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Il cinema diventa illustrazione – Intervista a Chiara Lu

Chiara Lu: collage FRAMED Un amore tutto suo

Intervistiamo Chiara Lu, artista e illustratrice con la passione per film e serie TV, per capire come un fotogramma si trasformi in illustrazione.

Cosa succede quando un film si trasforma in illustrazione? Il segno grafico sostituisce il fotogramma, i corpi rivestono altri colori, ma il momento viene fissato e trasmesso allo stesso modo, cambiando tecnica di comunicazione.

Un mesetto fa scrivevamo di Bill Pullman, citando While You Were Sleeping (Un amore tutto suo, 1995) , commedia romantica cult (soprattutto del periodo natalizio) in cui l’attore appare inizialmente in secondo piano per poi emergere come protagonista maschile e conquistare il cuore di Sandra Bullock. Chiara Lu, illustratrice con un debole per il cinema, ci ha risposto, condividendo l’amore per il film in questione. Quasi per gioco le abbiamo chiesto di illustrare un paio di fotogrammi e parlare del suo lavoro. Non è la prima volta che lavora con il cinema e la serialità, ciò che fa è pura contaminazione che si muove da un supporto all’altro emozionando con il risultato. Lavora molto sui social ma anche per libri illustrati, senza escludere le due possibilità di comunicazioni. Ne volete sapere di più?

INTERVISTA

Qual è il tuo background di formazione e cosa ti ha convinta a portare parte del tuo lavoro e della tua arte su IG?

Dopo aver concluso l’Università (Conservazione dei Beni Culturali a Viterbo) ho preso la decisione di diventare illustratrice, mi sono iscritta alla Scuola di Comics a Roma diplomandomi in illustrazione editoriale nel 2009. Da quel momento in poi è un continuo evolvere, crescere, studiare e lavorare.

Per chi svolge il mio lavoro oggi è fondamentale avere una buona presenza online. Instagram si fonda sulle immagini, quindi è un potente mezzo di comunicazione che si va ad aggiungere al sito e alle piattaforme appositamente dedicate. Esistono infatti molte piattaforme destinate a chi si occupa di grafica ed illustrazione ma Instagram è un elemento fondamentale. È un social veloce, che permette di far arrivare in maniera diretta e ad una larga scala di pubblico il mio lavoro. Credo che se usato in maniera corretta sia un ottimo alleato.

C’è una ragione particolare per cui rappresenti personaggi o scene di film e serie tv? È una sorta di tuo manifesto dell’immaginario?

Non so se film e serie tv siano un manifesto del mio immaginario ma ne fanno ampiamente parte. Sono influenzata da moltissime cose: dalla natura, da ciò che leggo, dagli artisti che amo e soprattutto dalla musica che ascolto. Ma sono anche ‘figlia degli anni ’90’, da adolescente consumavo una quantità enorme di serie TV e video musicali che passavano su Mtv, quando ancora era un reale canale musicale, c’è quindi molto di questo background sedimentato nel mio lavoro. Sono ovviamente una grande consumatrice di serie tv, anche se ora faccio veramente fatica a stare sul pezzo, e spesso mi affeziono a personaggi o storie che mi colpiscono in pieno. Per questo mi viene spontaneo disegnarli, è una specie di mia dimostrazione di affetto.

Come hai scelto le immagini per Un amore tutto suo e cosa ti colpisce quando lo guardi?

Parecchio tempo fa questo film passava in tv molto spesso e mi ritrovavo a guardarlo ogni volta che mi ci imbattevo. È una commedia leggera, con un ottimo cast. La storia è basata su un grande equivoco e pur intuendo più o meno da subito come evolverà, si resta a guardarla volentieri fino alla fine. È uno di quei film rassicuranti, leggeri che ti accoglie ogni volta che lo vedi aiutandoti a staccare la spina dai pensieri pesanti.

© Chiara Lu – Un amore tutto suo

Per quello che riguarda le illustrazioni, in questo caso dovendo realizzare solo due frame ho scelto di disegnare il momento in cui la storia è realmente iniziata e quello in cui si è conclusa in modo da avere una summa del film.

© Chiara Lu – Un amore tutto suo
Come nasce la scelta del “momento significante” delle illustrazioni cinematografiche? Parti da un ricordo, da una sensazione o da un’intera sequenza del film condensandola nel fotogramma che più ti piace esteticamente?

La scelta finale è frutto di tutte queste cose insieme. Ridurre in pochi fotogrammi un film non è semplice, anzi comporta non pochi dilemmi che devono tener conto della resa del frame una volta trasformato in disegno. A volte può non funzionare e quindi va rivisto o sostituito. Per Reality Bites (per il progetto TINALS), che è l’unico film che ho illustrato fino ad ora, sono partita da alcune scene molto conosciute e imprescindibili, dopodiché ho selezionato alcuni frame creando una specie di storyboard. Quindi ho cercato di capire quali fotogrammi funzionassero meglio, sia visivamente che emotivamente, all’interno della storia che volevo raccontare.

