Moonlight Kind og Blue Fotogrammi Bietti Edizioni

Kind of Blue. Barry Jenkins, variazioni sul corpo afroamericano è il nuovo saggio della collana Fotogrammi di Bietti Edizioni. Scritto da Marzia Gandolfi, accreditata critica cinematografica contemporanea, è una riflessione sul grande film di Jenkins, Moonlight. Già nel suo sottotitolo anticipa infatti il nucleo dell’analisi: il corpo, l’umano e quella nota blue(s) riconoscibile in questa particolare narrazione.

Perché adesso e perché Moonlight? Perché nel filone del nuovo cinema afroamericano rimane ancora un unicuum, plasmato molto più dall’estetica che dal contenuto. Nello stesso anno agli Oscar in cui vinse il Miglior Film (con l’imbarazzante scenetta di La La Land), altri importantissimi black film erano in diverse cinquine. A partire da XIII Emendamento di Ava DuVernay e I Am Not Your Negro di Raoul Peck, entrambi vivamente consigliati. L’unicità di Moonlight sta però nella rappresentazione e nella costruzione della resistenza nera sul corpo. Sulla plasticità e sui volumi che il film ci restituisce come vivi e pulsanti, e blue.

In moonlight black boys look blue, così mi piace ricordare il titolo originale dell’opera teatrale da cui è tratto. Il film fa suo questo concetto, integrandolo nella fotografia, ma va anche oltre. Marzia Gandolfi parla di nota blue, citando nel titolo del suo saggio il Kind of Blue di Miles Davis.

Il blues inteso anche come “quiete, silenzio, colore(…): quella qualità dell’esistenza tangibile dietro la narrazione sociale del razzismo e della violenza. Una pausa in cui gli eroi, tutti afroamericani, risuonano poeticamente, liberati dalle referenze convenute”.

Kind of Blue – Marzia Gandolfi. Bietti Edizioni
Kind of Blue. Barry Jenkins, variazioni sul corpo afroamericano, Marzia Gandolfi - Bietti Edizioni 2021
Kind of Blue. Barry Jenkins, variazioni sul corpo afroamericano, Marzia Gandolfi – Bietti Edizioni 2021

L’autrice. Marzia Gandolfi collabora stabilmente con MyMovies, Il Ragazzo Selvaggio e la Rivista del CInematografo. Ha partecipato a volumi collettivi su Marco Belocchio, Claude Lelouch, Patrice Leconte e al dizionario Il grande cinema italiano (2012), a Cinema senza fine. Un viaggio cinefilo attraverso 25 film (2014) e Romanzo popolare (2016). Ha collaborato al libro Ieri, oggi e domani. Il cinema di genere in Italia (2020) e al n.172 della rivista Engramma (Marco Bellocchio. L’arte della messa in scena).

Un ringraziamento alla casa editrice Bietti, che ci ha dato la possibilità di leggere il saggio. Continuate a seguirci per leggere la nostra recensione. Segnaliamo intanto che Kind of Blue è già disponibile al pubblico in versione cartacea ed ebook.

Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies. Tra questi, solo per dirne alcuni, rientrano gli studi post-coloniali, gli studi femministi e quelli etnografici.

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