I migliori film del 2024 secondo FRAMED
I migliori film del 2024 secondo FRAMED. Grafica di Andrea Menghini.

Il 2024 è stato un anno ricco di ritorni, grandi registi come Wim Wenders o Francis Ford Coppola ci hanno raccontato attraverso i loro nuovi film la visione del mondo che più rispecchia i nostri tempi, Hayao Miyazaki è tornato al cinema per scandagliare ancora una volta l’arbitrarietà dell’esistenza, tra mondi fantastici e Storia.

Non sono mancate le sorprese, come Vermiglio, opera seconda di Maura Delpero, vincitore di due premi alla 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e scelto come candidato dell’Italia agli Oscar 2025 per il miglior film internazionale, o l’esordio alla regia di Margherita Vicario con Gloria!.

Qui trovate tutte le opere che in qualche modo ci hanno emozionato, segnato, i film migliori che, secondo la redazione di FRAMED, dovete recuperare a tutti i costi.

Due film completamente diversi per un ex aequo imprescindibile. Dopo il successo di Poor Things, Yorgos Lanthimos torna alle origini con Kinds of Kindness: tripartito, divisivo, spregiudicato. Realistico e surreale come solo i rapporti umani possono essere, con un cast che si trasla come per magia regalando personaggi distanti, nuovi volti. Un’opera visionaria e durissima, che merita di stare tra le migliori di questo 2024.

Con una forza emotiva di uguale intensità, ma caratterizzata da una poesia completamente agli antipodi a quella scarna e trasformista di Lanthimos, si pone Perfect Days di Wim Wenders. Un ritorno al cinema a lungo sperato, l’apoteosi matura del racconto che Wenders da anni porta nelle sue opere, la possibilità di mettere in scena la vita, in modo così trasparente da farci dimenticare lo schermo, la sceneggiatura, la recitazione. Tutto è vero, e tutto è nostro, come la musica che ci lega al passato, i sorrisi che condividiamo con noi stessi, il tempo che passa.

Silvia Pezzopane

Perfect Days di Wim Wenders, Lucky Red

Leone d’argento a Venezia 81, Vermiglio ha il dono e il potere di trasportare in un mondo diverso e sospeso, attraverso i silenzi, gli sguardi e la forza di singole immagini. Storia di donne, di madri, di sorelle, e una dichiarazione d’amore ai padri che sanno come amarle, anche quando non le capiscono, in un mondo di uomini deboli e invisibili, appena tornati dalla guerra. Quelli in Vermiglio sono ritratti complessi, contraddittori e stratificati. Ironici e drammatici, perfetti come forse non se ne vedevano da tempo, soprattutto nel cinema italiano.

Scegliere un solo film, in questo anno così speciale per il cinema, però, è complicatissimo. Vale la pena perciò almeno nominarne altri tre, fra i migliori usciti in sala: Anora di Sean Baker, All We Imagine as Light di Payal Kapadiya e Civil War di Alex Garland.

Valeria Verbaro

Una scena di Vermiglio di Maura Delpero
Una scena di Vermiglio di Maura Delpero. Courtesy of Lucky Red

Prima parte dell’adattamento cinematografico dell’omonimo musical di successo, Wicked – Parte 1 è uno dei titoli più sorprendenti di questo 2024. Ambientato anni prima dell’arrivo di Dorothy nel magico mondo di Oz, il film segue le vicende di Elphaba (Cynthia Erivo) e Glinda (Ariana Grande- Butera), indagando il loro turbolento rapporto, il corrotto sistema che si cela dietro ad Oz e tutte quelle circostanze che porteranno Elphaba a diventare la perfida Strega dell’Ovest.

Wicked – Parte 1 si dimostra essere un adattamento perfetto di un musical altrettanto perfetto e di successo, un tripudio di musica ed emozioni, per raccontare una storia dalle tematiche estremamente importanti, ma soprattutto attuali. Cynthia Erivo e Ariana Grande-Butera incantano con le loro interpretazioni e dimostrano che l’unione, quando serve, fa la forza, e che quest’ultima risiede nelle diversità che devono essere accettate piuttosto che evitate. Di una potenza disarmante, è un film che insegna a far sentire la propria voce.

Rebecca Fulgosi

A lungo gli spettatori di cinema si sono coricati scontenti, sapendo che il libro del 1965 di Frank Herbert, Dune, non aveva avuto un degno adattamento cinematografico. La seconda parte dell’opera di Villeneuve, che non sarà l’ultima, porta dunque a compimento un sogno durato decenni.

I cromatismi della fotografia tingono l’azione visiva di mille sfumature diverse, incendiandola durante quei meravigliosi scontri, fisici e verbali, che il regista ha saputo creare e filmare con grande maestria. Tutto è stato trasposto con fedeltà e maestosità; lo spettatore ha trovato un’epica moderna e potente, capace di travolgerlo e conquistarlo.