© Chiara Lu – Una delle illustrazioni Reality Bites

Ogni storia illustrata deve riuscire a tenere un buon ritmo, deve tenere alta l’attenzione di chi guarda, quindi sono importantissimi i tagli delle immagini, la loro estetica e il loro impatto emotivo. Tenuto conto di questo ho iniziato a disegnare nel modo più spontaneo possibile perché volevo cercare di riproporre un’estetica sincera e imperfetta che era tipica di quel periodo, gli anni ’90, e che di base comunque mi appartiene.

Il lavoro che porti avanti con TINALS è molto specifico e lo fai sia con i film che con la musica: come è successo per il progetto di Reality Bites? E cosa hai in programma con loro prossimamente?

This Is Not a Love Song è un progetto nato dalla mente di Andrea Provinciali la cui idea principale è tradurre la musica in immagini; illustratori e fumettisti hanno l’onore e l’onere di illustrare brani d’amore, ma non solo. Nel corso degli anni il progetto si è evoluto inglobando sia l’universo cinematografico che quello strettamente legato alla cultura pop. La trasformazione in illustrazioni ha coinvolto film, programmi televisivi, serie tv, cartoni animati.

Collaboro a Tinals dal 2015, incredibile come vola il tempo, e ho avuto modo di illustrare canzoni, show televisivi, cartoni animati, e recentemente un film. Il mio ultimo, ma non l’ultimo, lavoro ha visto trasformare in illustrazione uno dei miei film preferiti, Reality Bites meglio conosciuto in Italia come Giovani Carini e Disoccupati. La pellicola è del 1994, interpretata da Winona Ryder, Ethan Hawke e Ben Stiller, che ne è anche il regista.

© Chiara Lu – Una delle illustrazioni Reality Bites

La scelta dei soggetti avviene in questo modo: Andrea di solito manda una mail con delle proposte e noi illustratori abbiamo campo libero nello scegliere. Quando fra la rosa dei titoli ho letto Reality Bites per me è stato quasi immediato prenotarlo. È un film che per la mia generazione, la famigerata generazione X, è abbastanza iconico, sia per le tematiche trattate, che per il linguaggio visivo utilizzato e per la musica, bellissima, che contiene.

Per quello che riguarda il futuro c’è in cantiere un progetto dedicato a uno dei simboli della cultura nazional popolare italiana: Sanremo. This Is Not Sanremo, questo il titolo, sarà un omaggio alla musica, alla bellezza e al trash che caratterizzano la manifestazione canora capace ancora oggi di bloccare parte dell’Italia per cinque giorni. Abbinato a questo lavoro c’è un contest per la realizzazione di una cassettina illustrata con scadenza il 19 febbraio.

Per quanto riguarda l’editoria? Ci puoi parlare del lavoro fatto per il volume “Yeah, giovani rivoluzionari?

Certo, il libro è uscito lo scorso 14 gennaio per Gribaudo editore, è scritto da Gilda Ciaruffoli con l’introduzione di Jovanotti e illustrato da me ed altre nove talentuose colleghe. Il volume racconta le storie di 100 giovani che hanno lasciato o stanno lasciando un impatto fondamentale nella storia e nella società. Sono storie incredibili di artisti, musicisti, di attivisti per i diritti umani, che si battono per il diritto allo studio e alla vita, che si prodigano nella salvaguardia ambientale. Leggere queste biografie restituisce un senso di grande speranza verso il futuro, questi racconti sono soprattutto un illuminante esempio per i nostri ragazzi. È un lavoro che ho amato molto realizzare, anche perché è arrivato durante il primo massiccio lockdown salvandomi dall’angoscia del momento.

Cosa stai guardando in questo periodo? Consigliaci un film, una serie tv e una canzone che ti fanno venire voglia di diventare illustrazioni!

In questo periodo sto per cominciare a vedere The Undoing con la Kidman e Grant di cui ho sentito recensioni stellari. Ho appena finito di recuperare l’unica stagione di Briarpatch, serie antologica con protagonista Rosario Dawson e scritta da quel genio di Sam Esmail (Mr Robot). Cast ottimo, fotografia impeccabile, storia ben scritta.
Per la canzone è difficile, attualmente sto riascoltando spesso Mf Doom, rapper monumentale scomparso lo scorso ottobre ma della cui morte si è venuti a conoscenza solo a capodanno.
Ciò che in realtà mi piacerebbe tantissimo illustrare è un film, Lost in Translation di Sofia Coppola, uno dei miei preferiti di sempre. Magari prima o poi trovo il tempo e lo disegno.

Qui potete trovare tutti i contatti di Chiara: il suo profilo Instagram, il sito ufficiale www.chiaralu.com e il sito di TINALS, dove potete cercare il suoi lavori e scoprire il progetto.

L’intervista è a cura di Silvia Pezzopane e Valeria Verbaro.

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Tag:, , , , , , Last modified: 20 Febbraio 2021
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