I tre moschettieri - Milady, Notorious Pictures, Medusa Film
I tre moschettieri - Milady, Notorious Pictures, Medusa Film

Uscito lo scorso 13 dicembre nei cinema francesi, dopo due mesi è finalmente arrivato anche da noi il secondo capitolo dopo I tre moschettieri – D’Artagnan, intitolato I Tre Moschettieri – Milady (Les Trois Mousquetaires: Milady), del dittico di Martin Bourboulon che adatta il classico della letteratura francese di Alexandre Dumas padre.

Enigmatico, spettacolare ed esuberante: questa seconda parte chiude quello che è a tutti gli effetti un unico potente film storico d’azione di quattro ore, e forse apre le porte per qualcosa di ancora più grande.

Sulle tracce dell’amore

Il film inizia esattamente dove finiva il precedente: con D’Artagnan (François Civil) svenuto per strada dopo aver assistito al rapimento di Costanza Bonacieux (Lyna Khoudri).

Seguendo le tracce dei rapitori della sua amata, il giovane moschettiere, con l’aiuto dei fedeli compagni Athos (Vincent Cassel), Porthos (Pio Marmaï) e Aramis (Romain Duris), dovrà destreggiarsi fra i cospiratori che hanno ordito il tentativo di assassinio del re Luigi XIII (Louis Garrel), visto nel film precedente, la nuova guerra fra Ugonotti e cattolici che si consuma a La Rochelle, e la sua nemesi e femme fatale Milady de Winter (Eva Green).

I Tre Moschettieri – Milady si presenta molto più luminoso a livello visivo rispetto al precedente, ma l’azione resta l’elemento più intrattenente e spettacolare, coadiuvata da una regia in grado di trasmettere l’euforia degli scontri, ma che qualche volta eccede nell’usare la macchina a mano.

L’epica viene gestita con gusto minimale ma sapiente, inquadrando la guerra in maniera sporca e realistica, però è l’intrigo ad avvilupparci fino alle battute finali del film, fino alla risoluzione finale del mistero legato a Costanza, al re, che opporrà il giovane guascone al suo diavolo tentatore.

I tre moschettieri – Milady, Notorious Pictures, Medusa Film

Un rivale ci ha lasciato

Tirando le somme dell’opera nella sua interezza, si può dire che le due parti formino un unico grande adattamento che ha eliminato parecchio materiale letterario per rimpiazzarlo con una trama storica e spionistica molto ben riuscita. Forse l’assenza letteraria che pesa più di molte altre è quella del personaggio di Rochefort, nemesi guerriera del giovane D’Artagnan che insieme a Milday è il suo avversario più tenace e ricorrente nel primo libro.

Molti valenti attori, come Christopher Lee e Mads Mikkelesen, hanno interpretato questo ruolo, ma forse stavolta non c’è stato bisogno di assegnare al nostro protagonista dei momenti solitari di gloria e azione.

Costruire l’azione in maniera moderna

Attingendo in maniera esaustiva alla storia, la tensione tra protestanti e cattolici francesi passa da elemento storico sullo sfondo a vero nucleo tematico della storia dei moschettieri, coinvolgendoli a livello personale e professionale.

Il personaggio di Milady diventa l’ossessione, in più di un senso, per il coraggioso, testardo e avventato ragazzo, sperduto in una Francia sanguinaria dove non c’è spazio per il lieto fine amoroso e il duello solitario che porta ad una riconciliazione; il tono cupo del film si accompagna a momenti più distesi che spezzano la tensione senza stonare l’armonia compositiva.

Il binomio cinematografico più grande, ovvero quello di azione e commedia, in una miscela da cocktail debitamente proporzionata, ci ha regalato nel tempo alcune delle opere più apprezzate di sempre, da Per un pugno di dollari (1964) a Die Hard (1988), passando per Star Wars (1977); il tempo ci mostrerà il valore di questo film.

L’atmosfera thriller e bellica insieme, aggiunge un peso notevole alla pressione cui è sottoposto D’Artagnan, che qui brilla nell’interpretazione del grande François Civil, ma anche alla triste storia privata di Athos, figura paterna e ispiratrice del giovane.

Cosa c’è dopo questo film?

Senza voler spoilerare il finale del film, pure bisogna parlare di quello che forse verrà dopo questo dittico.

Il regista e i produttori hanno ammesso in varie interviste di star lavorando su dei nuovi progetti che seguiranno ai due film: una serie tv sul passato di Milady e una su un personaggio introdotto in questa seconda parte. Oltre a questo potrebbero seguire, a fronte di una buona risposta del pubblico, gli adattamenti degli altri libri della trilogia, e quindi Vent’Anni Dopo e Il Visconte di Bragelonne.

La Francia sembra più che mani decisa a investire le sue risorse in una campagna di riappropriazione della sua materia letteraria più iconica: quella di Dumas.

Se il pregio di un film di Cappa e spada si vede dalla qualità dei duelli, gli ultimi buoni film di questo genere sono stati quelli della saga di Pirati dei Caraibi, ed erano comunque produzioni americane dal budget enorme. L’immaginario storico francese rivive nella creazione di un universo epocale, fertile anche del rinnovato interesse del pubblico per le storie in costume (pensiamo al successo di serie tv come Reign e Versailles, o alla miniserie Shogun che uscirà a breve su Disney+), gravido di trame spionistiche, d’azione e belliche.

Speriamo in una buona riuscita di questo macro-progetto, e in un florido successo di critica e pubblico per questo film e le altre opere che lo seguiranno.

In breve

Vedere I Tre Moschettieri – Milady in sala, anche se diviso da dieci mesi di attesa dal precedente capitolo, è stato un piccolo sogno che vi auguro di poter replicare. Un qualità d’azione così pervasiva e magistralmente costruita non si vedeva dallo Scaramouche (1952) di George Sidney. Correte in sala.

I tre moschettieri – Milady, Notorious Pictures, Medusa Film

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Francesco Gianfelici
Classe 1999, e perennemente alla ricerca di storie. Mi muovo dalla musica al cinema, dal fumetto alla pittura, dalla letteratura al teatro. Nessun pregiudizio, nessun genere; le cose o piacciono o non piacciono, ma l’importante è farle. Da che sognavo di fare il regista sono finito invischiato in Lettere Moderne. Appartengo alla stirpe di quelli che scrivono sui taccuini, di quelli che si riempiono di idee in ogni momento e non vedono l’ora di scriverle, di quelli che sono ricettivi ad ogni nome che non conoscono e studiano, cercano, e non smettono di sognare.

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