tha Supreme

L’enfant prodige dell’urban è pronto per il secondo album, in una giungla di aspettative, desideri e speculazioni

Se i grandi artisti possono permettersi piccoli scivoloni senza che i fan girino i tacchi verso il prossimo fenomeno, i piccoli geni hanno tra le mani una bomba a orologeria. La regola è non scritta, ma c’è: le seconde opere sono un salto nel vuoto. Più è esplosivo il debutto, più la posta in gioco si alza e l’hype attorno al lavoro successivo sarà ai limiti del gestibile. Quello che sta succedendo a Tha Supreme si avvicina molto a un conto alla rovescia verso la sua disfatta o la definitiva consacrazione. Con un tuffo carpiato nel 2019, l’alter ego animato del 21enne di Fiumicino è tornato a campeggiare sui cartelloni pubblicitari delle stazioni, questa volta con un misterioso Qr Code. Pochi giorni più tardi, abbiamo anche un titolo e una data: C@ra++ere s?ec!@lе, 30 settembre.

Tutti quanti vogliono swishare un blun7 a swishland

All’uscita del suo album di debutto, 23 6451 – o Le basi se non si vuole perder tempo ad imparare l’alfabeto leet – erano in pochi ad aver sentito parlare di questo producer ancora minorenne che pareva far paura anche ai più grandi. Ma è bastato poco perché il fenomeno esplodesse su larga scala, sfuggendo anche dalla mano di chi ci aveva visto lungo, come la Sony. In un momento di transizione, con una trap ormai stanca e un hip-hop appoggiato sulle glorie passate, tha Supreme è stata una ventata fresca, giovane e quantomeno necessaria.

Le produzioni sono piene, scoppiettanti, cartoonesche e il tappeto sonoro è ricolmo di suoni che strabordano dalle barre. Tutto molto eccessivo, nel senso più propositivo del termine. A diciotto anni, Davide Mattei e il suo alter ego diavoletto animato si sono potuti permettere featuring che, in un album di debutto, non si vedono certo tutti i giorni: Fabri Fibra, Marracash, Salmo, Nayt, Nitro, Lazza, Dani Faiv, Mahmood, Gemitaiz e Madman.

Con una costruzione testuale quasi no sense basata sul suono della parola e il suo incastro nel materiale musicale, le hit radiofoniche hanno funzionato comunque, se non meglio. Chi si lamentava di non capire nulla era lo stesso che andava a ingrossare i numeri esorbitanti degli stream su Spotify. Tra le parole che saltano come pop corn tra un doppio colpo di cassa e l’altro, c’è qualcosa di fortemente magnetico nel sound di tha Supreme. Complice l’alone di mistero dietro al suo volto  – che in tantissimi conoscono ma che non è mai stato ufficialmente presentato accanto al nome – l’hype attorno a questo giovanissimo producer è salito vertiginosamente. Termini pesanti come “genio” e “enfant prodige” hanno iniziato a vorticare attorno al nome di Tha Supreme ed è difficile pensare che non siano finiti col diventare una zavorra.

E adesso?

23 6451 è un album pieno di idee, caotico, che non si prende pause, che inizia e finisce a mille. Ma è l’adolescenza a essere così. Davide Mattei aveva diciotto anni e li ha scaraventati tutti dentro il suo debutto fin troppo spettacolare. Cosa succede adesso?

I tre anni di silenzio che separano l’esordio da questo secondo, attesissimo, progetto ci sono voluti tutti. Perché questo enfant prodige crescesse in pace, con la fisiologica pressione di chi entra nell’Olimpo della scena appena messo piede fuori dallo studio. Aspettarsi un mezzo miracolo da “C@ra++ere s?ec!@lе” sarebbe sbagliato e controproducente. Ridimensionando il lavoro come quello di un artista formato, ma comunque giovanissimo, certamente con idee, talento, budget e fiducia su tutti i fronti. Mai come questa volta, staremo a vedere.

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Clarissa Missarelli Author
Da sempre affascinata e appassionata di cultura pop, sfrutto la mia laurea in DAMS e la mia formazione musicale per far accapponare la pelle a chi non vede l'evidente somiglianza tra Sfera Ebbasta e Fabrizio De André. Guardo, ascolto e leggo di giorno e scrivo di notte, se ho qualcosa da dire. Per conoscermi meglio, l'importante è tenere a mente due cose: la mia parte preferita della giornata è l'aperitivo e la settimana di Sanremo è più importante del mio compleanno.

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