
“Piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale”.
Il 25 aprile è la giornata perfetta per vedere (o rivedere) Porco Rosso, uno dei capolavori di Hayao Miyazaki in cui è più esplicito il legame del maestro giapponese con l’Italia.
Porco Rosso è un grido di libertà contro la guerra, l’oppressione e il fascismo, tanto che alla richiesta di rientrare in Italia e aderire al regime, il protagonista Marco Pagot, aviatore anarchico e solitario, non esita a rispondere: “Piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale!”
Una scena diventata simbolo del pensiero politico di Miyazaki e che in moltissimi, oggi, associano proprio al Giorno della Liberazione, che quest’anno festeggia l’ottantesimo anniversario.
Il protagonista e la metamorfosi
Il personaggio di Marco Pagot, soprannominato Porco Rosso, è una delle creazioni più enigmatiche e carismatiche di Miyazaki. È un solitario che, forse a causa del dilemma politico-sociale che affligge l’Italia, ha rifiutato il Paese, le sue leggi e la razza umana nel suo complesso.
L’epitome degli eroi di classici dell’aviazione; c’è più di un tocco di Hemingway in Pagot, che è forse anche un alter ego per Miyazaki, ossessionato dall’aviazione, che si diverte qui con le molte scene di volo. E che scene: aerei osservati con attenzione che si muovono in picchiata, liberi dalla forza di gravità, che si tagliano in due con colpi di arma da fuoco micidiali (anche se Marco, naturalmente, non si abbassa a sparare colpi mortali, nemmeno ai suoi nemici). Questo perché le trame di Miyazaki sono spesso esenti da qualsiasi presa di posizione a priori, lasciando aperte le questioni della colpa e dell’innocenza, del bene e del male (Lady Eboshi di Principessa Mononoke).
Il suo cinismo ne fa un eroe simile a Rick Blaine di Casablanca (1942), o agli eroi dei romanzi Hard Boiled di Raymond Chandler e Dashiell Hammett. Ma c’è un tocco nuovo e fantastico dietro tutto. Il tema della metamorfosi è caro a Miyazaki: si vede nel Principe Ashitaka di Principessa Mononoke (1997) e nei genitori di Chihiro Ogino ne La città incantata (2001).
Ma c’è un ulteriore paragone da aggiungere per capire Marco. Un uomo sfigurato, sorta di trasformazione, che racconta la trama del film tramite i suoi ricordi, i suoi oggetti e alcune sue vecchie conoscenze: il Conte László Almásy de Il Paziente Inglese (1996).
Qui la recensione completa di Francesco Gianfelici.

Programma
- Napoli – cinema Metropolitan, ore 16.00
- Roma – cinema Quattro Fontane, ore 16:00 e ore 18.00
- Firenze – cinema Astra, ore 19.00
- Bologna – cinema Odeon, ore 16.00
- Genova – cinema Sivori, ore 19.00
- Milano – cinema Anteo, ore 19.30
- Torino – cinema Eliseo, ore 16.00
Link alle prevendite: Lucky Red – Celebriamo il 25 Aprile con Porco Rosso al cinema
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