If anything happens I love you - Netflix

La bellezza dei cortometraggi animati risiede spesso nella capacità di dire molto, senza pronunciare una parola, in modo universale, come accade in If anything happens I love you.

Su FRAMED abbiamo già parlato di vari corti, da Hair Love (Oscar 2020) a Cops and Robbers o Canvas, tutti facilmente reperibili sulle piattaforme streaming e spesso ignorati dal grande pubblico. Rappresentano invece una grande risorsa di idee e concetti, espressi nel minimo tempo e alla massima efficienza.

Riguardo l’attuale corsa agli Oscar, inoltre, abbiamo anche già parlato del nuovo corto Pixar La Tana, ma il vero favorito nella categoria animazione è appunto il corto Netflix If anything happens I love you (Se succede qualcosa vi voglio bene) di Michael Govier e Will McCormack.

Dodici minuti per affrontare un tema eterno

In soli dodici minuti, If anything happens I love you affronta il tema della perdita, del lutto inconsolabile, intrecciando il problema sociale della violenza armata negli Stati Uniti. Protagonista è infatti una coppia di genitori affranta dalla morte della figlia dopo una sparatoria a scuola.

Trailer dal canale del co-regista Michael Govier

Il racconto separa il presente dal passato in due metà esatte. Vediamo prima come l’uomo e la donna, progressivamente isolati ognuno nel proprio dolore, cerchino di sopportare la nuova quotidianità. Improvvisamente una macchia di colore, una vecchia maglietta della figlia, squarcia il loro silenzio – e significativamente permette alla musica di entrare in colonna sonora. Da qui in poi si inizia a scoprire l’origine del dolore, in una sorta di flashback vissuto dalle anime-ombre dei due protagonisti. Le stesse che all’inizio cercavano di comunicare tra loro ma erano bloccate dal dolore dei corpi.

Tratto semplice e idea efficace

If anything happens I love you è un cortometraggio in 2D, caratterizzato da un tratto grafico classico, che ricorda la matita. Gli spazi sono spesso delineati solo intorno al raggio di azione dei personaggi, lasciando tutto il resto in un bianco-vuoto che aumenta il senso di disorientamento e perdita. Inoltre le uniche tracce di colore sono quelle direttamente connesse alla figlia.

Anche il montaggio, inteso come transizione fra sequenze, è particolarmente curato. Sorprende per esempio la trasformazione delle lettere dell’SMS, che dà il titolo al corto, in pioggia che cade sui genitori affranti.

Se volete recuperarlo, trovate il corto su Netflix. Per altre novità sugli Oscar 2021 continuate a seguirci su Instagram!

Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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