agnese è strana, o forse sono gli altri a pensare che lo sia. In fondo ciò che le piace fare è raccogliere e collezionare piccoli oggetti dimenticati per conservarli nel suo museo personale di ricordi, non necessariamente tutti ricordi suoi. A volte si trova ad aggiustare qualcosa che trova malconcio per strada, come un piccolo orso di pezza senza un occhio abbandonato in un prato. Ed aggiustarlo significa aggiustare un pezzetto di sé, sentirsi meno “rotta”.

Lavorando come operatrice ecologica arricchisce di giorno in giorno la sua collezione, l’immondizia degli altri è una scansione di chi sono veramente, e ciò che viene gettato brilla agli occhi di Agnese come un tesoro da conservare.

La geometrica e adorabile gestione dello spazio

Il libro che ho tra le mani vive di una bellissima forma fluida che lo rende sia un fumetto, che un diario, che una biografia poetica. Si alterna il punto di vista di Agnese, che racconta i suoi pensieri e li annota su un Monocromo dalla copertina rossa, a quello degli “altri”: sua madre, i vicini di casa, chi la incontra per caso.

Le pagine si formano come mosaici di emozioni ed episodi vissuti dalla ragazza, e si fondono alternandosi negli stili scelti da Eliana Albertini: così i materiali, le consistenze, si possono “sentire” con uno sguardo.

Il dettaglio è la forza visiva dell’autrice, e ne deriva un vero inno alle “piccole cose”, e al loro bisogno di non essere lasciate per terra, inosservate, lo stesso bisogno di una donna incapace di condividere i propri pensieri con le persone invece che con qualcosa di inanimato.

Anche le cose hanno bisogno è intimo e stratificato, e non può fare a meno di conquistarvi. La voce di Eliana Albertini risuona leggera, eppure introspettiva e profonda, nella descrizione di Agnese e della vita che vive. Anche dopo averlo letto continuerete a sfogliarlo per memorizzare ogni piccolo oggetto, per farlo vostro.

Ringrazio Rizzoli Lizard, qui potete saperne di più e acquistare il libro.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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