Francesco Gianfelici

Dune – Parte Due © 2023 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit: Courtesy Warner Bros. Pictures
Dune – Parte Due © 2023 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit: Courtesy Warner Bros. Pictures

Tra i miglior film dell’anno vi è senz’altro l’ultimo lavoro di Paolo Sorrentino. Un film con il quale il regista delinea i tratti di una donna ammaliatrice, bellissima, spontanea di nome Parthenope e di cui ne descrive gli aspetti rilevanti e non rilevanti rimarcandone essenzialmente quest’ultimi.

Una protagonista femminile che rispecchia le contraddizioni di Napoli, città per cui porta il nome; libera e sola, frivola e triste. Parthenope, una caratterizzazione che ci conduce sulla strada della consapevolezza e della rivelazione: ciò che rende epico il percorso dell’esistenza umana è quando l’uomo compie gesti nella totale insensatezza, perdendosi dappertutto, e con le innumerevoli occasioni colte o perdute, in segno di una vita che semplicemente accade.

Annamaria Martinisi

Il 2024 è stato anche, e soprattutto, l’anno dei grandi ritorni, tra questi non può certo mancare quello del maestro, o sarebbe più consono chiamarlo ‘Sensei’, Hayao Miyazaki. Ebbene sì, il 2024 per le sale italiane è stato anche l’anno de Il ragazzo e l’airone. Crepuscolare e costitutivo; complesso per stile e spessore: la degna epitome della poetica dell’autore, una bussola per orientarsi sul senso e l’arbitrarietà della vita.

A trattare l’arbitrio è anche l’ultima, ma non ‘ultima’, sorpresa dell’anno cui va il merito a Mubi Italia per la distribuzione: I delinquenti di Rodrigo Moreno, tra i colpi di fulmine di Cannes 2023 (presentato al tempo in Un Certain Regard); un heist movie avulso da qualsiasi convenzione, perfetta cartina di tornasole della nuova ondata del cinema argentino: sedizioso e ‘libero’. come lo splendido brano post-punk che adorna la colonna sonora, A Donde Esta La Libertad.

«Hope!» risuona ancora il monito del maestro alla premiere della 77ª edizione del Festival di Cannes; una parabola eclettica che parla di speranza e futuro in relazione alla nostra casa comune: più che la Terra, la città (intesa come spazio politico). Che sia amato o esecrato, il 2024 è e resterà l’anno di Megalopolis, ritorno di un artigiano inscalfibile della Nuova Hollywood: Francis Ford Coppola.

Monumentale e ambizioso come un kolossal d’antan, l’opera racconta i dilemmi della modernità con vivacità e intraprendenza, sfidando anche i rischi dell’anacronismo. In effetti è un film che sa rendersi ‘fuori dal tempo’ per la genuinità del suo sguardo: incalzante e romantico, proprio di chi ama il cinema.

Francesco Milo Cordeschi

Megalopolis © 2024 CAESAR FILM LLC.
Megalopolis © 2024 CAESAR FILM LLC. Eagle Pictures

Un Wim Wenders tra i più ispirati di sempre ci offre uno dei migliori film del 2024. Nel ritratto di un monaco laico il cui tempio è l’intera città di Tokyo, e la cui meditazione si esercita (anche) pulendo ogni giorno i bagni pubblici della metropoli, il cinema si fa strumento di indagine poetica sulla felicità.

Intesa non come chimera nel calderone classista e competitivo, né come rifugio retorico nel feticismo delle “piccole cose” ordinarie. Ma come intermittenza di pienezza tra le perdite e i riavvicinamenti, le rinunce e le (ri)conquiste, le solitudini e gli incontri, le gioie e le sofferenze di una quotidianità sempre dinamica nel gioco delle sue apparenti ripetizioni. Tutto questo è già racchiuso nel sorriso gentile del protagonista. Perfect Days è come lui: ironico e malinconico senza enfasi o moralismi, immerso nei dettagli e nei riti, di pochissime parole e tanta apertura all’ascolto, dentro e fuori dal presente come le foto analogiche e le canzoni in cassetta che scandiscono i suoi giorni. (Im)perfetti e pieni dell’umanità di cui il nostro tempo ha disperato bisogno.

Emanuele Bucci

Dopo l’incredibile Povere Creature!, Lanthimos quest’anno ci ha voluto proporre un’altra perla cinematografica. Attraverso tre differenti racconti, il regista delinea un ritratto crudo e spietato della vita e della società, seppure attraverso metafore ed episodi surreali. L’atmosfera onirica creata da Kind of Kindness richiama molto da vicino i racconti di Bradbury, o di Philip K. Dick, condividendone con questi ultimi la stessa volontà di delineare uno spaccato sociale e umano crudele e per questo ancora più affascinante.

Per il suo essere un gioiello curato nei minimi dettagli, dalla sceneggiatura alle eccezionali prove d’attore (una su tutte quella di Jesse Plemons), Kind of Kindness merita di diritto di essere riconosciuto come uno dei migliori film dell’anno. 

Giulia Losi

Cannes 2024. Kinds of Kindness, Searchlight Pictures
Cannes 2024. Kinds of Kindness, Searchlight Pictures

Qui la lista delle serie TV che abbiamo amato nel 2024. Qui la lista dei film più attesi del 2025.

Continua a seguire FRAMED! Siamo anche su Facebook, Instagram e Telegram.